- Pubblicità -

don Domenico Bruno – Commento al Vangelo del 10 Febbraio 2025

“Ma dove ho sbagliato, dove ho peccato? Perché Dio non mi ascolta, che gli ho fatto?” Chissà quante volte hai usato questo genere di frasi. Chissà quante volte ti sei sentito fuori posto, bisognoso di qualcosa che non sai definire, come se ti mancasse sempre un pezzo per sentirti intero.

Nel Vangelo di oggi, Gesù arriva a Gennesaret e la gente gli corre incontro. Non servono grandi discorsi, non ci sono esami di fede da superare: chiunque lo tocca, guarisce. Nessuna selezione, nessun merito. È un amore che si dona senza chiedere il pedigree della tua vita.

Eppure, noi spesso facciamo l’opposto. Viviamo calcolando tutto, anche l’accoglienza: sei abbastanza produttivo? Sei abbastanza interessante? Sei abbastanza qualcosa? Persino nelle amicizie e nelle relazioni capita di sentirsi “tollerati” più che accolti. E allora passiamo il tempo a ritagliarci un posto, come se l’amore fosse una gara a ostacoli.

Gesù invece funziona diversamente. Nel suo tempo, il mantello era simbolo di identità: copriva, proteggeva, rappresentava la dignità della persona. Per questo la gente vuole toccarlo: è come se dicesse “prendi parte di me, della mia vita, del mio essere”. Non un gesto magico, ma un incontro reale.

S. Ignazio di Loyola diceva: “L’amore si dimostra più con i fatti che con le parole”. E infatti Gesù non fa sermoni sulla misericordia, la dimostra. Noi invece spesso parliamo di empatia, ma poi mettiamo distanza. Ci scriviamo mille messaggi ma facciamo fatica a guardarci negli occhi. Ci bastano le notifiche, ma abbiamo paura del contatto vero.

Oggi è la memoria di santa Scolastica, la sorella di san Benedetto. Un giorno, parlando con lui, capì che il loro tempo insieme stava finendo e pregò Dio perché riuscissero a stare ancora un po’ insieme. E arrivò un temporale improvviso che impedì a Benedetto di andarsene. Non si trattava di un capriccio, ma di un amore che sapeva riconoscere il valore della presenza. A volte, la guarigione di cui abbiamo bisogno non sta nel fare di più, ma nel permetterci di rimanere dove il cuore trova pace.

E tu? Sei capace di farti toccare davvero, di lasciarti incontrare senza paura di perdere qualcosa? Oppure vivi trattenendo tutto, con il terrore di lasciarti andare?

don Domenico Bruno

Fonte: il blog di don Domenico | Unisciti al suo canale Telegram @annunciatedaitetti oppure clicca QUI |Visita anche il suo canale YOUTUBE