Commento al Vangelo del 26 novembre 2017 – p. Roberto Mela scj

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Re dellโ€™universo

Lโ€™unico re

Con questa domenica la comunitร  cristiana conclude il ciclo dellโ€™anno liturgico. La pasqua settimanale ha fatto rivivere e ripresentare la forza vittoriosa del Crocifisso sulla morte e lโ€™ha applicata ai giorni dellโ€™uomo sotto il sole.

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La densitร  del mistero della pasqua, cristallo dalle mille facce, ha riverberato la sua luce sul cammino della Chiesa e dellโ€™umanitร  intera, imprimendo nello scorrere dei giorni la feconditร  della vita del Cristo risorto. Ha dato vita, infuso speranza, rallegrato il volto degli uomini, delle donne, dei bambini e degli anziani.

In questa domenica la Chiesa alza lo sguardo sul suo Signore e rende esplicito il suo grido di amore e di sottomissione totale, nella fiducia completa, a Colui che regge le sorti degli uomini e dellโ€™universo intero.

Le circostanze nelle quali Pio XI, dopo tre suppliche che si elevarono ai papi fin dal 1899, stabilรฌ la solennitร  di Cristo re con lโ€™enciclicaย Quas primasย dellโ€™11 dicembreย 1925 possono essere state molteplici. Forse non del tutto esclusa anche la volontร  di mostrare, ai vari regimi che richiedevano unโ€™obbedienza assoluta, chi fosse lโ€™effettivo e unico re a cui obbedire. Scrive papa nellโ€™enciclica: ยซE perchรฉ piรน abbondanti siano i desiderati frutti e durino piรน stabilmente nella societร  umana, รจ necessario che venga divulgata la cognizione della regale dignitร  di nostro Signore quanto piรน รจ possibile. Al quale scopo ci sembra che nessunโ€™altra cosa possa maggiormente giovare quanto lโ€™istituzione di una festa particolare e propria di Cristo reยป.

Non si puรฒ non notare la sottolineatura della destinazione anche sociale degli effetti sperati dallโ€™introduzione di questa solennitร . รˆ perรฒ con sguardo di fede che oggi tutta la comunitร  ecclesiale si raccoglie per levare il suo sguardo amoroso di adorazione e ringraziamento a Colui che, con la sua regalitร  pacifica, dona un punto fisso di speranza che non delude chi cammina nella storia.

Affronterรฒ i pastori

Durissima risuona nel famoso c. 34 del libro del profeta Ezechiele la requisitoria, un vero e proprio oracolo di condanna (34,1-10), pronunciata contro i passati governanti del popolo di Israele (Ez 22, 23-31): i principi, i sacerdoti, i profeti, โ€œgli uomini della terraโ€/โ€™am hฤhฤreแนฃ (non sembrano tanto essere ยซgli abitanti della campagnaยป โ€“ cosรฌ la traduzione CEI โ€“ ma ยซi proprietari terrieriยป, come ben traduce L. Alonso Schรถkel), che commettono violenza e si danno alla rapina.

YHWH proclama la loro dura condanna, il loro โ€œlicenziamento in troncoโ€ per aver condotto il popolo alla rovina dellโ€™esilio a causa della ricerca del loro puro interesse personale. Essi hanno trascurato e violato i loro doveri istituzionali che comportavano la cura attenta della popolazione, specialmente delle persone piรน deboli e povere. Invece le hanno sfruttate a fondo con tasse esorbitanti, soprusi vari, oracoli falsi e prezzolati, un atteggiamento generale di irridente noncuranza dei propri doveri di governance oculata e coscienziosa, nella ricerca del bene comune.

YHWH non ha veramente bisogno di tali intermediari della sua regalitร  e della sua santitร . Non perderร  neanche tempo a cercarne altri in loro sostituzione. Intende affrontare vis a vis questi โ€œpastoriโ€ degeneri e reclamare indietro il suo gregge maltrattato, ridotto a carne da macello, triturato dalle loro bocche animalesche, vere e proprie โ€œfauciโ€.

Io stesso

โ€œIo stesso/โ€™ฤƒnรฎโ€ โ€“ ripete YHWH con enfasi piรน volte nel suo oracolo di incoraggiamento (34,11-22) โ€“ prenderรฒ in mano la situazione ormai insopportabile ai miei occhi.

