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p. Ermes Ronchi – Commento al Vangelo di sabato 1 Novembre 2025

LA STRANA COPPIA

Luca 6, 20-26

Un bellissimo vangelo che ci dà la scossa. Potente e incomprensibile.

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Le beatitudini raccontano Dio che scommette su coloro i quali la storia mai scommetterebbe: i piccoli, gli affamati, i piangenti, i rifiutati. In coppia con Gesù che nella sinagoga di Nazaret rivela la lieta notizia a poveri, oppressi, ciechi, prigionieri.

Ascolta “p. Ermes Ronchi – Commento al Vangelo di sabato 1 Novembre 2025” su Spreaker.

Beati voi poveri. Beati voi che piangete.

Due beatitudini paradossali, che accostano parole che scendono come una spada, come rovente linea di fuoco nel mio doppio cuore.

Nella sinagoga aveva detto “Sono venuto a portare il lieto annuncio ai poveri”. Ed eccolo qui, il miracolo: beati voi poveri, Il luogo della felicità è Dio, ma il luogo di Dio è la croce, le infinite croci degli uomini. La povertà è una croce non benedetta, i crampi allo stomaco di chi ha fame non devono durare per sempre, ma Dio si prende cura.

Beati i poveri, che non avendo cose, sono liberi di non aver nulla da perdere, e donano se stessi. Beati, perché è con voi che Dio cambierà la storia, e non con i potenti!

Cosa mi aspettavo da questo vangelo? Beati voi poveri perché adesso è il vostro turno di arricchire?

Non promette questo Gesù. Il suo progetto è più profondo. C’è di mezzo il cielo, vostro è il regno dei cieli, che non è il paradiso. Significa che il mondo giusto è quello vostro, e non quello dei ricchi.

Per la bibbia la ricchezza è benedetta, e la povertà una sciagura. Ma è vero anche che la povertà è colpa dei ricchi, che hanno accumulato e non hanno condiviso.

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Beati voi poveri, perché Dio cammina con voi. Voi miei discepoli, che avete abbandonato le barche per me, non abbiate paura, perché Dio si prende cura di voi.

Beati gli affamati, perché sarete sfamati? No, di più: sarete saziati della pienezza del pane moltiplicato.

Beati voi chi piangete, perché smetterete di piangere? No, di più, perché voi passerete al riso.

Beati quando vi odieranno perché siete un pugno nello stomaco del mondo, perché la vostra libertà fa paura. Ricompensa grande avrete nel cielo: e non parla del paradiso, ma del fatto che Dio sta dalla parte vostra.

Ma guai a voi, ricchi.

Mi sembra di vedere Gesù girarsi lentamente verso di loro. Ma Dio non maledice, la sua è la tristezza del padre in ansia.

Eccoli i tremendi quattro guai di Luca.

Guai, “uaì” in greco, traslitterazione di “ohi” ebraico, è il grido dei lamenti funebri, il singhiozzo del pianto su chi è morto.

I quattro guai sono il lamento ripetuto da Gesù, il suo pianto, li piange come morti.

Ahi ricchi, siete la causa della povertà, c’è da piangere per la vostra fame d’oro, siete morti dentro.

Gesù piange sui ricchi, non sui signori. Da loro andava a cena. Il signore dona, condivide, il ricco trattiene e accumula.

Così i possidenti diventano dei posseduti dai loro stessi possessi.

Il vangelo più alternativo e, al tempo stesso, amico.

Beati quelli che non vedono la vita in funzione del loro io, ma il loro io in funzione della vita.

Hanno in dono la vita indistruttibile, quella di Dio che vive in loro.

Per gentile concessione di p. Ermes, fonte.