Commento al Vangelo del 4 marzo 2018 – p. Roberto Mela scj

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Il Santuario

Il tempo sacramentale della Quaresima ci fa attraversare il deserto della nostra quotidianitร  per incontrare un volto, il Volto. Il volto di Dio rivela il suo cuore, la sua liberazione, la sua vita come pro-esistenza, vita estroflessa che sola รจ degna di essere vissuta in piena dignitร  anche dagli uomini.

Il cammino verso il volto e lโ€™incontro col Dio della libertร  รจ custodito e purificato quotidianamente da una legge di libertร , e dal sovvertimento dei nostri criteri valutativi con i quali illuminiamo le nostre scelte di vita.

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La Quaresima รจ un cammino di custodia e di purificazione dellโ€™incontro, libero da schiavitรน e da svendite ragionieristiche.

Liberati dalla schiavitรน

Seguendo i suggerimenti di uno specialista del libro dellโ€™Esodo โ€“ Michelangelo Priotto โ€“, possiamo notare che il blocco letterario di Es 19,1โ€“40,38 รจ collocato spazialmente alla montagna del Sinai. Esso include il momento del dono dellโ€™alleanza e della stipulazione dellโ€™alleanza (19,1โ€“24,11) e quello del dono della Dimora (24,12โ€“40,38). Allโ€™annuncio dellโ€™alleanza (19,1-9), seguono la teofania della natura (19,10-20), la teofania del Decalogo (19,21โ€“20,17), la teofania del codice dellโ€™alleanza (20,18โ€“23,33) e la stipulazione dellโ€™alleanza (24,1-11).

Dopo lโ€™annuncio dellโ€™alleanza e la teofania della natura, YHWH pronuncia le sue parole di vita, le Dieci Parole, il Decalogo del liberatore che mantiene in vita.

Nel prologo storico (20,1-2) decisivo e fondativo, ma spesso sorvolato dai lettori, YHWH ricorda allโ€™interlocutore la sua opera preveniente e gratuita di salvezza.

YHWH si autopresenta a Mosรจ, rappresentante del popolo, non come un legislatore divino implacabile nella sua autoritร  insindacabile, ma come un partner che dialoga di persona con il favorito della sua bontร  liberatrice.

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YHWH รจ il Dio che appartiene al popolo e il popolo รจ legato al Dio che solo lo accompagna nella storia (โ€œil tuo Dioโ€). โ€œTi ho fatto uscire/hรดแนฃฤ“โ€™tรฎkฤ < yฤแนฃฤโ€™โ€ da una terra che sembrava ospitale allโ€™inizio, ma che alla fine si รจ rivelata essere una โ€œcasa di schiavi/schiavitรน/prigione/prigionia/bรชt โ€˜ฤƒbฤdรฎmโ€, afferma YHWH a Mosรจ.

YHWH non vuole un popolo di adoratori che siano schiavi di uomini e di Dio stesso. Egli desiderare un dialogo consapevole e rispettoso delle unitร  di grandezza in gioco, ma che sia aperto alla libera confidenza proprio del popolo che รจ suo ยซfiglio unigenitoยป (Es 4,22-23). Il contenuto della teofania del decalogo di YHWH รจ definito come โ€œparole/debฤrรฎmโ€, e non, ad esempio, comandi, norme, precetti ecc., come spesso altrove. Sono espressione dellโ€™intimo della persona divina che si rivolge a un โ€œtuโ€ dotato di affettivitร  e di capacitร  dialogica libera e dignitosa.

Dieci Parole

YHWH ha fatto uscire dalla schiavitรน, ha liberato il suo popolo, suo figlio unigenito. Proprio per questo ora gli rivolge parole di sapienza che si appellano alla fede e alla dignitร  umana di chi ha sperimentato di essere stato fatto oggetto di grazia la quale non ha annientato paternalisticamente la dignitร  altrui, ma lโ€™ha esaltata ed elevata alla possibilitร  di dialogare in libertร  filiale.

