don Luigi Maria Epicoco – Commento al Vangelo del 1 Dicembre 2025

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Vangelo del giorno di Mt 8,5-11

Molti dall’oriente e dall’occidente verranno nel regno dei cieli.
Dal Vangelo secondo Luca

In quel tempo, entrato Gesรน in Cafร rnao, gli venne incontro un centurione che lo scongiurava e diceva: ยซSignore, il mio servo รจ in casa, a letto, paralizzato e soffre terribilmenteยป. Gli disse: ยซVerrรฒ e lo guarirรฒยป.
Ma il centurione rispose: ยซSignore, io non sono degno che tu entri sotto il mio tetto, ma diโ€™ soltanto una parola e il mio servo sarร  guarito. Pur essendo anchโ€™io un subalterno, ho dei soldati sotto di me e dico a uno: โ€œVaโ€™!โ€, ed egli va; e a un altro: โ€œVieni!โ€, ed egli viene; e al mio servo: โ€œFaโ€™ questo!โ€, ed egli lo faยป.
Ascoltandolo, Gesรน si meravigliรฒ e disse a quelli che lo seguivano: ยซIn veritร  io vi dico, in Israele non ho trovato nessuno con una fede cosรฌ grande! Ora io vi dico che molti verranno dallโ€™oriente e dallโ€™occidente e siederanno a mensa con Abramo, Isacco e Giacobbe nel regno dei cieliยป.

Parola del Signore.

La storia del centurione romano che chiede a Gesรน la guarigione del suo servo ha due caratteristiche che a mio avviso non possiamo trascurare. La prima riguarda proprio lโ€™empatia che questo militare ha verso un suo servo. Non รจ qualcosa di scontato. Questโ€™uomo non rimane indifferente davanti alla sofferenza di questa persona anche se culturalmente era considerata non un suo pari: la guarigione del suo servo.

ยซSignore, il mio servo giace in casa paralizzato e soffre terribilmenteยป.

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Il centurione non domanda per sรฉ ma intercede per un altro dando voce a una persona che soffre talmente tanto da non riuscire essa stessa a formulare una preghiera. Mi ha sempre colpito questa forma di delicatezza perchรฉ mi ricorda che tutte le volte che preghiamo dovremmo essere voce di chi per un motivo o per un altro non riesce a farlo in prima persona.

La seconda caratteristica riguarda la fiducia senza condizioni che egli pone nei confronti di Gesรน: la sua fede cosรฌ grande.

ยซSignore, io non son degno che tu entri sotto il mio tetto, di’ soltanto una parola e il mio servo sarร  guarito. Perchรฉ anch’io, che sono un subalterno, ho soldati sotto di me e dico a uno: Va’, ed egli va; e a un altro: Vieni, ed egli viene; e al mio servo: Fa’ questo, ed egli lo faยป.

In pratica il centurione sta dicendo a Gesรน: โ€œio mi fido cosรฌ tanto di te che non importa che io sappia o veda come tu esaudirai questa mia preghiera; so solo che tu prenderai a cuore il dolore di questa personaโ€.

Gesรน rimane sbalordito davanti a una simile fede:

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โ€œGesรน ne fu ammirato e disse a quelli che lo seguivano: ยซIn veritร  vi dico, presso nessuno in Israele ho trovato una fede cosรฌ grandeยปโ€.

La domanda che il Vangelo di oggi ci pone รจ proprio su queste due cose: quanto intercediamo? E quanto ci fidiamo veramente?

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