La sua opera sarร  non solo negativa di โ€œlicenziamento in troncoโ€ dei suoi mediatori incapaci, corrotti e dalla coscienza ormai insensibile a ogni delitto, facce di bronzo, inamovibili figure del โ€œmondo di mezzoโ€ colluso a doppio filo col potere politico e religioso.

YHWH assumerร  in prima persona tutti i compiti che spettano a chi รจ chiamato alla guida politica e religiosa del popolo. Il mondo non รจ dei furbi e dei potenti, schierati con le lobby cieche verso i popoli ma ben decise nel perseguire i loro target aziendali.

La Chiesa non รจ dei carrieristi e di chi cammina a braccetto con i massoni e i banchieri rotti a tutto. La Chiesa e lโ€™umanitร , il creato stesso โ€“ papa Francesco, con lโ€™enciclica Laudato siโ€™ ce lโ€™ha ricordato con accenti realistici e accorati โ€“ appartengono allโ€™unico Signore, โ€œreโ€, che tutto ha affidato allโ€™umanitร  perchรฉ ยซlo coltivasse e lo custodisseยป (Gen 2,15) con oculatezza e rispetto.

ย Cercherรฒ, radunerรฒ, fascerรฒ

YHWH annuncia con decisione una serie di azioni, ripetute piรน volte, che richiamano, con un vocabolario piรน โ€œpastoraleโ€, il suo operato giร  compiuto nel primo esodo di Israele, quello dallโ€™Egitto. Le ripercorriamo con consolazione, perchรฉ accarezzare con le nostre mani il volto del nostro Dio che ci confida il suo amore รจ il centro della nostra fede e della nostra speranza. Questa รจ la โ€œregalitร โ€ del nostro Dio!

Egli promette, da ora in poi: โ€œandrรฒ in cerca/dฤraลก (del bestiame piccolo/แนฃลโ€™n)โ€, โ€œcercherรฒ mettendomi sulle tracce/biqqฤ“r (> bฤqฤr/bestiame grosso; > biqqฤrฤh/ritracciare seguendo le tracce), โ€œstando in mezzo al mio gregge (quando) disperso; li โ€œlibererรฒ/wehiแนฃแนฃaltรฎโ€ dai luoghi dove sono stati dispersi; li โ€œfarรฒ uscire/wehรดแนฃฤ“โ€™tรฎโ€ dai popoli; โ€œli radunerรฒ/weqibbaแนฃtรฎm dai (loro) paesi; โ€œli farรฒ venire/wahฤƒbรฎโ€™ลtรฎmโ€ nella loro terra; โ€œli pascerรฒ/รปreโ€™รฎtรฎmโ€; โ€œio stesso pascerรฒ il mio greggeโ€ โ€œe io stesso li raccoglierรฒ nellโ€™ovile/farรฒ sdraiare/farรฒ riposare/โ€™arbรฎแนฃฤ“mโ€; โ€œcercherรฒ/โ€™ฤƒbaqqฤ“ลก la perduta/distruttaโ€, โ€œfarรฒ tornare/โ€™ฤลกรฎb la sperdutaโ€; โ€œla ferita fascerรฒโ€ e โ€œla malata renderรฒ forteโ€; โ€œla grassa e la forte custodirรฒ/โ€™eลกmลr (correggendo lโ€™originale ebraico โ€œโ€˜eลกmลr/distruggerรฒโ€), le pascerรฒ โ€œcon diritto/bemiลกpฤแนญโ€ (ยซcome รจ dovutoยป, L. Alonso Schรถkel).

La lettura liturgica termina col v. 17, con il quale inizia una parte dellโ€™oracolo di incoraggiamento che prevede perรฒ anche unโ€™azione โ€œdiscriminante/giudiziariaโ€ di YHWH verso il suo popolo/gregge. Ci sono violenti che calpestano (inquinano?) lโ€™erba che rimane dopo che loro si sono saziati, gente che intorbida (inquina?) lโ€™acqua dopo che loro si sono dissetati, persone che sgomitano i piรน โ€œdeboliโ€ (v. 21) fino a costringerli ad allontanarsi e a disperdersi (espulsione dal mondo del lavoro? espatrio forzato per mancanza di lavoro?). Gli altri mangiano e bevono i rimasugli di erba (inquinata) e bevono acqua torbida (dagli scarichi abusivi?) (vv. 18-21).

