don Giovanni Berti (don Gioba) – Commento al Vangelo del 1 novembre 2025

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l sogno del Vangelo

Il libro dellโ€™Apocalisse, scritto da Giovanni evangelista e ultimo dei 73 che compongono la Bibbia, usa il linguaggio dei sogni, con immagini ed eventi che non seguono una logica razionale. Parla di ciรฒ che accade nella vita e di come Dio entra nella storia umana, ma in modo filtrato e simbolico.

il sogno del Vangelo

I simboli, figure e numeri legati alla cultura del primo secolo dopo Cristo, non sono sempre di immediata comprensione. Non รจ un libro misterioso che annuncia chissร  quali eventi catastrofici, ma una miniera inesauribile di parole che ci conducono a comprendere chi รจ Dio per noi e chi siamo noi per Dio, anche oggi.

Come accade nei sogni che faccio e che riesco a ricordare quando, appena sveglio, non mi lascio subito rapire dal concreto, anche davanti a questo sogno rivelatore di Giovanni evangelista voglio provare a cogliere un messaggio per me e per tutti noi, in questo giorno in cui alziamo lo sguardo al cielo verso tutti i Santi.

E il sogno che ho davanti รจ, come sempre, strano e pieno di colpi di scena. Insieme a Giovanni vedo un gruppo numerosissimo: 144mila persone con un sigillo speciale, che sembrano le uniche degne di Dio e destinate alla salvezza dalle catastrofi della storia. Hanno tutte questo sigillo di una promessa legata a un popolo preciso, unito dalla parentela. Sono forse i Santi che veneriamo e che la Chiesa ha riconosciuto come modelli di fede? Sono gli unici accanto a Dio? In cielo ci sono quindi solo i battezzati, e per di piรน quelli davvero esemplari? รˆ un sogno bello, ma fin qui ha qualcosa che mi terrorizza. Solo 144mila persone privilegiate da Dio, cristiani che hanno โ€œguadagnatoโ€ la felicitร  eternaโ€ฆ e tutti gli altri? E io che posto avrรฒ, visto che quando leggo la vita di un Santo percepisco piรน la distanza che la somiglianza con la mia vita e la mia fede?

Ma il sogno non รจ finito. Giovanni racconta che oltre quel gruppo speciale ce nโ€™รจ un altro sterminato. Ed ecco il colpo di scena che rende questo sogno dellโ€™Apocalisse stupendo e sorprendentemente legato alla vita: ยซโ€ฆuna moltitudine immensa, che nessuno poteva contare, di ogni nazione, tribรน, popolo e lingua. Tutti stavano in piedi davanti al trono e davanti allโ€™Agnello, avvolti in vesti candide, e tenevano rami di palma nelle loro maniยป.

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Una moltitudine immensa che fa sembrare i 144mila un piccolo gruppo, e dona alla scena un respiro davvero evangelico. Da ogni nazione, tribรน, popolo e lingua: cioรจ chiunque, anche non cristiano e anche non credente, ma uomini e donne che vivono fino in fondo la vita secondo Dio, magari senza saperlo. Il sogno dellโ€™Apocalisse, in questo giorno in cui celebriamo tutti i Santi, in un tempo in cui sembra ci siano piรน Santi sul calendario di un mese che cristiani in chiesa, mi ricorda che il Vangelo di Gesรน รจ ancora al centro della storia umana, con il suo messaggio di vita, fraternitร  e pace.

I Santi che ricordiamo oggi, riconosciuti dalla Chiesa come modelli, ci hanno creduto e nel piccolo spazio del loro tempo e del loro luogo hanno messo in pratica le parole di Gesรน, nonostante persecuzioni, dubbi, limiti e peccati. Sono lรฌ a ricordare a me e a noi che il Vangelo si puรฒ vivere, e che non passa di moda nรฉ perde la sua forza nel migliorare il mondo. Ci ricordano che il Vangelo รจ possibile per tutti, e chi oggi cerca la pace, la fraternitร  e lโ€™amore reciproco fa parte dellโ€™infinito popolo di Dio, in terra e in cielo.

รˆ vero, le nostre liturgie, gli incontri formativi, i catechismi e gli oratori sono sempre piรน vuoti, e questo dispiace, ma non deve farci perdere la speranza. Siamo qui oggi, spinti dallโ€™esempio dei Santi, a continuare a credere nella forza del Vangelo, capace di raggiungere ogni popolo, ogni lingua, ogni persona. E come spesso cantiamo, il sogno diventa realtร โ€ฆ

Fonte: il blog di don Giovanni Berti (“in arte don Gioba”)