Giorno liturgico: Sabato, XXI settimana del Tempo Ordinario
Commento: Rev. D. Albert SOLS i Lรบcia (Barcelona, Spagna)
ยซUn uomo, partendo per un viaggio, chiamรฒ i suoi servi e consegnรฒ loro i suoi beniยป
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Un grandโuomo decide di intraprendere un lungo viaggio, e confida tutto il patrimonio ai suoi servitori. Poteva averlo distribuito in parti uguali, ma non lo fece cosรฌ. Diede a ciascuno dโaccordo alle sue capacitร (cinque, due ed un talento). Con quel denaro ogni servitore potรฉ capitalizzare lโinizio di un buon affare. I primi due si dedicarono ad amministrare i loro depositi, ma il terzo โper paura o per pigriziaโ preferรฌ nasconderlo evitando ogni investimento: si chiuse nella comoditร della sua propria povertร .
Il signore ritornรฒ e… richiese la resa dei conti (cf. Mt 25,19). Premiรฒ il coraggio dei primi due che raddoppiarono il deposito affidato. Il comportamento con il servo โprudenteโ fu molto diverso.
Il messaggio della parabola continua ad essere di grande attualitร . Le moderne democrazie camminano verso una separazione progressiva tra la Chiesa e lo Stato. Questo non รจ controproducente, anzi al contrario. Tuttavia, questa mentalitร globale e progressiva racchiude un effetto secondario, pericoloso per i cristiani: essere lโimmagine viva di quel terzo servo a chi il signore (figura biblica di Dio Padre) rimproverรฒ molto severamente. Senza malizia, soltanto per comoditร o paura, corriamo il pericolo di nascondere e ridurre la nostra fede cristiana al circolo privato della famiglia e degli amici intimi. Il Vangelo non puรฒ limitarsi ad una lettura e contemplazione sterile. Dobbiamo amministrare con coraggio e rischio la nostra vocazione cristiana nel proprio ambiente sociale e professionale proclamando la figura di Cristo con le parole e il testimonio.
Commenta SantโAgostino: ยซquelli che predichiamo la parola di Dio ai popoli non siamo tanto lontani dalla condizione umana e dalla riflessione basata nella fede da non avvertire i nostri pericoli. Perรฒ ci conforta il fatto che, dove cโรจ il nostro pericolo a causa del ministero, li abbiamo lโaiuto delle vostre preghiereยป.
LEGGI IL BRANO DEL VANGELO
Mt 25,14-30
In quel tempo, Gesรน disse ai suoi discepoli questa parabola: ยซAvverrร come di un uomo che, partendo per un viaggio, chiamรฒ i suoi servi e consegnรฒ loro i suoi beni. A uno diede cinque talenti, a un altro due, a un altro uno, a ciascuno secondo la sua capacitร , e partรฌ. Colui che aveva ricevuto cinque talenti, andรฒ subito a impiegarli e ne guadagnรฒ altri cinque. Cosรฌ anche quello che ne aveva ricevuti due, ne guadagnรฒ altri due. Colui invece che aveva ricevuto un solo talento, andรฒ a fare una buca nel terreno e vi nascose il denaro del suo padrone.
ยปDopo molto tempo il padrone di quei servi tornรฒ, e volle regolare i conti con loro. Colui che aveva ricevuto cinque talenti, ne presentรฒ altri cinque, dicendo: “Signore, mi hai consegnato cinque talenti; ecco, ne ho guadagnati altri cinque”. “Bene, servo buono e fedele, gli disse il suo padrone, sei stato fedele nel poco, ti darรฒ autoritร su molto; prendi parte alla gioia del tuo padrone”. Presentatosi poi colui che aveva ricevuto due talenti, disse: “Signore, mi hai consegnato due talenti; vedi, ne ho guadagnati altri due”. “Bene, servo buono e fedele, gli rispose il padrone, sei stato fedele nel poco, ti darรฒ autoritร su molto; prendi parte alla gioia del tuo padrone”.
ยปVenuto infine colui che aveva ricevuto un solo talento, disse: “Signore, so che sei un uomo duro, che mieti dove non hai seminato e raccogli dove non hai sparso; per paura andai a nascondere il talento sotterra: ecco qui il tuo”. Il padrone gli rispose: “Servo malvagio e infingardo, sapevi che mieto dove non ho seminato e raccolgo dove non ho sparso; avresti dovuto affidare il mio denaro ai banchieri e cosรฌ, ritornando, avrei ritirato il mio con lโinteresse. Toglietegli dunque il talento, e datelo a chi ha i dieci talenti. Perchรฉ a chiunque ha sarร dato e sarร nellโabbondanza; ma a chi non ha sarร tolto anche quello che ha. E il servo fannullone gettatelo fuori nelle tenebre; lร sarร pianto e stridore di denti”ยป.
