Cristina Pettinari – Commento al Vangelo del 19 ottobre 2025 per bambini

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Cari bambini e bambine, ragazzi e ragazze, ben trovati a tutti.
Ci troviamo di nuovo a sperimentare la gioia della domenica: giorno dedicato a Dio e, quindi, anche a noi, ai nostri affetti, alle nostre passioni e al nostro riposo.

Le Letture di oggi sono piene di significato: raccontano, soprattutto, lโ€™importanza della preghiera. Dobbiamo innanzitutto definire che cosโ€™รจ la preghiera. Molti di noi ritengono che si tratti di una serie di regole da attuare per essere bravi e buoni agli occhi di Dio. Quando pensiamo alla preghiera molto spesso ci vengono in mente quelle signore anziane che passano i pomeriggi in chiesa a dire il rosario. Il loro gesto รจ sicuramente pieno di caritร  per tutta la chiesa (e dopo vedremo perchรฉ), ma se ci dovessimo trovare noi al loro posto, di gran lunga preferiremmo fare una passeggiata, un pomeriggio di sport, vedere un film o addirittura a studiare. Ma la preghiera non รจ unโ€™azione decisa da qualcuno che noi dobbiamo ripetere modo automatico. รˆ, piuttosto, il desiderio di stare in relazione con qualcuno, cioรจ con Dio. รˆ chiaro in questo modo non รจ qualcosa di pesante, ma รจ mosso dalla nostra volontร .

La Prima Lettura, tratta dal libro dell’Esodo racconta di una battaglia: gli ebrei sono minacciati dall’esercito di Amalรจk. Mosรจ, che in quel periodo guidava il popolo d’Israele, divide i compiti: Giosuรจ deve guidare l’esercito per difendere il popolo; Mosรจ salirร  su monte a pregare e Cur ed Aronne aiuteranno Mosรจ. Questo breve brano รจ ricco di contenuti. Innanzitutto il fatto che ognuno abbia un compito diverso richiama alla ricchezza dei doni di ciascuno nella Chiesa, infatti รจ fondamentale che ciascuno arricchisca la comunitร  con le proprie caratteristiche e, gli uni gli altri ci si possa, aiutare a vicenda. Ma รจ interessante l’ultima parte della Lettura: per pregare Mosรจ deve stare con le braccia tese verso il cielo in segno di supplica, ma, ovviamente, si stanca perchรฉ รจ impossibile rimanere in quella posizione a lungo, allora Cur ed Aronne lo aiutano sostenendogli ciascuno un braccio. Questo fa sรฌ che Giosuรจ e il suo esercito possano vincere la battaglia. Significa che alle volte pregare diventa pesante: la stanchezza, la fatica e la sofferenza possono essere degli impedimenti concreti e allora la Chiesa viene il nostro soccorso pregando per noi proprio quando noi non riusciamo piรน.

Nella Seconda Lettura, San Paolo ribadisce lโ€™importanza della cura della Chiesa, affidata soprattutto ai pastori, ai catechisti e ai genitori che trasmettono la fede. Questa Parola, cioรจ la necessitร  di pregare sempre, incessantemente, non deve rimanere un semplice esempio, ma deve essere un insegnamento trasmesso concretamente. Infatti, il metodo migliore affinchรฉ una persona impari qualcosa non รจ conoscerla in teoria, ma vederla realizzata nella pratica. รˆ quindi fondamentale che le persone che hanno il compito di guidare la Chiesa lo facciano loro per primi, mettendo in pratica la Parola che riceviamo da Dio.

Il vangelo รจ intitolato โ€œil Vangelo della vedova importunaโ€. Abbiamo una donna che letteralmente infastidisce un giudice che non ha voglia di lavorare, cioรจ di far applicare la giustizia. Il testo non dice quale sia il problema della signora, ma, innanzitutto, รจ una vedova e pertanto, secondo le leggi dell’epoca รจ una persona che da sola non puรฒ far nulla: essa dipende totalmente dall’azione di questo giudice, il quale alla fine le fa giustizia non per etica o per senso del dovere, ma per non sentirla piรน, per togliersela da davanti. E poi il testo finisce con un riferimento alla fede. Questa vedova siamo noi, che nella vita non possiamo far altro che pregare, ma questa preghiera dev’essere necessariamente costante chiedendo magari anche l’intercessione della Madonna e della Chiesa. La costanza non deve venire da un obbligo morale che ci autoimponiamo, ma dal desiderio di avere una relazione viva e concreta con Dio. Quando usciamo tutti i giorni o tutte le settimane con i nostri amici, non lo viviamo come un dovere ma come un desiderio, come un piacere: la stessa cosa deve valere per il rapporto con Dio, Ma il messaggio di questa domenica รจ davvero troppo denso, pertanto facciamo un piccolo riassunto schematizzando un po’ di punti.

  1. La preghiera non รจ da intendersi come una serie di procedure prescritte e da eseguire alla lettera, ma รจ un desiderio che nasce dal nostro cuore che cerca una relazione viva con Dio. Certamente delle forme normative come per esempio le preghiere che si dicono durante la messa ma รจ soprattutto una predisposizione personale: ognuno di noi ha un modo personale, intimo, unico di relazionarsi con Dio.
  2. La costanza non si deve all’impegno personale, autoritario e obbligante, ma รจ frutto di quello stesso desiderio: รจ una necessitร  vitale che nasce dal nostro cuore e arriva fino a Dio.
  3. In tutto questo non siamo soli, ma accanto a noi, e intorno a noi, abbiamo la Chiesa che ci sostiene, ci aiuta, ci insegna a pregare e prega per noi quando noi non siamo piรน in grado di farlo, cosรฌ come noi la possiamo alimentare attraverso la nostra preghiera.
  4. Non dobbiamo dimenticarci di Maria e dei santi che non solo ci insegnano, ma intercedono per noi davanti a Dio.
  5. Come ultima cosa, forse la piรน fondamentale, dobbiamo capire che cosa si deve chiedere in preghiera: non dobbiamo confonderla come uno scambio equo tra noi e Dio โ€œio ho pregato ho fatto i compiti e tu adesso mi risolvi il problema secondo mie modalitร โ€, ma quello che dobbiamo chiedere รจ la Sua giustizia e saper accogliere la Sua volontร , certi del fatto che tutto รจ per il nostro bene. Quello a cui dobbiamo aspirare nella nostra preghiera e l’avere una vita piena di Dio, del Suo amore e del Suo spirito. Mi viene in mente Chiara Corbella Petrillo, una giovane donna salita il cielo a soli 27 anni. Mentre era nel suo letto di morte, addolorata da una malattia molto lunga e intensa, suo marito le chiese se questo peso era veramente leggero e soave e lei rispose di sรฌ! Sembra quasi follia: come fa la malattia, la morte, la separazione dei propri cari ad essere qualcosa di bello? Umanamente รจ impossibile! Ma se vissuta nell’intimitร  con Dio, lo diventa sicuramente! Questa รจ lโ€™opera della fede e frutto della preghiera.

E con questo augurio che vi saluto: che possiamo tutti imparare a pregare senza pretendere nulla in cambio, ma solo desiderando di vivere unโ€™amicizia vera con Dio.

AUTORE: Cristina Pettinari
FONTE: Omelie.org
SITO WEB: https://www.omelie.org

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