don Antonello Iapicca – Vangelo del giorno – 29 Ottobre 2025

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RESTARE CROCIFISSI CON CRISTO SULLA PORTA STRETTA CHE CI UNISCE A LUI E AI FRATELLI

Una ยซporta strettaยป ci separa dalla felicitร . Anticamente allโ€™interno della porta grande ve ne era una di servizio, piรน piccola, che veniva chiusa per ultima. Era quella che attendeva il Servo di Dio a ยซGerusalemmeยป, e ogni suo discepolo nella propria ยซcittร ยป. Essa รจ un appello di Gesรน alla nostra libertร : Egli ยซpassaยป, e ยซinsegnandoยป la dischiude dinanzi a noi chiamandoci a seguirlo sul cammino della salvezza.

Viviamo in un tempo di Grazia per convertirci, perchรฉ un giorno la porta sarร  ยซchiusaยป. Il ยซtaleยป del Vangelo perรฒ sembra non lasciarsi coinvolgere. Anonimo e indifferente sulla soglia della questione fondamentale dellโ€™esistenza, รจ immagine di ciascuno di noi di fronte allโ€™urgenza della chiamata di Gesรน.

Come quellโ€™uomo e i rabbini del tempo, ci interessiamo della ยซsalvezzaยป accademicamente, forse scandalizzati della possibilitร  che i pagani – la ยซcastaยป che ruba o il collega che ci fa le scarpe – si salvino con noi che crediamo di essere giร  ยซin salvoยป, lontani dalla loro corruzione e malvagitร . Ma non siamo salvi affatto, lโ€™indifferenza verso il drammatico appello di Gesรน nasconde la paura che ci impietrisce dinanzi alla ยซporta strettaยป dove passare per donarci ai fratelli.

ยซCerchiamoยป di ยซentrareยป nella comunione e nella pace con loro ma ยซnon ci riusciamoยป. Il peccato ci ha fatto sperimentare la morte e, come i progenitori ยซscacciatiยป ยซfuoriยป dalla casa del ยซPadroneยป, ยซnon abbiamo forzaยป di ยซlottareยป (sforzarci) per amare.

Allora ci affrettiamo a ยซbussareยป, pregando e chiedendo consigli, ma non รจ la conversione. รˆ il tentativo di giustificarci accusando Dio subdolamente opponendogli le nostre ยซopereยป. Certo Gesรน ha ยซinsegnatoยป nelle nostre chiese, รจ stato ยซpresenteยป quando ยซabbiamo mangiato e bevutoยป nelle liturgie, ma nel fondo non lo abbiamo mai accolto.

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Dinanzi alla ยซporta strettaยป infatti cadono tutte le maschere e appare lโ€™autentica matrice delle nostre ยซopereยป: la superbia nella quale viviamo per noi stessi servendoci ยซiniquamenteยป dei fratelli. Sono opere cosรฌ diverse da quelle del Figlio da renderci ยซirriconoscibiliยป al Padre; non puรฒ aprirci perchรฉ ยซnon sa da dove veniamoยป, la lingua delle nostre preghiere infatti รจ radicalmente diversa da quella parlata nel suo Regno.

Non รจ quella di Pentecoste, capace di farsi comprendere dal coniuge, dai figli, dai nemici, anche quando ne parlano una diversa. La lingua del Regno, infatti, รจ quella dell’amore che tutti ascoltano come fosse la propria. Lo Spirito Santo รจ l’unico che ci dona la parola giusta, il gesto unico e indispensabile, lo sguardo misericordioso, l’ascolto paziente con i quali passare per la porta stretta che mi separa dall’altro. Ogni incomprensione deriva dalla mancanza di Spirito Santo.

Altro che psicologi e terapie, si tratta di avere o non avere lo Spirito di Gesรน Cristo che crocifigge ogni pensiero, parola e gesto, perchรฉ ci aprano al cuore dell’altro. Un padre senza Spirito Santo puรฒ fare e dire mille cose, serviranno a poco. Una moglie senza Spirito Santo non avrร  misericordia del marito. Un prete senza Spirito Santo parlerร , farร  omelie, si sgolerร , ma non resterร  nulla.

Ma anche oggi il Signore vuole donarci il suo Spirito, che rinnova in noi il miracolo dell’amore che ci farร  passare per la porta stretta che distrugge l’orgoglio e ci fa servi degli altri. E’ ancora giorno, i fratelli sono accanto a noi e la ยซportaยป รจ tenuta aperta dalla pazienza di Dio. Possiamo convertirci perchรฉ il ยซpiantoยป di oggi non ci accompagni domani e per lโ€™eternitร .

La salvezza รจ dischiusa dinanzi a noi oltre la ยซporta strettaยป del sepolcro del Signore. La forza dirompente della sua risurrezione ha rotolato via la pietra che ci impauriva. Il suo amore ci attira dietro a Lui nella ยซlottaยป quotidiana per uscire dal peccato ed entrare nel Regno di Dio e sederci a ยซmensaยป in compagnia dei Patriarchi e di tutti i peccatori salvati prima di noi.

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Lasciamo che il Signore tagli via quanto in noi รจ troppo grande e ci impedisce di passare, per scendere dai ยซprimiยป posti della superbia che ci aveva condannato, allโ€™ยซultimoยป dellโ€™umiltร  dove il Signore ci aspetta per salvarci.

Entriamo attraverso la “porta stretta” che conduce alle acque del battesimo: sacramentalmente nella comunitร  cristiana, dove impariamo a spogliarci dell’uomo vecchio per accostarci alla fonte della Grazia che sono i sacramenti e la Parola di Dio; e poi nella vita di tutti i giorni, dove si attualizza quanto vissuto nella Chiesa: rigettare la via larga che conduce alla perdizione, che รจ dare soddisfazione alla carne e ai suoi desideri, giudicare, mentire, mormorare, per entrare nei fatti che ci aspettano disegnati a forma di Croce. In essi si schiude il Cielo, la riconciliazione, la pace, la vera felicitร , l’abbraccio di Gesรน.

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