Hai presente quando iniziamo a scrollare i video in modo compulsivo alla ricerca di un piacere che non arriva? Scorri e scorri… ma dentro senti un vuoto assoluto e graffiante. Spesso, siamo iper-connessi ma profondamente soli, col fiato corto, come se corressimo su un tapis roulant che non porta da nessuna parte.
Filippo, nella prima lettura, riceve una “spinta” interiore e si trova a correre accanto al carro di un tizio potente, un eunuco etiope, uno che apparentemente ha tutto, ma non capisce quello che legge. È la nostra fotografia. Siamo pieni di “mi piace”, ma affamati di senso. E che fa Filippo? Non lo giudica, sale sul carro con lui.
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Il questo Tempo di Pasqua è il momento utile per imparare a risorgere, ossia a non restare a terra, ma accettare che qualcuno (un amico, un educatore, o una Voce dentro) salga sul nostro “carro” sgangherato per spiegarci la mappa e andare avanti. Il Vangelo di Giovanni ci svela il segreto: «Nessuno può venire a me, se non lo attira il Padre». Non è uno sforzo muscolare, è un’attrazione.
È come quando senti il ritmo di una canzone che ti piace troppo e inizi a muoverti senza pensarci. Così è la forza pasquale: ti “tira su” dalla tua apatìa, dalle tue paure, dalle tue delusioni. Gesù dice: «Io sono il pane vivo, disceso dal cielo». Significa che la sua Risurrezione è cibo concreto per ogni giorno, una forza che ti fa ripartire quando sei a terra.
Dovremmo iniziare a vedere la vita non come una prigione, ma come un pallone aerostatico fatto di tessuti colorati e resistenti che senza il calore della fiamma resta un ammasso di stoffa inutile per terra.
La Pasqua è quel fuoco che gonfia l’ammasso appesantito della nostra vita e lo trasforma in un pallone aerostatico che si stacca dal suolo e ti fa vedere la tua vita dall’alto, piena di colori e di orizzonti nuovi che non immaginavi nemmeno. Nelle nostre relazioni, risorgere vuol dire smettere di essere zavorre che tirano giù gli altri con critiche e indifferenza, e diventare quella fiamma che aiuta un amico a rialzarsi e a volare.
Non aver paura di quel vuoto che senti dentro: è lo spazio che serve al Fuoco di Pasqua per accendersi e farti alzare in volo verso la felicità a cui sei destinato. Il tuo vuoto è lo spazio in cui Dio cerca di entrare per riempirlo di vita.
– E tu? Vuoi continuare a strisciare per terra o vuoi accendere la fiamma di Dio che ti dia una nuova forma e ti sollevi?
don Domenico Bruno
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