
Si tratta di indicazioni molto pratiche descritte con un taglio didattico.
Per chi ha l’abitudine di leggere i commenti al Vangelo quotidiani credo sia prezioso.
Per chi non ha mai capito come si fa a pregare con la Scrittura ancora di piรน.
Per chi รจ giร un esperto… Puรฒ leggere e farmi avere le dovute osservazioni.
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Dall’introduzione
Che cos’รจ la preghiera.
Lโorgano della preghiera sono le orecchie.
Di solito si dice sia il cuore. Ma se facciamo riferimento allโambito biblico, emerge con chiarezza che nel rapporto tra Dio e lโuomo lโiniziativa รจ senza dubbio nelle mani del primo. Dio parla e lโuomo ascolta, Lui chiama e lโaltro risponde, il Signore si fa vicino e lโuomo lo accoglie.
Non cโรจ ricerca dellโuomo, per quanto raffinata e profonda, che possa da sรฉ raggiungere Dio. E se รจ vero che lโumano รจ in ricerca del divino, รจ altrettanto vero che questo anelito รจ acceso dal volgersi di Dio verso la sua creatura.
ร Dio che pone in essere lโuomo con la sua Parola creatrice e ogni azione del secondo รจ reazione alla Parola del primo. Questo fa dellโuomo un soggetto โresponsorialeโ uno, cioรจ, che ogni volta che si rivolge al Signore lo fa comunque nei termini di una risposta al Suo appello.
La stessa possibilitร di mettersi a pregare sta nello sporgersi di Dio verso di noi, nellโiniziativa di dialogo e comunione che Lui non cessa mai di far accadere.
La preghiera, in questi termini, va intesa anzitutto come unโopera di Dio, prima che nostra. ร nel farsi presente da parte del Signore che comincia il nostro pregare.
Potremmo estremizzare dicendo che in questo movimento/chiamata da Dio verso noi consiste la Preghiera vera e propria. Il Suo avvicinarsi nelle trame dellโesistenza per avviare il dialogo realizza la Preghiera. Il soggetto vero e a pieno titolo della Preghiera รจ Dio stesso.
E noi? Noi stiamo nella Preghiera che Dio fa. Lโascolto รจ il modo dello ยซstare in Preghieraยป. Questo atto di accoglienza รจ tutto ciรฒ che serve. Non occorre sprecare parole. Verranno, se servono, se la Parola rivoltaci le vorrร suscitare. Acconsentire alla Sua Presenza, disporsi ad ospitarLo e ad essere ospitati sono la sostanza del pregare.
ยซParla, Signore, perchรฉ il tuo servo ti ascoltaยป (1Sam 3,9): questo รจ il primo atto dellโorante che, purtroppo, si รจ costantemente tentati di capovolgere in: ยซascolta, Signore, perchรฉ il tuo servo parlaยป.
Cosรฌ, ยซascoltareยป รจ meglio di ogni sacrificio rivolto a Dio, o di qualsiasi altra modalitร di relazionarsi a Lui, che intenda poggiare solo sul fragile fondamento dell’iniziativa dellโuomo.
Dove non รจ ben chiaro il primato dell’ascolto nei confronti di Dio, la preghiera tende a diventare un’attivitร esclusivamente umana, riducendosi a atti e formule, in cui colui che prega cerca principalmente la propria soddisfazione e assicurazione, piรน che lโesperienza travolgente del dialogo con Dio.
La preghiera, in casi simili, funziona tuttโal piรน in una disciplina di concentrazione che riesce a produrre una certa calma interiore e perfino una significativa sensazione di benessere, ma non apre certo allโattenzione orante verso il Signore che parla e chiama, che parla perchรฉ ama.
La forte e chiara impronta relazionale che la preghiera ha e che il primato dellโascolto mette fortemente in evidenza, fa del pregare, come di tutte le altre esperienze di amicizia che viviamo, un ambito con inevitabili elementi di travaglio, di fatica, anche di sofferenza; insieme, ovviamente, a quelli riposanti, arricchenti e nutrienti.
Stando cosรฌ le cose, la preghiera non รจ per nulla uno scherzo, tantomeno un gioco, ancor meno qualcosa di innocuo. E non รจ affatto vero che ยซuna preghiera non ha mai fatto male a nessunoยป. La preghiera segna e chi prega resta segnato.
Nel rivolgersi di Dio a noi cโรจ sempre uno stimolo vivificante che muove la nostra libertร , i nostri affetti, le nostre idee. Da lรฌ la bellezza della strada e la fatica del cammino. Dโaltronde, di una preghiera che ยซnon fa male a nessunoยป non ce ne facciamo nulla.
La Lectio Divina.
Nella Scrittura non solo troviamo il racconto di un Dio che si fa incontro allโuomo, ma poichรฉ essa contiene la Sua Parola, possiamo fare esperienza diretta del Suo rivolgersi a noi. Nella Bibbia soffia lo Spirito: ha ispirato gli scrittori e guida il lettore che si accosta con fede al testo.
Si prega, dunque con la Scrittura – si โdeveโ pregare con la Scrittura! – perchรฉ in essa Dio parla. Prendere in mano la Bibbia, aprirla, leggerla, disporsi a comprenderla, รจ un modo concreto ed efficace per mettersi in presenza di Dio, per dare ascolto della Sua voce, per darsi la possibilitร di sperimentare il reale ยซstare in Preghieraยป.
Ovviamente, non รจ detto che ogni volta che apro una Bibbia lo faccia per cercare la Preghiera. Lo studio esegetico, lโanalisi letteraria, la lettura disimpegnata, lโapprofondimento culturale per quanto significativi e utili non sono certo esperienza di Preghiera. Si ยซsta in Preghieraยป con la Scrittura quando ci si dispone alla relazione con la Parola di Dio.
La storia della spiritualitร cristiana ci ha consegnato varie modalitร per pregare con i testi ispirati, in modo particolare allโinterno del contesto liturgico, secondo le varie forme rituali.
Una delle modalitร piรน ricche, oltre ovviamente alla celebrazione eucaristica, รจ ad esempio la Liturgia delle Ore, nella quale, non solo ci mettiamo in ascolto della voce del Signore che parla attraverso il Salterio, i testi poetici, quelli profetici e sapienziali, ma permettiamo alla Sua Parola prendere il posto delle nostre parole, cosรฌ che ascolto e risposta siano entrambi di dare spazio alla Sua Presenza.
Volendo perรฒ cercare una modalitร che ci possa consentire di โstareโ e di โabitareโ letteralmente il mondo della Parola di Dio presente nella Scrittura, la tradizione cristiana ci regala lo straordinario strumento della Lectio Divina.