In questa situazione YHWH non puรฒ girare la testa dallโ€™altra parte ed esimersi dal diventare โ€œgiudice tra/ลกลpฤ“แนญ bรชnโ€ la pecora grassa e la pecora magra (v. 20), โ€œfacendo giustizia tra/ weลกฤpaแนญtรฎ bรชnโ€ pecora e pecora, โ€œliberando/wehรดลกaโ€™tรฎ lโ€™oggetto di โ€œpreda/bฤzโ€.

YHWH รจ re che regnerร  in prima persona, pascerร  personalmente, giudicherร  in modo monocratico. La sua regalitร  e la sua cura pastorale รจ โ€œsalvezzaโ€ per le โ€œpredeโ€.

Il pastore-re separa

ยซNovumย inย Vetereย latetย et inย Novoย Vetusย patetยป, afferma Agostino parlando del rapporto tra Nuovo e Antico Testamento (Quaestionesย inย Heptateucum, 2, 73:ย PLย 34,ย 623;ย cf.ย conc.ย ecum.ย Vat. II, Deiย Verbum, 16; CCC 129.). Il Nuovo Testamento รจ nascosto nellโ€™Antico, mentre lโ€™Antico รจ svelato nel Nuovo. Eppure nel nostro caso sembra proprio che sia lโ€™Antico a spiegare il Nuovo.

Nellโ€™ultimo suo grande discorso prima della sua passione, Gesรน conclude il suo dire con il celebre brano del cosiddetto โ€œGiudizio finaleโ€ o โ€œIl giudizio delle nazioniโ€.

Al momento della sua โ€œvenuta/elthฤ“โ€ (piรน che โ€œritornoโ€), il โ€œFiglio dellโ€™uomoโ€ non soffrirร  piรน, come aveva insegnato nella sua vita pubblica (Mc 8,31), piรน che โ€œpredettoโ€ Gesรน, integrando la concezioni bellica, regale e salvifica circa il Figlio dellโ€™uomo presente nellโ€™Antico Testamento, ma soprattutto nei testi paratestamentari (piรน che o โ€œapocrifiโ€ o โ€œintertestamentariโ€, cf. soprattutto 1Enoch). Anche per Gesรน, nel racconto il Figlio dellโ€™uomo nella sua venuta decisiva, cruciale, escatologica, eserciterร  il giudizio.

Allโ€™inizio del suo racconto simbolico egli compare come un โ€œpastore/poimฤ“nโ€ (Mt 25,32) che, al cospetto di tutte le genti, โ€œsepara/aphoriseiโ€ le sue pecore dalle capre (nella realtร , forse in vista del riposo notturno).

Subito dopo, perรฒ, il pastore diventa allโ€™improvviso โ€œil re/ho basileusโ€ (v. 34) che separa โ€œquelliโ€ alla sua destra da quelli posti alla sua sinistra. I primi (fra le nazioni) sono โ€œbenedetti dal Padreโ€ suo (v. 34), โ€œi giusti/hoi dikaioiโ€ (v. 37), sia per il loro comportamento in vita che, soprattutto, per la grazia preveniente del Padre, accettata e assecondata nella coscienza e nelle opere.

Il loro destino di gloria รจ la sovranitร  di Dio accolta in pienezza cosciente da tutti, in gioia corale e comunitaria, prevista da sempre, fin dalla creazione del mondo, nel disegno del Padre. La sovranitร  ha cominciato a crescere nel mondo e nella Chiesa, ma si realizza in pienezza al termine dei tempi delle persone, dei popoli, del creato stesso.

Gli altri (fra le nazioni) sono chiamati โ€œmaledetti/katฤ“ramenoi (v. 41), non recettivi del bene-dire di Dio sugli uomini sia in coscienza che nel comportamento. Gesรน e lโ€™evangelista Matteo evitano accuratamente di dire che essi sono โ€œmaledetti dal Padre mioโ€!

