Tableau mariage
Organizzare un matrimonio non รจ mai una piccola impresa, in ogni epoca e luogo. Oggi molti sposi si affidano a un wedding planner, capace di curare ogni dettaglio, dalla cerimonia al ricevimento. Ma cโรจ un compito che rimane sempre agli sposi: la disposizione degli invitati ai tavoli del banchetto.
Il โtableau mariageโ, spesso decorato con fantasia, indica a ciascuno il proprio posto. Anchโio, quando partecipo a un matrimonio, vado subito a guardarlo per capire dove siederรฒ e con chi condividerรฒ le ore del pasto. โCon chi mettiamo chi?โ, โSta bene questa persona accanto a quellโaltra?โ, โChi mettiamo con gli zii, chi con gli amici?โ. Non รจ mai una scelta facile, perchรฉ richiede conoscenza delle persone e attenzione ai possibili contrasti.
Nei Vangeli troviamo spesso Gesรน a tavola, in banchetti e feste. A volte si autoinvitava, a volte veniva invitato. Per lui ogni banchetto era occasione per insegnare e parlare di Dio. Non mancavano gesti e parole provocatorie, che gli attiravano critiche e sospetti dai piรน religiosi.
Anche oggi, nel racconto del Vangelo di Luca, Gesรน รจ invitato da un fariseo a un banchetto nel giorno di sabato. Poco prima del brano che ascoltiamo a messa, egli guarisce un malato davanti a tutti, provocando volutamente i custodi della tradizione, che non ammettevano cure nel giorno consacrato al riposo. Ed รจ qui che mi immagino Gesรน davanti al tableau mariage di quella festa: osserva che i posti a tavola seguono i soliti criteri, legati allโimportanza sociale, religiosa, economica e di potere. Stare nei primi posti, in vista di tutti e serviti per primi, รจ lโaspirazione generale. Ma Gesรน contesta questo โtableau mentaleโ e ne propone uno nuovo, che chiede conversione della mente, del cuore e dellโimmagine di Dio.
Le sue parole (โQuando sei invitato a nozze da qualcuno, non metterti al primo postoโฆโ) non insegnano furbizia o falsa modestia. Non รจ un trucco per guadagnare piรน onore se ti chiamano avanti, o per evitare figuracce se ti cacciano. Gesรน, vedendo la corsa ai primi posti, vuole dare una lezione di vita e di Chiesa.
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Parla prima di tutto di sรฉ stesso. Chi รจ Gesรน, se non il Figlio di Dio che avrebbe diritto al primo posto nel banchetto dellโumanitร , ma sceglie lโultimo? Egli entra nel banchetto della Storia non con la gloria divina che si impone, ma con lโumiltร di un bambino deposto in una mangiatoia, adorato da pastori. Alla fine della sua vita non siede sul trono del sacerdote del Tempio, del governatore o dellโimperatore: occupa il posto della croce, tra i condannati e fuori dalla cittร santa. Questo รจ Gesรน. E questi sono i discepoli: chiamati a stare con gli ultimi, i poveri, quelli senza diritti.
E allora immagino Gesรน dare un calcio al โtableau mariageโ del fariseo, invitandolo a dare spazio a chi non ne ha mai, a coloro sempre esclusi da ogni festa.
Anche qui Gesรน ci insegna come vivere le relazioni, anche nella comunitร cristiana. La Chiesa รจ chiamata a essere un modello di societร in cui nessuno รจ escluso, se non chi fa dellโescludere il proprio stile di vita. La Chiesa รจ chiamata ad essere come la comunitร cristiana della Sacra Famiglia a Gaza che, in mezzo a una tragedia di distruzione e morte dentro la guerra tra la violenza dei terroristi e la violenza dello Stato di Israele, apre le porte a tutti coloro che hanno bisogno, di qualsiasi credo e tradizione. Nel โtableau mariageโ della chiesa di Gaza non cโรจ posto per chi รจ violento e per chi usa il potere per opprimere, ma tutti i posti sono destinati a chi รจ povero e in pericolo, anche se non puรฒ dare nulla ma ha bisogno di tutto.
Lโunico tableau mariage valido che sta alle porte della Chiesa rimane sempre quello del Vangelo.
Fonte: il blog di don Giovanni Berti (“in arte don Gioba”)
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