Varie sono parole apodittiche, non motivate a ogni piรจ sospinto. Non per questo sono diktat irragionevoli e capricciosi di un dio lontano e irraggiungibile, un re mesopotamico allโ€™ennesima potenzaโ€ฆ

YHWH rivolge al suo popolo parole che sintetizzano โ€œdivinamenteโ€ (dieci) lโ€™unico percorso che abbraccia il meglio del sentire umano, il meglio di quello che lโ€™uomo sente battere nel cuore come retto e giusto per custodire una vita personale e una convivenza umana degna di tale nome, in quanto aperta a un Dio liberatore e amante dellโ€™uomo!

Custodia della libertร 

Le Dieci Parole di YHWH sono divieti assoluti (lลโ€™ + yiqtol) e imperativi positivi precisi a custodia della libertร  acquisita per grazia. Segnali di Alta Via, segnali salvavita, paletti per custodire la libertร  e mantenersi sulla via della vita.

Sono segnali comprensibili solo nel contesto piรน ampio di amore e di liberazione, di attenzione premurosa di YHWH verso il suo popolo. Per esso egli ricerca il meglio della vita, il mantenimento di una libertร  libera da idoli falsi, prodotti della volontร  di potenza dellโ€™uomo, prodotti autogiustificativi del proprio libertinaggio, idoli manipolabili. Una libertร  libera dai propri bisogni trasformati in desideri che caracollano allo stato brado, incuranti del bene altrui e di quello comunitario. Parole che custodiscono dallโ€™onnipotenza onnivora che non lascia spazio allโ€™altro, allโ€™Altro, ma che vuole tutto dominare, tutto consumare, tutto sottomettere alla propria delirante onnipotenza narcisistica.

Liberi per

Le Dieci Parole custodiscono una libertร  per, una libertร  costruttiva e comunionale. Libertร  dagli idoli, libertร  per uno spazio gratuito di celebrazione della vita e del Dio della creazione e della redenzione. Parole custodi della vita altrui, dei beni personali e concreti appartenenti al proprio prossimo. Parole che promuovono il rispetto dellโ€™unione personale realizzata nella vita coniugale, parole che rinforzano la sobria veracitร  che non distorce la fiducia sociale e non invoca a sproposito lโ€™avallo della divinitร  nei comuni affari della vita quotidiana. Parole liberanti per tutti gli esseri umani, per gli stessi animali e tutto il creato nel suo insieme.

Parole di gelosia

Le Dieci Parole escono dal cuore di un โ€œDio geloso/โ€™ฤ“l qannฤโ€™ โ€ (v. 5), non perchรฉ animato da un falso amore fusionale e accaparrativo, ma perchรฉ mosso da un amore delicato e dedicato, attento del vero bene dellโ€™altro, un amore impegnato e costoso. Un amore che โ€œci tieneโ€ allโ€™altro come ad un valore impagabile e insostituibile, per cui vale la pena โ€œmetterci la facciaโ€ per sempre, al di lร  della qualitร  e della continuitร  nella corrispondenza.

La gelosia รจ il volto impegnato dellโ€™amore. รˆ gelosia โ€œdivinaโ€, non la gelosia malata di chi รจ invidioso della stessa persona โ€œamataโ€, incapace di valorizzare la sua crescita libera e autorealizzantesi nel dono generoso di sรฉ e nellโ€™apertura fiduciosa al contesto ampio delle relazioni umane.

Chi va contro lโ€™amore vero attira su di sรฉ una severa lezione che รจ punizione a se stessa, con esiti intergenerazionali, non tanto esito dellโ€™azione di un Dio cattivo, frustrato e vendicativo (al di lร  del dettato biblico da ben comprendere).

La lezione ci sarร , ma non sarร  neanche lontanamente paragonabile al bene di cui lโ€™uomo gode nellโ€™amare nella veritร : duecentocinquanta volte superiore (รจ questo rapporto che colpisce la fantasia dellโ€™uomo orientale: quattro a mille!).

