Hai presente quando ti senti totalmente al buio proprio quando eri convinto di aver capito tutto della vita?
Corriamo come matti dietro a obiettivi che crediamo giusti, magari alzando muri o giudicando chi non la pensa come noi, proprio come Saulo che partiva in quarta per distruggere ciò che non capiva. Poi, improvvisamente, arriva quel momento in cui la vita ti strattona e ti ritrovi a terra, fragile e un po’ smarrito.
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Eppure, è proprio lì, in quella polvere, che inizia la Pasqua. Risorgere non è scalare una classifica, ma lasciar cadere le “squame” dagli occhi, quelle lenti sporche di pregiudizio o di ansia che ci impediscono di vedere gli altri come fratelli.
Nel Vangelo Gesù ci dice che la sua carne è vero cibo. Gesù usa l’immagine del mangiare la carne per farci entrare nel nostro quotidiano più carnale. Pensa a un prisma di cristallo investito dalla luce: da solo è solo un pezzo di vetro trasparente, ma quando la luce lo attraversa, esplode in mille colori. Ecco. Noi siamo quel prisma e la Risurrezione è la luce che ci attraversa e ci permette di colorare le nostre relazioni, trasformando un banale “visualizzato senza risposta” in un gesto di cura reale.
Non avere paura dei momenti di buio o dei “no” secchi, perché Dio spesso sceglie proprio chi sembra più lontano per fare grandi cose.
Oggi chiediti: sto permettendo alla luce di attraversarmi o sto cercando di brillare solo di una luce finta e fredda? per terra o vuoi accendere la fiamma di Dio che ti dia una nuova forma e ti sollevi?
don Domenico Bruno
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