Tempo Ordinario VI, Colore Verde – Lezionario: Ciclo A | Anno II, Salterio: sett. 2
Ricordare il dono, riconoscere la presenza
Le letture di oggi ci portano dentro una dinamica molto umana: la prova, la distrazione, la fatica di riconoscere ciò che Dio sta già compiendo. È una liturgia che invita a ritrovare fiducia e memoria.
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Gc 1,12-18
Dio non tenta nessuno.
Dalla lettera di san Giacomo apostolo
Beato l’uomo che resiste alla tentazione perché, dopo averla superata, riceverà la corona della vita, che il Signore ha promesso a quelli che lo amano.
Nessuno, quando è tentato, dica: «Sono tentato da Dio»; perché Dio non può essere tentato al male ed egli non tenta nessuno. Ciascuno piuttosto è tentato dalle proprie passioni, che lo attraggono e lo seducono; poi le passioni concepiscono e generano il peccato, e il peccato, una volta commesso, produce la morte.
Non ingannatevi, fratelli miei carissimi; ogni buon regalo e ogni dono perfetto vengono dall’alto e discendono dal Padre, creatore della luce: presso di lui non c’è variazione né ombra di cambiamento. Per sua volontà egli ci ha generati per mezzo della parola di verità, per essere una primizia delle sue creature.
Parola di Dio.
Dal Sal 93 (94)
R. Beato l’uomo a cui insegni la tua legge, Signore.
Beato l’uomo che tu castighi, Signore,
e a cui insegni la tua legge,
per dargli riposo nei giorni di sventura. R.
Poiché il Signore non respinge il suo popolo
e non abbandona la sua eredità,
il giudizio ritornerà a essere giusto
e lo seguiranno tutti i retti di cuore. R.
Quando dicevo: «Il mio piede vacilla»,
la tua fedeltà, Signore, mi ha sostenuto.
Nel mio intimo, fra molte preoccupazioni,
il tuo conforto mi ha allietato. R.
Vangelo del giorno di Mc 8,14-21
Guardatevi dal lievito dei farisei e dal lievito di Erode.
Dal Vangelo secondo Marco
In quel tempo, i discepoli avevano dimenticato di prendere dei pani e non avevano con sé sulla barca che un solo pane. Allora Gesù li ammoniva dicendo: «Fate attenzione, guardatevi dal lievito dei farisei e dal lievito di Erode!». Ma quelli discutevano fra loro perché non avevano pane.
Si accorse di questo e disse loro: «Perché discutete che non avete pane? Non capite ancora e non comprendete? Avete il cuore indurito? Avete occhi e non vedete, avete orecchi e non udite? E non vi ricordate, quando ho spezzato i cinque pani per i cinquemila, quante ceste colme di pezzi avete portato via?». Gli dissero: «Dodici». «E quando ho spezzato i sette pani per i quattromila, quante sporte piene di pezzi avete portato via?». Gli dissero: «Sette». E disse loro: «Non comprendete ancora?».
Parola del Signore.
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Ascolta il commento
La lettera di Giacomo apre con una parola che sorprende: beato l’uomo che resiste alla prova. Non perché la prova sia facile o desiderabile, ma perché può diventare luogo di crescita. Dio non tenta al male; al contrario, ogni dono buono viene dall’alto. È una luce che non cambia, una fedeltà che non vacilla. La vita spirituale nasce quando impariamo a distinguere ciò che viene da Dio da ciò che nasce dalle nostre paure e dalle nostre fragilità.
Il salmo diventa la voce di chi attraversa il turbamento e scopre che Dio non abbandona. Anche quando il cuore vacilla, il Signore sostiene. La prova non è l’ultima parola: la consolazione di Dio arriva come sostegno silenzioso, come presenza che rialza quando tutto sembra incerto.
Nel Vangelo, i discepoli sono in barca con Gesù e si accorgono di avere un solo pane. La preoccupazione cresce, la mente si riempie di calcoli e timori. Gesù li invita a guardare più in profondità: «Non capite ancora?» Ricorda loro i pani moltiplicati, le folle saziate, i segni già vissuti. Il problema non è la mancanza di pane, ma la mancanza di memoria. Dimenticare ciò che Dio ha fatto genera paura; ricordarlo genera fiducia.
La prova, il sostegno, la memoria: tre passi dello stesso cammino. Dio continua a donare, ma spesso il cuore resta distratto. La fede nasce quando impariamo a riconoscere la sua presenza nel quotidiano.
🌿 Commento finale
La liturgia di oggi ci invita a custodire la memoria dei doni ricevuti. Chi ricorda ciò che Dio ha fatto non si lascia dominare dalla paura, ma cammina nella fiducia.