Il Decalogo: dieci โ€œparoleโ€ di libertร , di vita, di custodia, di costruzione positiva. Un percorso innovativo per lโ€™elaborazione di unโ€™umanitร  integrale, aperta al suo creatore e redentore.

Il Dio degli ebrei e dei cristiani รจ un Dio di amore e di libertร . Sorride soddisfatto ai passi di coloro che โ€œcresconoโ€ nel loro essere liberi da e liberi per. Ci sta bene insieme con loro. Gli piace abitare fra di loro e dentro di loro, allโ€™interno del suo figlio unigenito (Es 4,22-23). รˆ il suo santuario preferito.

Lโ€™incidente del tempio

Nella prima del tre pasque che, secondo il Vangelo di Giovanni e a differenza dei sinottici, trascorre a Gerusalemme, Gesรน vive lโ€™incidente del tempio (J. Zumstein), piรน tradizionalmente conosciuto come โ€œLa purificazione del tempioโ€.

La menzione delle varie feste giudaiche caratterizza il Vangelo di Giovanni e, con un senso piรน o meno pericolosamente sostitutivo, qualche autore ne fa diventare โ€“ indebitamente โ€“ il principale elemento strutturale del IV Vangelo (cf. R. Infante).

Sta di fatto che Gv presenta lโ€™incidente del tempio, la richiesta di un segno e la parola sul tempio โ€“ elementi posti dai sinottici nellโ€™ambito della passione โ€“ allโ€™inizio della vita pubblica di Gesรน. Assieme allโ€™episodio delle nozze di Cana (Gv 2,1-12), lโ€™incidente del tempio segna lโ€™inizio della rivelazione di Gesรน, dapprima in un ambito amichevole e poi in uno segnato dallโ€™ostilitร . Il fatto del suo collegamento allโ€™atmosfera della passione, fa dellโ€™episodio un anticipo della sorte finale di Gesรน e lโ€™allusione allo โ€œscioglimentoโ€ e alla โ€œrisurrezioneโ€ del tempio diventa, nellโ€™anamnesi pasquale dei discepoli, un annuncio della passione, croce e risurrezione di Gesรน.

Lโ€™interpretazione postpasquale รจ indispensabile per comprendere la persona e la vicenda di Gesรน, ma รจ possibile proprio grazie allo Spirito Santo, lo Spirito di Gesรน risorto.

Liberazione dello spazio

Con un gesto profetico simbolico โ€“ che con ogni probabilitร  non dovette assumere proporzioni enormi โ€“, con una frusta fatta di corde Gesรน scaccia dallโ€™ampia โ€œzona templare/to hieronโ€ (vv. 14.15) โ€œtutti/pantasโ€. A livello grammaticale si puรฒ intendere il v. 15 nel senso che egli scacciรฒ cioรจ (con lโ€™apposizione posta al maschile che prevale sul neutro) le pecore e i buoi, rovesciando alcuni tavoli dei cambiavalute con le loro monete di scambio (monete romane con il siclo di Tiro, lโ€™unico ammesso per comperare le offerte per i sacrifici). Gesรน non caccia le persone, come รจ invece espressamente dichiarato nei sinottici.

Gesรน intima pure ai venditori di colombe (lโ€™offerta dei poveri) di portare fuori tutti gli animali rinchiusi nelle gabbiette, accompagnando il comando con un rimprovero biblico (Is 56,7) โ€“ fatto perรฒ autorevolmente in prima persona โ€“, quello di strumentalizzare lโ€™adorazione del Padre per speculazioni lucrative.

La purificazione del culto e la liberazione di uno spazio nuovo potrebbe essere la prima delle due interpretazioni date allโ€™incidente del tempio (vv. 14-17). Altri vi vedono la conclusione escatologica del tempio attuale, oppure la fine del culto sacrificale ed espiatorio o il suo miglioramento, con lโ€™ampliamento della zona sacra a tutta lโ€™area templare, e non proprietร  esclusiva del โ€œsantuario/naosโ€ in senso stretto.

