- Pubblicità -

don Fabio Rosini – Commento al Vangelo di domenica 26 luglio 2026

La Perla Preziosa: Il Valore della Sapienza Cristiana

Il commento di don Fabio analizza la liturgia della diciassettesima domenica del tempo ordinario, focalizzandosi sulla figura di Salomone e sulla sua richiesta a Dio di ottenere la sapienza per distinguere il bene dal male.

Attraverso le parabole evangeliche del tesoro nascosto e della perla preziosa, l’autore spiega che la fede cristiana non è fatta di rinunce, ma rappresenta la scelta gioiosa di ciò che ha un valore assoluto. Viene sottolineata l’importanza di saper selezionare le priorità della propria vita, imparando a trattenere ciò che conta davvero e a scartare ciò che è superfluo o dannoso.

- Pubblicità -

In un’originale chiave cristologica, l’autore rivela che Cristo stesso è il mercante che ha sacrificato tutto per acquistare il suo tesoro più grande, ovvero l’umanità. Il messaggio finale invita a riconoscere il proprio valore infinito agli occhi di Dio e a vivere con equilibrio il rapporto con i beni materiali.

Continua dopo il video.

Ascolta il commento

Approfondiamo il commento di don Fabio.

Il segreto di Salomone: perché per avere tutto devi essere pronto a non possedere nulla

Viviamo immersi in un paradosso: abbiamo infinite possibilità di scelta, eppure ci sentiamo costantemente schiacciati dal peso delle decisioni. È quella che oggi chiamiamo “decision fatigue”, una stanchezza sottile che ci rende incapaci di distinguere tra ciò che brilla per un istante e ciò che ha un valore eterno. Ci muoviamo come naviganti che hanno smarrito la bussola, confusi da un rumore di fondo che ci impedisce di ascoltare i desideri più profondi.

Secoli fa, un giovane re di nome Salomone si trovò di fronte a quello che potremmo definire l’ultimo dei desideri. In sogno, Dio gli consegnò un assegno in bianco: “Chiedimi ciò che vuoi che io ti dia”. Salomone non chiese ricchezza, né potere, né la vita dei suoi nemici. Chiese la capacità di discernere. Non volle una “cosa buona”, ma il criterio per saper scegliere il Bene in ogni circostanza.

Questa antica intuizione non è un reperto archeologico, ma una guida per noi oggi. Ecco cinque riflessioni per imparare a distinguere l’oro vero dal metallo vile e per smettere, finalmente, di sperperare la nostra vita in ciò che non ci sazia.

1. Non scegliere una “cosa buona”, impara a scegliere il Bene

La vera saggezza non consiste nell’indovinare, per pura fortuna, la singola scelta vincente. Il segreto di Salomone sta nell’aver compreso che la saggezza è una “meta-competenza”: non è un premio isolato, ma l’attitudine che permette di far bene tutte le scelte, una dopo l’altra.

Oggi cerchiamo soluzioni veloci, ma la saggezza è una lente che richiede tempo per essere pulita. È il criterio che ci permette di abitare la realtà con lucidità, vedendo le cose per quello che sono veramente e non per come ci vengono vendute. Non si possiede la saggezza come un oggetto, la si abita come uno sguardo.

- Pubblicità -

2. Il paradosso della rinuncia (che in realtà è un guadagno)

Spesso abbiamo l’idea distorta che la vita spirituale sia una marcia faticosa fatta di privazioni e sacrifici punitivi. La parabola del tesoro nascosto nel campo ribalta totalmente questa prospettiva: il cristianesimo non è una questione di perdita, ma di acquisizione.

Il cuore di questa dinamica non è lo sforzo di volontà, ma la gioia pura di chi ha trovato l’affare della vita. L’uomo della parabola non vende tutto per dovere o per senso di colpa, ma per un calcolo di valore superiore. Ha trovato qualcosa che vale infinitamente di più di tutto ciò che possiede.

