La storia dellโuomo, verrebbe da dire, รจ sempre la stessa.
Ci sono i poveri e i ricchi; ci sono i prepotenti e le vittime; cosรฌ come sono tanti i โLazzaroโ poveri ed esclusi. ร la situazione di sempre: i ricchi sempre piรน ricchi e i poveri sempre piรน poveri.
Ma questo non รจ il progetto di Dio.
[ads2]Il ricco non ha nome e, quindi, non ha identitร ; ha vissuto la sua vita solo per se stesso, creando distanza e separazione; non cโรจ nessun motivo, quindi, perche gli altri lo ricordino. Di lui si conosce solo lo stile vita: รจ uno spensierato, gli piace godersi la vita e, principalmente, รจ incapace di accorgersi di chi sta alla sua porta a chiedere un pezzo di pane.
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Cโรจ poi Lazzaro, lui sรฌ che ha unโidentitร : si conoscono la sua storia e il suo stato di salute. ร pieno di piaghe e soprattutto ha fame, perchรฉ i tanti ricchi senza nome lโhanno affamato. Lazzaro non vuole molto dalla vita, solo sfamarsi, anche di briciole; ma nessuno si accorge di lui.
ยซPadre Abramo, manda Lazzaro a intingere il ditoโฆยป, chiede il ricco ad Abramo. ยซNon mi รจ possibile, tra voi e noi cโรจ un grande abissoยป, risponde Abramo. Nellโaltra vita le cose si sono capovolte.
Cosa cโรจ di male a essere ricco? Assolutamente nulla. La ricchezza in sรฉ non รจ il male assoluto. Lโindifferenza, lโegoismo, lโavarizia, lo sfruttamento, lโindifferenza verso i bisogni degli altri, questi sono il male assoluto. Quando era in vita, il ricco poteva accorgersi di Lazzaro e soccorrerlo, invece lโha ignorato. Ha reso eterno lโabisso che lui stesso ha creato.
La parabola di oggi porta in sรฉ un messaggio universale: ยซNon creare abissi tra persone, di nessun genere!ยป. Perchรฉ รจ proprio lโabisso che impedisce di vedere chi sta dallโaltra parte, i suoi bisogni, le sue sofferenze. Siamo chiamati a creare relazioni di prossimitร con tutti, con i poveri soprattutto.
Di questo ti prego, Signore,
colpisci alla radice la miseria che รจ nel cuore.
Dammi la forza di sopportare serenamente gioie e dolori.
Dammi la forza di rendere il mio amore utile
e fecondo al tuo servizio.
Dammi la forza di non rinnegare mai il povero
di non piegare le ginocchia davanti allโinsolenza dei potenti.
Dammi la forza di elevare il pensiero
sopra la meschinitร della vita dโogni giorno,
e dammi la forza di arrendere con amore
la mia forza alla tua volontร .
(RabindranathTagore)
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XXVI Domenica del Tempo Ordinario – Anno C
- Colore liturgico: verde
- Am 6, 1.4-7; Sal 145; 1 Tm 6, 11-16; Lc 16, 19-31
Lc 16, 19-31
Dal Vangelo secondo Luca
In quel tempo, Gesรน disse ai farisei:
ยซC’era un uomo ricco, che indossava vestiti di porpora e di lino finissimo, e ogni giorno si dava a lauti banchetti. Un povero, di nome Lazzaro, stava alla sua porta, coperto di piaghe, bramoso di sfamarsi con quello che cadeva dalla tavola del ricco; ma erano i cani che venivano a leccare le sue piaghe.
Un giorno il povero morรฌ e fu portato dagli angeli accanto ad Abramo. Morรฌ anche il ricco e fu sepolto. Stando negli inferi fra i tormenti, alzรฒ gli occhi e vide di lontano Abramo, e Lazzaro accanto a lui. Allora gridando disse: “Padre Abramo, abbi pietร di me e manda Lazzaro a intingere nell’acqua la punta del dito e a bagnarmi la lingua, perchรฉ soffro terribilmente in questa fiamma”.
Ma Abramo rispose: “Figlio, ricรฒrdati che, nella vita, tu hai ricevuto i tuoi beni, e Lazzaro i suoi mali; ma ora in questo modo lui รจ consolato, tu invece sei in mezzo ai tormenti. Per di piรน, tra noi e voi รจ stato fissato un grande abisso: coloro che di qui vogliono passare da voi, non possono, nรฉ di lรฌ possono giungere fino a noi”.
E quello replicรฒ: “Allora, padre, ti prego di mandare Lazzaro a casa di mio padre, perchรฉ ho cinque fratelli. Li ammonisca severamente, perchรฉ non vengano anch’essi in questo luogo di tormento”. Ma Abramo rispose: “Hanno Mosรจ e i Profeti; ascoltino loro”. E lui replicรฒ: “No, padre Abramo, ma se dai morti qualcuno andrร da loro, si convertiranno”. Abramo rispose: “Se non ascoltano Mosรจ e i Profeti, non saranno persuasi neanche se uno risorgesse dai morti”ยป.
C: Parola del Signore.
A: Lode a Te o Cristo.
- 25 Settembre – 01 Ottobre 2016
- Tempo Ordinario XXVI, Colore verde
- Lezionario: Ciclo C | Anno II, Salterio: sett. 2
Fonte: LaSacraBibbia.net