Lโ€™anamnesi pasquale dei discepoli interpreta lโ€™episodio come un annuncio profetico della morte di Gesรน a causa dello โ€œzeloโ€ per la casa del Padre che lo ha inviato. Il testo esplicativo tratto dal Sal 69,10, salmo del giusto sofferente, era stato fin dalle origini della Chiesa postpasquale riferito al destino del Cristo crocifisso.

Il nuovo โ€œnaosโ€

Nei vv. 18-22 viene offerta una seconda interpretazione dellโ€™incidente del tempio. โ€œI giudeiโ€ โ€“ in questo passo le autoritร  templari โ€“ richiedono a Gesรน un segno giustificativo della sua autoritร . Questo รจ un segno di incredulitร , in quanto vuol sottomettere lโ€™autoritร  divina alla verifica umana.

Gesรน risponde alla domanda con un imperativo (e quindi non con una parola posta sulle labbra degli avversari come avviene nei sinottici!): โ€œSciogliete questo santuario/lysate ton naon toutonโ€, a cui segue un annuncio autorevole: โ€œe in tre giorni lo risusciterรฒ/kai en trisin hฤ“merais egerล autonโ€.

Il vocabolario scelto, la tempistica dellโ€™incidente e la menzione del โ€œterzo giornoโ€ alludono alla morte e risurrezione di Gesรน. Con uno dei classici esempi di โ€œfraintendimentoโ€ presenti nel vangelo di Giovanni, le autoritร  religiose templari ricordano come il santuario materiale sia in stato di ristrutturazione ampliativa e migliorativa da ben 46 anni (oikodomฤ“thฤ“ รจ un aoristo complessivo). I lavori intrapresi da Erode il Grande nel 19/18 a.C. si conclusero di fatto solo nel 63/64 d.C., appena sei anni prima della sua distruzione completa ad opera delle truppe romane. Per i giudei la distruzione del tempio era un segno escatologico di punizione per lโ€™incredulitร .

Lโ€™intrusione letteraria dellโ€™autore stesso โ€“ e non una citazione biblica โ€“ fornisce un commento esplicativo al fraintendimento dei giudei creato da Gesรน con la sua parola sul santuario.

Il fraintendimento/Missverstรคndniss permette a Gesรน di esplicitare e approfondire la sua rivelazione. Gesรน intendeva parlare del โ€œsantuario/naosโ€ del (= โ€œche รจโ€, genitivo epesegetico) proprio corpo. Lโ€™autore finale del Quarto Vangelo riporta la seconda anamnesi pasquale delle parole di Gesรน attuata dai discepoli. Solo dopo la Pasqua, e con lโ€™aiuto ermeneutico dello Spirito, รจ infatti possibile comprendere la parola di Gesรน e credere in essa e alla Scrittura, ormai poste dal Vangelo di Giovanni sullo stesso livello.

Il โ€œnaosโ€ filiale

Certamente Gesรน non intendeva attuare un gesto rivoluzionario in qualitร  di zelota (con buona pace di Brandon), cosa che lo avrebbe condotto immediatamente allโ€™arresto. Per Gv la causa scatenante dellโ€™arresto di Gesรน fu la rivivificazione di Lazzaro, operata da lui alla fine della sua vita pubblica (cf. Gv 11,1-44; 11,53; 11,57; 12,10-11).

Probabilmente Gesรน non voleva nemmeno solo purificare lโ€™area templare โ€“ in cui si svolgevano le attivitร  previste dalla Scrittura e dalla sua tradizione esplicativa come connesse ai sacrifici animali che lรฌ venivano offerti โ€“ e purificare il culto con una condanna della perversione religiosa lรฌ perpetrata.

Lโ€™intenzione del gesto profetico e il senso profondo pronunciate sul naos in quel momento furono comprese nella loro pienezza solo dopo la Pasqua.

