Commento al Vangelo di domenica 2 ottobre 2011 – padre Bruno Secondin

Nella 27.ma domenica del Tempo ordinario, la liturgia presenta il brano del Vangelo nel quale Gesù racconta ai capi e agli anziani del popolo ebraico la parabola dei vignaioli assassini, che invece di consegnare il raccolto al padrone ne uccidono i servi incaricati di prelevarlo e in ultimo il figlio. E riferendosi alla sorte riservata ai colpevoli dal padrone della vigna, Gesù afferma:

“Perciò io vi dico: a voi sarà tolto il regno di Dio e sarà dato a un popolo che ne produca i frutti”.

Su questo brano del Vangelo, ascoltiamo il commento del carmelitano, padre Bruno Secondin, docente di Teologia spirituale alla Pontificia Università Gregoriana:

Per la terza volta il simbolo della vigna, e questa volta accompagnata da una stupenda pagina di Isaia, nella prima lettura. Ma mentre il profeta Isaia canta con dolore il mancato rapporto di fedeltà tra Israele – vigna/sposa di Dio – e Dio stesso; nella parabola di Gesù c’è la tragica vicenda della violenza dei vignaioli, che invece di rendere al padrone il frutto maturato, uccidono gli incaricati inviati, e anzi ammazzano pure il figlio, per impossessarsi della proprietà, con metodo mafioso. Il padrone si vede perciò costretto a cacciare i contadini ribelli e a sostituirli con altri più onesti.
Dalla conclusione che Gesù tira, sullo sfondo si può intravedere la sfida lanciata a chi lo ascolta, e più largamente anche alla comunità cristiana di ogni tempo. La vicenda dei vignaioli è come un affresco della storia della salvezza: Dio non sempre ha trovato uditori e servitori disposti a collaborare. Anzi spesso i suoi profeti hanno subito violenza e rifiuto duro, e anche suo figlio, Gesù Cristo, è stato buttato fuori.
È specchio e ammonimento per noi: ricorda oggi i molti missionari e missionarie, ma ancor più semplici credenti, che subiscono ogni violenza, da chi rifiuta il Vangelo di Gesù Cristo. Eppure, anche loro come Cristo, con il loro servizio e il sacrificio edificano l’umanità nuova, donano la verità e la speranza.
Nonostante tanta ostilità gratuita Dio continua a inviare servitori e chiedere collaborazione. Siamo nel mese missionario, ricordiamolo e impegnamoci.

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