Una ricerca superficiale, troppo influenzata dai poteri, dai si dice. Uno studio a tavolino, non immerso nella vita. Questo brano evidenzia la banalitร dei discorsi ma purtroppo anche della vita quando lo Spirito si รจ ben poco manifestato, e puรฒ farlo profondamente anche ad un ateo, o quando viene poco accolto.
La pur flebile voce di una coscienza sincera, quella di Nicodemo, viene messa a tacere con supponenza. Lo Spirito ci orienta a prendere il buono da tutti ma a non farci condizionare da ambienti variamente fasulli. Una vera liberazione.
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Questo nostro tempo di tanti problemi รจ anche un tempo di grazia perchรฉ si diffonde e si approfondisce per grazia lโintuizione che la spiritualitร di Gesรน รจ divina e umana. Non una vita disincarnata ma uno Spirito che entra con delicatezza in tutta lโumanitร della persona.
E allora puรฒ venire dal cielo un nuovo aiuto a non lasciarsi confondere dai messaggi onnipervasivi del pensiero unico. Proprio come per il fragile Nicodemo.
Il deserto nella cittร
Un giorno dโagosto, ora ricordo,
fu un dono nascosto, ora lo so,
trovai poesia a forza strappandola
al brullo campo assolato di periferia,
allโostinato silenzio del cielo,
al meschino agire, cosรฌ facile allโuomo:
โci deve essere un cantoโ, mi dissiโฆ
e nulla potรจ fermarmi, passai il muro
invalicabile, dโaria e di pietra, ed entraiโฆ
Poesiola tratta da Piccolo magnificat, un canto di tanti canti (poesie che un prete ha sentito cantare, inavvertitamente, dalla vita, dalla sua gente).
A cura di don Giampaolo Centofanti su il suo blog
