Nella 25.ma domenica del Tempo ordinario, il Vangelo presenta la parabola dellโamministratore disonesto, in cui Gesรน dice:
โNessun servitore puรฒ servire due padroni, perchรฉ o odierร lโuno e amerร lโaltro, oppure si affezionerร allโuno e disprezzerร lโaltro. Non potete servire Dio e la ricchezzaโ.
Su questo brano evangelico ascoltiamo una breve riflessione di don Gianvito Sanfilippo, presbitero della diocesi di Roma:
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[ads2]โNon potete servire Dio e la ricchezzaโ. Esiste un criterio sicuro per verificare se serviamo l’uno o l’altro, ovvero: che valore diamo alla persona umana e alla sua dignitร rispetto all’acquisizione o all’incremento di ogni forma di ricchezza? La persona umana รจ il campo di battaglia dove cimentarsi per conoscere la veridicitร del nostro servire Dio.
Chi sceglie di servire l’uomo si adopera per il rispetto dei suoi diritti, cominciando da quello alla vita, ad avere un padre ed una madre, di ricevere lโannuncio della fede, della vita eterna, di accedere all’istruzione, come il diritto di esprimere liberamente il proprio pensiero e la propria fede, di essere considerato piรน importante degli animali e quello di morire senza eutanasia; costui sta servendo Dio.
Chi, invece, per ottenere un qualsiasi vantaggio economico o il prestigio sociale o un consenso elettorale รจ disposto a chiudere un occhio per non difendere uno solo di questi diritti, sta servendo una ricchezza definita a giusto titolo “ingiusta”. Chi per amore a Cristo avrร difeso l’uomo, avrร persecuzioni e false accuse in terra, ma sarร accolto con molta gioia nella casa del Padre, nelle dimore eterne da coloro che avrร servito.
Chi avrร preferito l’iniqua ricchezza, forse, riceverร dal maligno benessere e successo in questo mondo, ma rischia, in seguito, di non avere il cielo, per sempre.
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XXV Domenica del Tempo Ordinario – Anno C
- Colore liturgico: verde
- Am 8, 4-7; Sal.112; 1 Tm 2, 1-8; Lc 16, 1-13
[ads2]Lc 16, 1-13
Dal Vangelo secondo Luca
In quel tempo, Gesรน diceva ai discepoli:
ยซUn uomo ricco aveva un amministratore, e questi fu accusato dinanzi a lui di sperperare i suoi averi. Lo chiamรฒ e gli disse: “Che cosa sento dire di te? Rendi conto della tua amministrazione, perchรฉ non potrai piรน amministrare”.
L’amministratore disse tra sรฉ: “Che cosa farรฒ, ora che il mio padrone mi toglie l’amministrazione? Zappare, non ne ho la forza; mendicare, mi vergogno. So io che cosa farรฒ perchรฉ, quando sarรฒ stato allontanato dall’amministrazione, ci sia qualcuno che mi accolga in casa sua”.
Chiamรฒ uno per uno i debitori del suo padrone e disse al primo: “Tu quanto devi al mio padrone?”. Quello rispose: “Cento barili d’olio”. Gli disse: “Prendi la tua ricevuta, siediti subito e scrivi cinquanta”. Poi disse a un altro: “Tu quanto devi?”. Rispose: “Cento misure di grano”. Gli disse: “Prendi la tua ricevuta e scrivi ottanta”.
Il padrone lodรฒ quell’amministratore disonesto, perchรฉ aveva agito con scaltrezza. I figli di questo mondo, infatti, verso i loro pari sono piรน scaltri dei figli della luce.
Ebbene, io vi dico: fatevi degli amici con la ricchezza disonesta, perchรฉ, quando questa verrร a mancare, essi vi accolgano nelle dimore eterne.
Chi รจ fedele in cose di poco conto, รจ fedele anche in cose importanti; e chi รจ disonesto in cose di poco conto, รจ disonesto anche in cose importanti. Se dunque non siete stati fedeli nella ricchezza disonesta, chi vi affiderร quella vera? E se non siete stati fedeli nella ricchezza altrui, chi vi darร la vostra?
Nessun servitore puรฒ servire due padroni, perchรฉ o odierร l’uno e amerร l’altro, oppure si affezionerร all’uno e disprezzerร l’altro. Non potete servire Dio e la ricchezzaยป.
C: Parola del Signore.
A: Lode a Te o Cristo.
- 18 – 24 Settembre 2016
- Tempo Ordinario XXV, Colore verde
- Lezionario: Ciclo C | Anno II, Salterio: sett. 1
Fonte: LaSacraBibbia.net