Lโ€™incidente del tempio รจ un momento di rivelazione della persona di Gesรน, lโ€™Inviato del Padre. Il suo corpo, la sua persona che รจ passata attraverso il crogiuolo della passione, morte e risurrezione, รจ ora il naos/santuario definitivo, escatologico. Chi viene inserito esistenzialmente nella persona di Gesรน e nella sua offerta generosa e redentrice entra sicuramente in contatto col Padre, scopo finale di ogni preghiera e di ogni eventuale offerta sacrificale attuata in un tempio terreno che raccoglie la comunitร .

Il corpo glorioso di Gesรน, unito alla sua Sposa in un connubio eterno e fecondo, รจ ora lโ€™unico spazio vitale, lโ€™unico Lebensraum, in cui si incontrano la rivelazione del cuore del Padre e la sua volontร  dโ€™amore sui suoi figli e la risposta adorante e amorosa dei figli nello Spirito del Figlio.

Il corpo risorto di Gesรน รจ la Parola definitiva del Padre, il sigillo riassuntivo delle Dieci Parole che custodiscono la libertร  e la vita degli uomini.

In Gesรน si incontra la vita, si custodisce la vita, si entra in contatto con il Padre nella preghiera, cioรจ lโ€™apertura generosa di sรฉ a Colui che รจ il Massimo Bene per lโ€™uomo.

Gesรน รจ la vera preghiera, la vera libertร .

รˆ lui il naos nuovo e definitivo, in cui ci viene incontro il Padre amante della vita.

Commento a cura di padre Roberto Mela scj – Fonte del commento: Settimana News

LEGGI IL BRANO DEL VANGELO
della Terza Domenica di Quaresima – Anno B

Puoi leggere (o vedere) altri commenti al Vangelo di domenica 4 Marzo 2018 anche qui.

Gv 2, 13-25
Dal Vangelo secondo Giovanni
13Si avvicinava intanto la Pasqua dei Giudei e Gesรน salรฌ a Gerusalemme. 14Trovรฒ nel tempio gente che vendeva buoi, pecore e colombe e, lร  seduti, i cambiamonete. 15Allora fece una frusta di cordicelle e scacciรฒ tutti fuori dal tempio, con le pecore e i buoi; gettรฒ a terra il denaro dei cambiamonete e ne rovesciรฒ i banchi, 16e ai venditori di colombe disse: ยซPortate via di qui queste cose e non fate della casa del Padre mio un mercato!ยป. 17I suoi discepoli si ricordarono che sta scritto: Lo zelo per la tua casa mi divorerร . 18Allora i Giudei presero la parola e gli dissero: ยซQuale segno ci mostri per fare queste cose?ยป. 19Rispose loro Gesรน: ยซDistruggete questo tempio e in tre giorni lo farรฒ risorgereยป. 20Gli dissero allora i Giudei: ยซQuesto tempio รจ stato costruito in quarantasei anni e tu in tre giorni lo farai risorgere?ยป. 21Ma egli parlava del tempio del suo corpo. 22Quando poi fu risuscitato dai morti, i suoi discepoli si ricordarono che aveva detto questo, e credettero alla Scrittura e alla parola detta da Gesรน. 23Mentre era a Gerusalemme per la Pasqua, durante la festa, molti, vedendo i segni che egli compiva, credettero nel suo nome. 24Ma lui, Gesรน, non si fidava di loro, perchรฉ conosceva tutti 25e non aveva bisogno che alcuno desse testimonianza sullโ€™uomo. Egli infatti conosceva quello che cโ€™รจ nellโ€™uomo.

C: Parola del Signore.
A: Lode a Te o Cristo.

  • 04 – 10 Marzo 2018
  • Tempo di Quaresimaย III
  • Colore Viola
  • Lezionario: Ciclo B
  • Anno: II
  • Salterio: sett. 3

Fonte: LaSacraBibbia.net

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