“…sotto l’azzurro fitto del cielo qualche uccello di mare se ne va; né sosta mai: perché tutte le immagini portano scritto: ” più in là”
È la conclusione di una famosa poesia di Montale che descrive una condizione precisa dell’essere umano: ogni esperienza, ogni bellezza, ogni frammento di realtà non basta mai… tutto rimanda oltre sé stesso.
Insomma… è come se le esperienze fossero insufficienti: promettono qualcosa… che non riescono a mantenere fino in fondo… siamo strutturalmente “non sazi”… sempre bisognosi di senso… di pienezza…
ogni cibo umano sazia ma solo temporaneamente… la fame ritorna…
successi… affetti… esperienze…saziano solo temporaneamente…
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solo il Signore… il pane della vita… non elimina il desiderio… ma lo compie…
quel “più in là” di cui parla Montale, in Gesù si ferma… e prendendo in prestito un altro poeta… “il naufragar m’è dolce in questo mare”.
Sì… occorre imparare a stare nelle scelte di Dio… solo quelle saziano per sempre!
Quali sono? Lo vedremo domani!
AUTORE: Don Antonio Mancuso PAGINA FACEBOOK | Telegram
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