Commento al Vangelo del 8 aprile 2018 – mons. Vincenzo Paglia

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mons. Vincenzo Paglia
mons. Vincenzo Paglia

รˆ โ€œla sera di quel giorno, il primo della settimanaโ€. รˆ la domenica, il giorno della resurrezione, in cui passiamo dalla morte alla vita, dallโ€™amore per noi stessi allโ€™amore per gli altri, dal peccato al perdono, dallโ€™ariditร  del cuore ai sentimenti dellโ€™amore.

Abbiamo bisogno di fermarci; di ascoltare; di lasciarci guidare; di non essere noi al centro; di guardare lui, invece di studiarci sempre; di chiedere e trovare perdono; di fare silenzio, di pregare ed imparare a pregare; di nutrirci del suo pane di amore concreto e gratuito, che non si compra. รˆ il momento di godere dei fratelli e delle sorelle che si ritrovano insieme. Curiamo la domenica.

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Viviamola con gioia, arricchiamola con il nostro cuore, difendiamola dai nostri affanni. La domenica realizza oggi quello che รจ scritto della prima comunitร  cristiana: avevano โ€œun cuore solo ed un anima solaโ€. Il cristiano non puรฒ essere un individualista; la sua vita ha senso solo se unita agli altri. Avere โ€œun cuore soloโ€ toglie forse qualcosa al nostro? Ci limita? Perchรฉ il compimento della nostra vita deve essere lโ€™affermazione di sรฉ? Non seguiamo ciecamente la triste legge dellโ€™individualismo, che ci rende diffidenti, poco capaci di vivere con gli altri e ci lascia nella disperata ricerca di amicizia! Lโ€™amore unisce, rende pieno il nostro io, ma non senza gli altri o, peggio, contro gli altri, bensรฌ insieme a tutti. La domenica รจ lโ€™inizio di quel giorno in cui lโ€™amore non conoscerร  tramonto, giorno nel quale avremo un cuore solo ed unโ€™anima sola perchรฉ sapremo amarci tanto, davvero molto e per sempre, perchรฉ ci lasceremo finalmente amare pienamente da Dio. Quel giorno inizia oggi.

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I discepoli avevano paura e chiudono le porte. Pensano di trovare pace e sicurezza alzando barriere, proteggendosi, chiudendosi. Lo facciamo tutti di fronte al male, al pericolo. Ma questa non รจ pace. Chiudere le porte, anzi, aumenta la paura e rende facilmente lโ€™altro un nemico. Le prime parole di Gesรน ai suoi sono: โ€œPace a voiโ€. Gesรน รจ la pace: mette pace tra cielo e terra; dona la pace del cuore; libera dalla paura e dal demone dellโ€™inimicizia, riconcilia. Gesรน la dona a ciascuno ed a tutti insieme: โ€œPace a voiโ€. โ€œVi lascio la pace, vi do la mia paceโ€, aveva detto, come recitiamo prima di scambiarcela tra noi. La pace la riceviamo e dobbiamo viverla con gli altri, spenderla per chi non lโ€™ha, comunicarla per non perderla.

Apriamo le porte del cuore ed impariamo lโ€™arte dellโ€™incontro e del vivere insieme. โ€œCome il Padre ha mandato me, anche io mando voiโ€, continua a dirci il Signore. Quello che riceviamo dobbiamo comunicarlo da cuore a cuore in un mondo tanto segnato dalla paura.

Gesรน torna a comunicarci la pace. Ma Tommaso, che ha sentito lโ€™annuncio della resurrezione da apostoli gioiosi di quel che hanno visto e udito, รจ convinto che si tratti solo di un discorso, bello ma inutile. E risponde loro con il suo scetticismo: โ€œSe non vedo nelle sue mani il segno dei chiodi e non metto il mio dito nel segno dei chiodi e non metto la mia mano nel suo fianco, io non credoโ€. รˆ il credo di un uomo non cattivo, anzi generoso.

รˆ il credo di tante persone che sono piรน egocentriche che razionaliste, prigioniere delle proprie convinzioni e delle proprie sensazioni. รˆ il credo di chi pensa sia vero solo quello che si tocca, anche se falso, o di chi crede sia falso quello che non si riesce a toccare, sebbene sappia che รจ vero. รˆ, insomma, il โ€œnon credoโ€ di un mondo di egocentrici, che facilmente diventa un mondo pigro, ingiusto e violento. Lโ€™egocentrismo porta sempre ad essere increduli, perchรฉ si resta comunque prigionieri delle proprie sensazioni, di quello che si vede e di ciรฒ che si tocca. Non si dร  fiducia a nullโ€™altro.

Gesรน perรฒ accetta la sfida di Tommaso. La domenica seguente ย– sono le nostre domeniche ย– torna di nuovo in mezzo ai discepoli. Questa volta cโ€™รจ anche Tommaso. Gesรน entra ancora una volta, a porte chiuse, e si rivolge subito a Tommaso invitandolo a toccare con le mani le sue ferite. E aggiunge: โ€œNon essere incredulo, ma credente!โ€.