“Pieno di gioia, va, vende tutti i suoi averi e compra quel campo.”

3. Per possedere il mondo, devi saperne fare a meno

Esiste una regola spirituale ferrea e controintuitiva: chi sceglie il mondo anziché Cristo, finirà per perdere entrambi. Se facciamo delle cose o del successo il nostro fine ultimo, il mondo si trasforma in una “trappola”. Diventiamo schiavi di oggetti evanescenti che ci scivolano tra le dita proprio quando pensiamo di averli afferrati.

Al contrario, chi sceglie Cristo diventa davvero “padrone” della realtà. Il distacco non è freddezza, ma libertà assoluta. Solo quando non sei più schiavo di un desiderio o di un possesso, puoi finalmente usarlo in modo equilibrato, pieno e felice. Chi possiede la “perla preziosa” ha trovato il parametro per dare a ogni altra cosa il giusto peso.

4. L’importanza di saper “buttare via” i pesci cattivi

La nostra vita è come una rete gettata in mare che raccoglie di tutto: occasioni, relazioni, impegni, distrazioni. La saggezza risiede nell’atto coraggioso del discernimento, simile a quello dei pescatori che, una volta a riva, selezionano i pesci buoni e scartano quelli cattivi.

In quel drammatico momento di solitudine in Piazza San Pietro durante il lockdown, Papa Francesco ci pose la domanda definitiva: “Cosa conta veramente?”. Questo tempo, specialmente quando il ritmo si fa più rarefatto e i silenzi si allungano, è l’occasione per fare il punto della situazione e decidere cosa merita di essere tenuto stretto.

  • Se la tua vita fosse una rete tirata a riva proprio ora, cosa ti vergogneresti di tenere?
  • Quali sono le attività o le ambizioni che ti stanno facendo letteralmente sperperare l’esistenza?
  • Cosa ha davvero il diritto di possedere il tuo cuore, e cosa invece è solo un accessorio relativo?

5. Il Colpo di Scena: Tu sei il tesoro

Ma ecco il vero ribaltamento di prospettiva, il takeaway più commovente della sapienza cristiana. Non siamo solo noi a cercare un tesoro; in realtà, è Cristo il mercante che ha venduto tutto per “comprare” noi. Noi siamo la Sua perla preziosa, l’affare per cui Egli ha deciso di dare ogni cosa.

Come scrive San Paolo ai Filippesi, Cristo “non considerò un tesoro geloso la sua uguaglianza con Dio”, ma spogliò se stesso, svuotandosi della sua divinità per raggiungerci. Siamo stati venduti “senza prezzo” ai nostri fallimenti, ma siamo stati riscattati “senza denaro”, solo per grazia. Tu vali quanto il prezzo che Dio ha pagato per te: ovvero Tutto.

Conclusione: Una domanda per il tuo tempo “rarefatto”

La vera sapienza è la capacità di distinguere il valore del nuovo e dell’antico senza confonderli. Saggio è chi sa valorizzare la freschezza delle opportunità presenti senza dimenticare la profondità delle radici antiche, riconoscendo l’opportunità in ciò che accade oggi e la verità in ciò che è eterno.

In questi giorni, prova a guardare la tua vita con gli occhi di chi ha trovato un tesoro. Non aver paura di fare pulizia, di scartare il superfluo e di ridimensionare ciò che pensavi fosse indispensabile. Ricorda che la tua dignità non dipende da ciò che hai accumulato nella rete, ma dal fatto che Qualcuno ha dato la vita per non perderti.

Qual è la “perla” per la quale saresti pronto a cambiare tutto oggi stesso?

Qui tutti i commenti di don Fabio Rosini

Commento di don Fabio Rosini al Vangelo di domenica 26 luglio 2026 – Anno A, dai microfoni di Radio Vaticana (dove potete trovare il file audio originale utilizzato nel video).