Nella Solennitร dellโAscensione del Signore, la liturgia ci presenta il passo del Vangelo in cui Gesรน invita i discepoli ad andare in tutto il mondo per proclamare il Vangelo a ogni creatura. โChi crederร e sarร battezzato sarร salvato, ma chi non crederร sarร condannatoโ. Dopo queste parole, i discepoli vedono Gesรน ascendere in cielo:ย
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โAllora essi partirono e predicarono dappertutto, mentre il Signore agiva insieme con loro e confermava la Parola con i segni che la accompagnavanoโ.
Su questo brano del Vangelo, ascoltiamo il commento del carmelitano, padre Bruno Secondin, docente di Teologia spirituale alla Pontificia Universitร Gregoriana:
Lโascensione di Gesรน non รจ raccontata da Marco per sottolineare la nostalgia del Maestro, ma per mostrare come si trovano i discepoli dopo che Gesรน ha concluso la sua presenza diretta fra loro. Hanno davanti il mondo intero, e devono proclamare il Vangelo a tutti. Un compito immenso, che spaventava quel gruppetto di discepoli senza tanta competenza, se non unโesperienza intensa di tre anni col Maestro, conclusa con la tragedia della sua morte in croce. Quei pochi incontri con Gesรน risorto, per quanto suggestivi, potevano bastare per farli audaci predicatori nel mondo intero? Nellโaffidare un compito cosรฌ difficile, Gesรน parla di segni che accompagneranno la predicazione: simili a quelli che essi hanno visto giร presenti nellโattivitร di Gesรน. Ma non sono lโessenza, solo contorno, quasi provocazione per lโattenzione. Saranno servitori della Parola e la gente dovrร credere alla Parola. Solo questa รจ fonte di salvezza vera e decisiva: chi lโaccoglierร e ad essa si affiderร sarร salvo. Proprio in questa Parola viva ed efficace Gesรน continuerร ad essere protagonista con i missionari, Vangelo annunciato e sua stessa efficacia. Non facciamo sfoggio dei segni, ma riconosciamo il Signore con noi e saremo salvi.
Fonte: RadioVaticana