Lโ€™evangelista sembra suggerire che Tommaso in realtร  non abbia poi toccato le ferite di Gesรน come aveva chiesto. Gli bastano quelle parole. Esse lo colgono nella sua veritร  di incredulo, come accadde al pozzo di Giacobbe quando Gesรน con le sue parole svelรฒ alla samaritana la veritร  della sua vita. La Parola del Signore, il Vangelo, distrugge la presunzione, lโ€™orgoglio e la fiducia smisurata che ha ย– ad esempio ย– Tommaso in se stesso e con lui anche noi. Oggi il Vangelo chiede di umiliarsi un poco, di guardare oltre se stessi. Sรฌ, assieme a Tommaso dobbiamo inginocchiarci davanti al risorto ed esclamare: โ€œMio Signore e mio Dio!โ€.

Gesรน a Tommaso incredulo non propone una lezione o un ragionamento: gli mostra i segni che il male ha lasciato sul suo corpo, perchรฉ si commuova per le sue ferite e per quelle dei suoi fratelli piรน piccoli. Siamo credenti quando ci commuoviamo, quando riconosciamo e confidiamo nellโ€™energia della resurrezione e dellโ€™amore che viene dal Vangelo, energia che guarisce e libera dal male, dalla divisione, dalla solitudine, dallโ€™amarezza, dallโ€™inimicizia, dallโ€™estraneitร , dallโ€™abbandono, dallโ€™odio, dalla malattia.

Beati non sono quelli che hanno chiaro tutto, che non sbagliano mai, che non hanno dubbi. Beati sono coloro che nonostante le paure, la rassegnazione e lโ€™incertezza credono nella forza del Vangelo e dellโ€™amore che nasce dalla parola. Quanto cโ€™รจ bisogno di uomini e di donne credenti, che vadano al di lร  delle analisi, che non diventino schiavi della realtร , ma la amino e la cambino, si commuovano di fronte alle ferite del male, cerchino la resurrezione! Signore, io credo, aiuta la mia poca fede! Mio Signore e mio Dio! Apriamo le porte del cuore! Cristo รจ risorto e non muore piรน. Alleluia.

LEGGI IL BRANO DEL VANGELO

II Domenica del Tempo di Pasqua

Puoi leggere (o vedere) altri commenti al Vangelo di domenica 8 Aprile 2018 anche qui.

Gv 20, 19-31
Dal Vangelo secondoย Giovanni

19La sera di quel giorno, il primo della settimana, mentre erano chiuse le porte del luogo dove si trovavano i discepoli per timore dei Giudei, venne Gesรน, stette in mezzo e disse loro: ยซPace a voi!ยป. 20Detto questo, mostrรฒ loro le mani e il fianco. E i discepoli gioirono al vedere il Signore. 21Gesรน disse loro di nuovo: ยซPace a voi! Come il Padre ha mandato me, anche io mando voiยป. 22Detto questo, soffiรฒ e disse loro: ยซRicevete lo Spirito Santo. 23A coloro a cui perdonerete i peccati, saranno perdonati; a coloro a cui non perdonerete, non saranno perdonatiยป. 24Tommaso, uno dei Dodici, chiamato Dรฌdimo, non era con loro quando venne Gesรน. 25Gli dicevano gli altri discepoli: ยซAbbiamo visto il Signore!ยป. Ma egli disse loro: ยซSe non vedo nelle sue mani il segno dei chiodi e non metto il mio dito nel segno dei chiodi e non metto la mia mano nel suo fianco, io non credoยป. 26Otto giorni dopo i discepoli erano di nuovo in casa e cโ€™era con loro anche Tommaso. Venne Gesรน, a porte chiuse, stette in mezzo e disse: ยซPace a voi!ยป. 27Poi disse a Tommaso: ยซMetti qui il tuo dito e guarda le mie mani; tendi la tua mano e mettila nel mio fianco; e non essere incredulo, ma credente!ยป. 28Gli rispose Tommaso: ยซMio Signore e mio Dio!ยป. 29Gesรน gli disse: ยซPerchรฉ mi hai veduto, tu hai creduto; beati quelli che non hanno visto e hanno creduto!ยป. 30Gesรน, in presenza dei suoi discepoli, fece molti altri segni che non sono stati scritti in questo libro. 31Ma questi sono stati scritti perchรฉ crediate che Gesรน รจ il Cristo, il Figlio di Dio, e perchรฉ, credendo, abbiate la vita nel suo nome.

C: Parola del Signore.
A: Lode a Te o Cristo.

  • 08 – 14 Aprile 2018
  • Tempo di Pasquaย II
  • Colore Bianco
  • Lezionario: Ciclo B
  • Anno: II
  • Salterio: sett. 2

Fonte: LaSacraBibbia.net

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