Don Donato della Pietra – Commento al Vangelo di domenica 8 febbraio 2026

Domenica 24 Novembre 2024NOSTRO SIGNORE GESÙ CRISTO RE DELL'UNIVERSO – ANNO B – SOLENNITÀ
Commento al brano del Vangelo di: Gv 18,33-37

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Gesù sceglie due metafore: il sale e la luce. Noi non dobbiamo diventare sale e luce, perché per Gesù già lo siamo. Egli ha uno sguardo che parte dalla bellezza: “voi siete già”.

Il sale ha a che fare con il gusto. Domandiamoci nel profondo del nostro cuore: il Signore ha dato gusto alla mia vita? Mi ha fatto già assaporare delle sue cose? 

In filosofia il sapore è un concetto vicino al sapere. Incontrare Dio ha un sapore molto forte. Noi siamo strumenti del sapore di Dio ai nostri fratelli. La nostra carne è strumento di sapore. Sin dall’antichità il sale conserva gli insaccati come salsicce (soprattutto quelle rosse di Castelpoto… buonissime!), salumi, carne ecc. 

Il sale parla di consegna totale di sé e dà sapore se non rimane chiuso in sé stesso. Il sale è fatto per disperdersi, scomparire, consumarsi. Gesù è il sale per eccellenza, il sale che dà sapore alla nostra vita. Gesù è per eccellenza colui che si è donato totalmente, che è scomparso come il sale per fare un tutt’uno con noi. Dio si perde nella nostra umanità. Questa è la discesa, l’incarnazione di Cristo fino alla nostra morte.

Per esempio: nell’antico rito del Battesimo, il sale veniva benedetto e posto sulla bocca del bambino perché lo stesso sale è simbolo della Sapienza e della vita del cristiano, piena di senso e di sapore eterno.

La luce, invece, è simbolo di Dio sin dall’antichità e in tutte le religioni. Gesù, il Messia, è luce delle nazioni. Egli è il rivelatore che rivela l’uomo all’uomo. Ci fa capire davvero l’umanità, chi siamo noi, chi sono io. Tutto ciò lo vedo in Gesù e non in me stesso, nella relazione con lui, nelle mie relazioni con gli altri, nei miei desideri. Lui è la luce. Noi diventiamo luce per mezzo di lui. Tutti noi siamo chiamati a essere luce. La luce è anche un donarsi, ma senza scomparire, rimanendo sempre radicalmente diversa.

Chi è davvero Gesù per me? E’ colui che scompare in noi affinché diventiamo membra del suo corpo, la Chiesa, e che noi celebriamo in pienezza nell’Eucaristia. Ma al tempo stesso Cristo è sempre un altro, è sempre diverso, è sempre di fronte a noi, è sempre luce. Noi siamo illuminati da lui. Tutti noi entriamo in relazione col Padre attraverso Gesù Cristo.

Eucharistomen: rendere grazie a Dio… che si è fatto sale e luce per amore di ciascuno di noi.

Siamo la promessa che non costa niente. Siamo la chiarezza che voleva molta gente. Siamo… il sale della terra” (Luciano Ligabue).

A cura di don Donato della Pietra.

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