don Fabio Rosini – Commento al Vangelo di domenica 23 Novembre 2025

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Cristo Re: La Regalitร  Crocifissa e Generosa

Il commento di don Fabio Rosini si concentra sulla solennitร  di Cristo Re dell’universo, sottolineando come questa festa ricapitoli l’intero anno liturgico. La riflessione identifica la regalitร  di Cristo come una regalitร  crocifissa, in netto contrasto con l’idea mondana di potere, poichรฉ Egli non salva Sรฉ stesso ma sceglie di dare la vita per la salvezza dell’umanitร .

L’essenza di questa regalitร  risiede nella sua generositร  incondizionata, manifestata pienamente sulla croce, dove concede il paradiso a un malfattore pentito. Il messaggio centrale invita i fedeli a riconoscere Cristo come l’unico vero Re e Signore, abbandonando l’attenzione per i “potenti” terreni. Infine, il commento chiarisce che la salvezza si ottiene riconoscendo la propria povertร  e accogliendo Cristo, un passo che prepara al tempo liturgico dell’Avvento.

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Continua dopo il video.

Il Re che non si salva: 4 Lezioni Inaspettate dal Re Crocifisso

Quando pensiamo a un re, l’immagine che emerge รจ quella di potere, dominio e autopreservazione. Un re, per definizione, si fa i fatti suoi. รˆ uno che si fa tornare i conti, che amministra la realtร  a proprio vantaggio per salvare prima di tutto se stesso e il proprio trono.

Eppure, nella solennitร  di Cristo Re, la liturgia cristiana ci presenta un’immagine completamente opposta: un re su una croce, insultato, dileggiato e apparentemente impotente. Un sovrano che sembra sconfitto. Scopriamo insieme quattro veritร  sorprendenti e profonde sul potere, la salvezza e la vera regalitร  rivelate da questa “regalitร  crocifissa”.

La Prima Lezione: Il Vero Potere รจ Rinunciare a Salvare Se Stessi

1. Il paradosso del vero Re: Perdere se stesso per salvare gli altri

La logica del mondo che circonda la croce รจ unanime. Dalle autoritร  a uno dei malfattori, la sfida รจ sempre la stessa: “Se รจ il re salva se stesso”. Questa รจ precisamente la reazione che ci aspetteremmo da un sovrano terreno, la cui prima preoccupazione รจ preservare il proprio potere e la propria vita.

Cristo, perรฒ, capovolge questa logica. La sua missione non era salvare se stesso, ma salvare noi. La sua scelta di non scendere dalla croce, di non usare il potere per la propria sopravvivenza, รจ l’atto stesso che compie la nostra salvezza. รˆ rinunciando a salvarsi che diventa il Re che ci salva.

Se salvava se stesso, non salvava di certo noi.

La Seconda Lezione: I Doni Piรน Grandi Vengono dalla Massima Debolezza

2. Il piรน grande regalo viene da un trono di debolezza

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Sulla croce, Cristo appare come un fallito, un uomo impotente che “non รจ arrivato da nessuna parte”. รˆ l’immagine della sconfitta totale, privato di ogni potere e dignitร .

Eppure, รจ proprio da questo trono di debolezza e sofferenza che compie l’atto piรน regale di tutti: elargisce un “regalo immenso”. In un momento di apparente impotenza assoluta, compie un gesto di generositร  sconfinata. Dona il paradiso al malfattore crocifisso accanto a lui, un uomo che ammette apertamente di essere un peccatore. Ci dimostra che il suo potere regale non risiede nella capacitร  di dominare, ma in quella di donare anche quando sembra non avere piรน nulla.

La Terza Lezione: La Salvezza non Richiede la Perfezione, ma il Riconoscimento

3. Non serve essere perfetti, ma riconoscere chi รจ il Re

La figura del “malfattore” che ottiene la salvezza รจ fondamentale. Non รจ un uomo buono o perfetto; al contrario, รจ un peccatore che riconosce pienamente la giustizia della propria condanna, come ammette lui stesso:

Noi riceviamo il giusto per ciรฒ che abbiamo fatto.

La sua salvezza non deriva dalle sue opere, che lui stesso giudica meritevoli di punizione, ma da un atto di fede quasi incomprensibile. Come ha fatto questo povero uomo a vedere in un essere crocifisso, insultato, rifiutato, il signore del paradiso? La sua capacitร  di “riconoscerlo come re” in quella condizione รจ un miracolo di intuizione spirituale.

Qui scopriamo che la salvezza non inizia dalla nostra perfezione, ma da questo umile riconoscimento. รˆ un atto di fede che diventa il catalizzatore della nostra trasformazione: riconoscere che lui รจ il Signore รจ il punto da cui possono iniziare a cambiare anche le nostre opere e le nostre attitudini.

La Quarta Lezione: La Svolta nella Preghiera: dal “Toglimi” al “Portami”

4. La vera preghiera non chiede la fine del dolore, ma l’ingresso nel Regno

Le tre croci sul Calvario rappresentano l’intera umanitร : il Salvatore, coloro che lo rifiutano e coloro che lo accolgono. Il contrasto tra i due criminali รจ una lezione potente sulla natura della preghiera.

Il primo malfattore esprime la richiesta piรน istintiva di chi soffre: “Toglimi da questa sofferenza”. รˆ una preghiera che cerca una via di fuga dal dolore immediato. Il secondo, invece, compie un cambiamento radicale. Non chiede di essere tolto dalla croce, ma di essere portato nel regno: “portami nel paradiso”.

Questa non รจ solo una preghiera diversa; รจ un capovolgimento di prospettiva. Quando accogliamo Cristo come Re, la nostra attenzione si sposta dalla circostanza immediata alla destinazione finale. L’obiettivo non รจ piรน fuggire dalla croce, ma chiedere di arrivare alla meta, l’unica cosa che conta.

Conclusione: A Quale Potere Ci Inchiniamo?

Il modello di regalitร  che celebriamo non รจ quello del dominio, ma quello della generositร , del sacrificio e dell’amore. Noi seguiamo un Signore che non si occupa di se stesso, ma dร  la vita per noi. La sua รจ una nobiltร  che si manifesta non nella potenza, ma proprio nel momento del dolore e del limite. รˆ un Re che dimostra la sua vera natura di Figlio fidandosi del Padre, abbandonandosi completamente a Lui.

Questo รจ l’unico vero re a cui obbedire. Tante potestร  che ci spadroneggiano nella vita non meritano la nostra attenzione.

In un mondo che ci spinge a seguire i potenti, a quale Signore scegliamo di dare la nostra attenzione?

[testo non di don Fabio]

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Commento di don Fabio Rosini al Vangelo di domenica 23 novembre 2025 – Anno C, dai microfoni di Radio Vaticana (dove potete trovare il file audio originale utilizzato nel video).

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