Commento al Vangelo di domenica 1 Luglio 2018 – p. Alessandro Cortesi op

- Pubblicitร  -

โ€œDio non ha creato la morte e non gode per la rovina dei viventi. Egli infatti ha creato tutte le cose perchรฉ esistano; le creature del mondo sono portatrici di salvezza, in esse non cโ€™รจ veleno di morteโ€

Non cโ€™รจ veleno di morte nelle cose. Queste recano lโ€™impronta di una benedizione che le rende portatrici di salvezza. La riflessione sapienziale cerca di leggere nella realtร  del mondo il segno della presenza di Dio: scorge una bontร  di fondo connessa alla radice profonda di ogni cosa e legge questa bontร  come derivante da una sorgente di vita buona. Cโ€™รจ una benedizione che sta alla radice e che viene da una volontร  di bene propria del Dio amante della vita. E tuttavia lโ€™esperienza pone davanti anche le forze della morte che contraddicono e deturpano ogni bellezza. Ma tale costatazione non conduce ad attribuire a Dio stesso progetti di rovina per i viventi, ma a ribadire che il suo รจ disegno di amore e di vita. Dio non gode della rovina, la sua presenza รจ di bontร  e di salvezza: tutto ciรฒ che รจ espressione del male suscita una domanda aperta che tale rimane e non accetta facili soluzioni. Ma essa non puรฒ far venire meno, nellโ€™affidamento a Lui, la certezza fondata sulla sua Parola e sulla promessa che il Dio della vita rimane fedele al suo dono di alleanza.

- Pubblicitร  -

[better-ads type=”banner” banner=”84722″ campaign=”none” count=”2″ columns=”1″ orderby=”rand” order=”ASC” align=”right” show-caption=”1″][/better-ads]

Gesรน ha manifestato nei suoi gesti il volto di Dio della vita: nel suo agire si รจ posto in deciso contrasto nei confronti di ogni forza di morte e di malattia. Due donne sono al centro di due episodi riportati nella pagina di Marco: la figlia di Giairo di soli dodici anni, e una donna segnata dalla sofferenza di unโ€™infermitร  prolungatasi negli anni. Al centro sta la fede che viene riconosciuta da Gesรน come forza di salvezza.

Giairo si getta ai piedi di Gesรน e โ€˜lo pregava con insistenzaโ€™. Gesรน lo invita: โ€˜Non temere continua solo ad aver fedeโ€™. Gesรน giunge alla sua casa. Risponde alla richiesta insistente, decide di essere presente: il suo stile รจ quello di andare e visitare. Nella casa rivolge alla figlia di Giairo la parola: โ€˜Talitร  kum, Io ti dico alzatiโ€™: รจ questo giร  annuncio efficace della risurrezione. La risurrezione รจ infatti โ€˜alzarsi dalla morteโ€™. Tutti i parenti sono presi da stupore, come nel racconto di Marco lo saranno i testimoni della risurrezione. In questo incontro Marco presenta un grande annuncio: nei gesti di Gesรน รจ presente la forza della risurrezione quale vittoria sul potere della morte. Gesรน rende partecipi coloro che a lui si affidano con tutto il cuore del movimento della sua risurrezione.

Una donna senza nome, di cui si descrive solo la malattia e il timore si avvicina a Gesรน. Impaurita aveva cercato di toccare il suo mantello. Mentre la folla attorno a lui lo premeva da ogni lato Gesรน si accorge che qualcuno lo aveva toccato. Eโ€™ un tocco particolare, non รจ come quello di chi lo spinge: รจ un lambire la sua veste, il suo mantello nellโ€™attesa di chi si affida. Gesรน la riconosce e le dice โ€˜Figlia, la tua fede ti ha salvata. Vaโ€™ in pace e sii guarita dal tuo maleโ€™. Riconosce la fede di quella donna come forza di salvezza. Nel tentativo di toccare il suo mantello quella donna ha raccontato la semplicitร  della fede e la profonditร  di un consegnarsi. Ha compreso che Gesรน proprio nel suo cammino di povertร  รจ piรน forte della malattia che esclude ed emargina. E Gesรน risponde a questo sincero desiderio dโ€™incontro. La fede รจ ben altro rispetto allโ€™esaltazione della folla che cerca miracoli. Eโ€™ piuttosto incontro personale, affidamento profondo e nascosto e si fa strada nella ricerca sofferta, nel cuore di chi consegna a Gesรน la propria vita e cerca un contatto personale con lui. Fede รจ cosรฌ far propria la scelta di povertร  di Gesรน.

Paolo ai Corinti e alle chiese della Macedonia chiede di organizzare una colletta per aiutare la comunitร  di Gerusalemme che vive un momento di difficoltร . A Corinto era stato deciso lโ€™invio di un aiuto economico ma lโ€™organizzazione della colletta procedeva con lentezza: per questo Paolo invia Tito suo collaboratore con altri due per sollecitare e portare a compimento quellโ€™opera (2Cor 8,6). Questo gesto di aiuto diviene motivo per presentare i motivi di fondo che determinano lo stile di rapporti cristiani tra le comunitร  e le persone.

