don Domenico Bruno – Commento al Vangelo del 9 giugno 2026

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Ti ricordi i momenti in cui ti senti sconfortato? Senti come se la tua vita non servisse a nulla. È la sensazione di quella vedova a Sarepta di Sidone nella prima lettura con un pugno di farina, un goccio d’olio e la certezza di morire.

Eppure, proprio nel nostro “niente” entra in gioco Dio. Spesso nelle nostre giornate, a scuola, a lavoro, o con gli amici ci capita di accorgerci di essere fragili e, quanto meno, di non essere perfetti come credevamo.

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Per valere qualcosa non dobbiamo essere perfetti, brillanti, invincibili. E Gesù nel Vangelo lo dice: «Voi siete il sale della terra… Voi siete la luce del mondo». I verbi sono al presente indicativo, cioè è già realtà. Ma perché Gesù usa queste immagini?

Il sale non serviva solo a dare sapore, ma era anche il modo per conservare i cibi, per salvarli dalla corruzione. Il poeta e sacerdote Clemente Rebora diceva che la vita non è un possesso da trattenere, ma un dono che si compie solo se si spende. Invece, Sant’Efrem che oggi la Chiesa ricorda, veniva chiamato “cetra dello Spirito Santo” perché trasformava la sua fede in poesie e canti bellissimi e diceva che la Parola di Dio ha infiniti colori e forme, e ognuno può trovarvi una ricchezza immensa.

Ancora una volta penso al prisma di cristallo esposto al sole, che da solo sembra solo un pezzo di vetro trasparente e fragile, ma appena viene investito dalla luce, genera un arcobaleno pazzesco, illuminando tutta la stanza. Noi siamo come quel prisma.

Essere luce e sale significa aprirci e farci dono conservando la fede e lasciando che la fede ci conservi. Se ci chiudiamo nei nostri limiti rischiamo di spegnerci, ma se ci fidiamo della parola di Elia e di Cristo, se doniamo quel poco che abbiamo, scopriamo che la nostra giara non si svuota mai.

Sii luce, non spegnere gli altri con il giudizio, prova a essere un prisma che diffonde colori. Fidati: la tua vita, nelle mani di Cristo, ha un futuro luminoso e pieno di speranza, pronto a risplendere.

don Domenico Bruno

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