Commento al Vangelo di domenica 19 Settembre 2021 – p. Alessandro Cortesi op

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p. Alessandro Cortesi op

Sono un frate domenicano. Docente di teologia presso lโ€™Istituto Superiore di Scienze Religiose โ€˜santa Caterina da Sienaโ€™ a Firenze. Direttore del Centro Espaces โ€˜Giorgio La Piraโ€™ a Pistoia.
Socio fondatore Fondazione La Pira โ€“ Firenze.

La vita del giusto costituisce un impedimento e silenziosa denuncia dellโ€™ingiustizia e della disonestร  degli empi. Per questo cโ€™รจ chi trama per eliminarlo โ€œperchรฉ ci รจ di imbarazzo ed รจ contrario alle nostre azioniโ€. Il libro della Sapienza fissa questa vicenda che non รจ solo quella osservata dallโ€™autore di questo libro biblico nel I secolo a.C., ma costituisce la vicenda di sempre, dellโ€™opposizione da parte di chi detiene poteri e privilegi a chi lotta per la giustizia. La sfida รจ radicale: โ€œvediamo se le sue parole sono vere; proviamo ciรฒ che gli accadrร  alla fine. Se il giusto รจ figlio di Dio egli lโ€™assisterร , e lo libererร  dalle mani dei suoi avversariโ€.

Nella lettera di Giacomo la sapienza รจ contrapposta alle guerre e alle liti generate dalla brama di possesso, dalla ricerca di dominio e dallโ€™invidia. Per contro la sapienza che viene dallโ€™alto ha caratteri diversi e contrari: costruisce pace, รจ mite, non รจ aggressiva. Questo genere di sapienza non si limita ad una dimensione intellettuale ma si traduce in scelte di vita, in uno stile che porta a costruire la pace. La giustizia รจ come un frutto che sorge dallโ€™albero buono della vita di chi promuove la pace. Via della sapienza โ€“ dice la lettera di Giacomo โ€“ รจ tessere riconciliazione, lottare contro ogni soluzione di violenza e di guerra per aprire vie diverse del convivere umano.

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Nel vangelo Marco presenta Gesรน nel suo cammino verso la croce, nel suo essere โ€˜consegnatoโ€™, e subire umiliazione e condanna rimanendo solo. Ma โ€˜dopo tre giorni risusciterร โ€™: quella vita che agli occhi degli uomini รจ fallimentare, trova la conferma del Padre che lo risuscita al terzo giorno. Sulla strada Gesรน accompagna i suoi a comprendere il senso del suo cammino. Ai dodici chiede chi รจ il piรน grande ed spiega il suo modo di comprendere i rapporti e la vita : โ€œse uno vuol essere il primo sia lโ€™ultimo di tutti e il servo di tutti. E preso un bambino, lo pose in mezzo e abbracciandolo disse loro: โ€˜Chi accoglie uno di questi bambini nel mio nome, accoglie me; chi accoglie me, non accoglie me, ma colui che mi ha mandatoโ€.

Gesรน ribalta le prospettive sul โ€˜piรน grandeโ€™. Non intende la grandezza secondo le logiche del potere, del denaro, dei ruoli ma indica il criterio decisivo dellโ€™accoglienza: chi accoglie il piรน piccolo e si pone a servizio รจ grande agli occhi del Padre. Il bambino che Gesรน pone in mezzo, al centro, รจ figura paradigma per tutti coloro a cui non sono riconosciuti diritti e sono ritenuti piccoli, senza importanza. Gesรน pone al centro i senza diritti, le vittime di un sistema sociale che scarta ed elimina i piรน deboli e indica che solo nellโ€™esperienza concreta dellโ€™accogliere si puรฒ comprendere chi รจ il piรน importante allo sguardo di Dio. Chiede cosรฌ ai suoi di seguire lui, il figlio, che si รจ fatto servo, sulla via della croce. E cosรฌ indica che accogliere i piccoli e le vittime รจ entrare nel cammino per incontrare il Padre.

Alessandro Cortesi op