Lโarte di scegliere lโultimo posto!
Quante volte nella vita ci siamo trovati a sgomitare per farci notare? Pensiamoci un attimo. La corsa per accaparrarsi il parcheggio migliore, la sottile ansia di sedersi al tavolo โgiustoโ a una festa di matrimonio, il desiderio di avere piรน โlikeโ degli altri sui social, la smania di essere menzionati per primi in un progetto di lavoro. Viviamo in una societร che ci spinge costantemente a cercare il primo posto, a metterci in mostra, a dimostrare di valere piรน degli altri. ร una gara continua, estenuante, che spesso ci lascia con un senso di vuoto e di insoddisfazione.
Ed รจ proprio in questo mondo ossessionato dalla visibilitร che la parola di Gesรน oggi arriva come una brezza fresca e spiazzante. ร a pranzo, in un contesto conviviale, e nota come tutti cerchino i posti dโonore. Allora racconta una piccola parabola: ยซQuando sei invitato a nozze, non metterti al primo postoยป. Non รจ una lezione di galateo. Gesรน sta scardinando la logica del mondo: smetti di misurare la tua importanza in base a quanto sei visibile o applaudito. Lโunico sguardo che conta davvero รจ quello di Dio, e Dio ha una classifica capovolta. Lโultimo posto diventa il luogo privilegiato, perchรฉ da lรฌ Dio stesso ti innalza.
Non si tratta di fingere modestia o di disprezzarci, ma di liberarci dallโansia di dimostrare. ร la libertร di essere semplicemente se stessi, amati da Dio non per i successi che collezioniamo, ma per quello che siamo. SantโAgostino diceva con forza: ยซSe mi domandi quale sia la prima virtรน del cristiano, ti rispondo che รจ lโumiltร ; e la seconda, lโumiltร ; e la terza, lโumiltร ยป. Lโumiltร non รจ sentirsi inferiori, ma mettersi al proprio posto davanti a Dio e, di conseguenza, servire gli altri.
E allora pensiamo a chi, nel silenzio, vive giร questa arte dellโultimo posto: la mamma che prepara la colazione ogni mattina senza aspettarsi applausi, lโoperaio che lavora con dedizione senza cercare riconoscimenti, il volontario che serve i poveri nellโanonimato. Questi sono i veri grandi agli occhi di Dio.
Ma Gesรน non si ferma qui. Si rivolge a chi lo ha invitato e aggiunge unโaltra provocazione: ยซQuando offri un pranzo o una cena, non invitare i tuoi amici, nรฉ i tuoi fratelli nรฉ i tuoi parenti nรฉ i ricchi viciniยป. Invita invece ยซi poveri, gli storpi, gli zoppi, i ciechiยป: cioรจ chi non puรฒ ricambiare. ร la logica della gratuitร , che rompe il calcolo del โdo ut desโ. Quante volte, invece, anche i nostri gesti buoni sono inquinati da un secondo fine?
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San Giovanni Crisostomo ammonisce: โVuoi onorare il corpo di Cristo? Non trascurarlo quando lo vedi nudo nei poveriโ. San Basilio aggiunge: โIl pane che tu non mangi appartiene allโaffamato; il vestito che non usi appartiene al nudoโ. Sono parole che ci riportano allโessenziale: amare non significa aspettarsi un ritorno, ma donare senza calcoli.
Pensiamo al medico che si prende cura del paziente povero con la stessa dedizione riservata a chi puรฒ pagare, allโinsegnante che dedica tempo extra allo studente in difficoltร , al commerciante che non specula nei momenti di emergenza. Sono piccoli Vangeli vissuti, piccole resurrezioni quotidiane, anticipazioni del Regno.
Umiltร e gratuitร : scegliere lโultimo posto e invitare chi non puรฒ ricambiare. Sono due facce della stessa medaglia, la medaglia dellโamore vero che ci rende simili a Dio. Non รจ facile in un mondo che spinge alla competizione, ma รจ lโunica via per una felicitร autentica. E Gesรน promette: ยซSarai beato perchรฉ non hanno da ricambiarti. Riceverai infatti la tua ricompensa alla risurrezione dei giustiยป.
Affidiamo questo desiderio di conversione alla Vergine Maria, la donna dellโumiltร . Lei, piena di grazia, si รจ definita โla serva del Signoreโ, scegliendo lโultimo posto per accogliere il primo: Gesรน. Nel Magnificat canta la gioia di un Dio che โha rovesciato i potenti dai troni e ha innalzato gli umiliโ. Che Maria ci insegni lโarte santa di scegliere lโultimo posto per trovare il nostro vero posto nel cuore di Dio. Amen.
Per gentile concessione di don Lucio, dal suo blog.
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