La situazione dellโ€™altro, anche lontano, nella difficoltร , costituisce un appello a condividere. Redistribuire i beni, fare uguaglianza, prendersi cura di chi ha meno sono richieste derivanti dal vangelo. Paolo ricorda che questโ€™opera generosa รจ per mettere alla prova la generositร  dellโ€™amore (agape). La colletta non รจ solamente un gesto di elemosina. La motivazione di questo gesto sta nel riferimento a Cristo. Ne รจ in gioco il rapporto con lui: โ€œConoscete infatti la grazia del Signore nostro Gesรน Cristo: da ricco che era, si รจ fatto povero per voi, perchรฉ voi diventaste ricchi per mezzo della sua povertร โ€

Lโ€™uguaglianza che si realizza con il gesto della colletta costituisce cosรฌ unโ€™esperienza della grazia โ€œQui non si tratta di mettere in ristrettezza voi per sollevare gli altri, ma di fare uguaglianzaโ€. Paolo suggerisce di scoprire la relazione nuova a cui apre lโ€™incontro: dare e ricevere non sono a senso unico. Per gli uni significa condivisione di beni materiali, ma chi dร  si trova investito di un dono; riceve un altro tipo di beni. Non si tratta quindi di un impoverimento ma di aprirsi allo scambio dei doni. Eโ€™ il miracolo della gratuitร . Paolo parlando di questo scambio rinvia allโ€™evento dellโ€™incarnazione: โ€˜Da ricco che era si รจ fatto povero perchรฉ voi diventaste ricchiโ€ฆโ€™. Lโ€™incontro con Gesรน, la fedeltร  alla sua incarnazione si attua nelle relazioni di solidarietร  e di condivisione.

Continua sul sito di don Alessandro…

LEGGI IL BRANO DEL VANGELO

XIII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO โ€“ Anno B

Puoi leggere (o vedere) altri commenti al Vangelo di domenica 1 Luglio 2018 anche qui.

Mc 5, 21-432
Dal Vangelo secondoย Marco

21Essendo Gesรน passato di nuovo in barca allโ€™altra riva, gli si radunรฒ attorno molta folla ed egli stava lungo il mare. 22E venne uno dei capi della sinagoga, di nome Giร iro, il quale, come lo vide, gli si gettรฒ ai piedi 23e lo supplicรฒ con insistenza: ยซLa mia figlioletta sta morendo: vieni a imporle le mani, perchรฉ sia salvata e vivaยป. 24Andรฒ con lui. Molta folla lo seguiva e gli si stringeva intorno.
25Ora una donna, che aveva perdite di sangue da dodici anni 26e aveva molto sofferto per opera di molti medici, spendendo tutti i suoi averi senza alcun vantaggio, anzi piuttosto peggiorando, 27udito parlare di Gesรน, venne tra la folla e da dietro toccรฒ il suo mantello. 28Diceva infatti: ยซSe riuscirรฒ anche solo a toccare le sue vesti, sarรฒ salvataยป. 29E subito le si fermรฒ il flusso di sangue e sentรฌ nel suo corpo che era guarita dal male.
30E subito Gesรน, essendosi reso conto della forza che era uscita da lui, si voltรฒ alla folla dicendo: ยซChi ha toccato le mie vesti?ยป. 31I suoi discepoli gli dissero: ยซTu vedi la folla che si stringe intorno a te e dici: โ€œChi mi ha toccato?โ€ยป. 32Egli guardava attorno, per vedere colei che aveva fatto questo. 33E la donna, impaurita e tremante, sapendo ciรฒ che le era accaduto, venne, gli si gettรฒ davanti e gli disse tutta la veritร . 34Ed egli le disse: ยซFiglia, la tua fede ti ha salvata. Vaโ€™ in pace e sii guarita dal tuo maleยป.
35Stava ancora parlando, quando dalla casa del capo della sinagoga vennero a dire: ยซTua figlia รจ morta. Perchรฉ disturbi ancora il Maestro?ยป. 36Ma Gesรน, udito quanto dicevano, disse al capo della sinagoga: ยซNon temere, soltanto abbi fede!ยป. 37E non permise a nessuno di seguirlo, fuorchรฉ a Pietro, Giacomo e Giovanni, fratello di Giacomo. 38Giunsero alla casa del capo della sinagoga ed egli vide trambusto e gente che piangeva e urlava forte. 39Entrato, disse loro: ยซPerchรฉ vi agitate e piangete? La bambina non รจ morta, ma dormeยป. 40E lo deridevano. Ma egli, cacciati tutti fuori, prese con sรฉ il padre e la madre della bambina e quelli che erano con lui ed entrรฒ dove era la bambina. 41Prese la mano della bambina e le disse: ยซTalitร  kumยป, che significa: ยซFanciulla, io ti dico: ร lzati!ยป. 42E subito la fanciulla si alzรฒ e camminava; aveva infatti dodici anni. Essi furono presi da grande stupore. 43E raccomandรฒ loro con insistenza che nessuno venisse a saperlo e disse di darle da mangiare.

C: Parola del Signore.
A: Lode a Te o Cristo.

  • 17 – 23 Giugno 2018
  • Tempo Ordinario XI
  • Colore Verde
  • Lezionario: Ciclo B
  • Anno: II
  • Salterio: sett. 3

Fonte: LaSacraBibbia.net

LEGGI ALTRI COMMENTI AL VANGELO

Altri Articoli
Related

p. Enzo Fortunato – Commento al Vangelo del 18 aprile 2026

Il commento al Vangelo del giorno a cura di...

p. Roberto Pasolini, OFM Cap. – Commento al Vangelo del 18 Aprile 2026

Videro Gesรน che camminava sul mare.Dal Vangelo secondo Giovanni. Venuta...

Paolo Curtaz – Commento al Vangelo del 18 Aprile 2026

Videro Gesรน che camminava sul mare.Dal Vangelo secondo Giovanni. Venuta...

don Luigi Maria Epicoco – Commento al Vangelo del 18 Aprile 2026

Videro Gesรน che camminava sul mare.Dal Vangelo secondo Giovanni. Venuta...