Un giudizio che salva

Il brano del profeta Ezechiele riporta lโ€™oracolo di incoraggiamento con il quale YHWH assicurava che avrebbe rintracciato il percorso delle sue pecore disperse al momento in cui fosse stato โ€œin mezzo al suo gregge (di bestiame minuto)/betรดk-แนฃลโ€™nรดโ€ (Ez 34,12), โ€œportando salvezza/ wehรดลกaโ€™tรฎ leแนฃลnรฎโ€ (34,22) col suo โ€œgiudizioโ€/ weลกฤpaแนญtรฎ bรชnโ€ (34,20), pascendole โ€œcon diritto/bemiลกpฤแนญโ€ (ยซcome รจ dovutoยป, L. Alonso Schรถkel) (34,16), salvando le pecore magre dallโ€™ostilitร  escludente delle grasse (ivi). Un giudizio che salva!

ย Un re-pastore โ€œneiโ€ poveri

Nellโ€™oracolo di incoraggiamento di Ezechiele YHWH assicurava il suo essere โ€œin mezzo al suo popolo/betรดk-แนฃลโ€™nรดโ€. Nel Vangelo di Matteo Gesรน afferma che il Figlio dellโ€™uomo/pastore/re si identifica con le pecore piรน โ€œdeboliโ€: ยซlโ€™avete fatto a meยป.

Esse sono le persone piรน deboli e in difficoltร . Sono le pecore magre, costrette ad accontentarsi dei rimasugli lasciati da quelle forti, costrette a cornate a farsi da parte e ad essere escluse dalla โ€œcomunitร  pastoraleโ€โ€ฆ I โ€œbenedetti dal Padreโ€ non sapevano che, aiutando loro, di fatto venivano incontro al loro Signore, di cui i poveri sono i veri โ€œvicariโ€.

Anche i โ€œmaledettiโ€ non lo sapevano, ma non hanno mosso in dito verso lโ€™umanitร  ferita che stava davanti ai loro occhi. I poveri, gli scarti della storia e delle societร , sono vicini al cuore di Dio, e adesso che Gesรน ha proclamato il vangelo nessun cristiano puรฒ piรน dire โ€œQuando maiโ€ฆ?โ€.

Gesรน non narra certo il suo racconto per spaventare la gente con lo spauracchio del giudizio finale, quando i โ€œmaledettiโ€ andranno nel โ€œsupplizio eterno/kolasin aionionโ€. Narra di un giudizio di salvezza per i benedetti dal Padre suo, mettendo in guardia tutti dal non costruirsi un autogiudizio che si svolge giร  qui sulla terra.

Un uomo chiuso ai poveri รจ un poverโ€™uomo, dalla vita asfittica, dallโ€™universo mentale chiuso, narrowminded. Giร  ora si autopreclude a una vita aperta, donata, allโ€™aria pulita dellโ€™amore, alla gratitudine di poter partecipare con altri alla comune umanitร  e, se credente, ad accogliere i โ€œvicari di Cristoโ€ in terra.

ยซDio, nostro salvatoreโ€ฆ vuole che tutti gli uomini siano salvati e giungano alla conoscenza della veritร ยป (1Tm 2,3b-4). Il Padre non aspetta sadicamente la fine della storia per fare i conti e vendicarsi dei cattivi/maledetti (da se stessi/dal male che li ha dominati). Il Dio della Bibbia non รจ certo arbitrario, capriccioso, incomprensibile o assurdo. Stabilirร  la veritร  delle cose, ma con una modalitร  sua, salvando nella purificazione accolta. Non potrร  certo comportarsi alla fine in modo diverso da come si รจ rivelato nel cuore e nel volto di Gesรน, il Figlio amatoโ€ฆ

La vita, adesso!

La parola di Dio รจ una parola di vita, di gioia. ยซโ€ฆ Comโ€™รจ vero che io vivo โ€“ oracolo del Signore Dio โ€“, io non godo della morte del malvagio, ma che il malvagio si converta dalla sua malvagitร  e viva. Convertitevi dalla vostra condotta perversa! Perchรฉ volete perire, o casa dโ€™Israele?ยป, annuncia il profeta Ezechiele (Ez 33,11).

E YHWH, tramite il suo profeta Mosรจ, invita accorato: ยซVedete, io pongo oggi davanti a voi benedizione e maledizione: la benedizione, se obbedirete ai comandi del Signore, vostro Dio, che oggi vi do; la maledizione, se non obbedirete ai comandi del Signore, vostro Dio, e se vi allontanerete dalla via che oggi vi prescrivo, per seguire dรจi stranieri, che voi non avete conosciutoยป (Dt 11,26-28).

Il giudizio del re-pastore รจ un giudizio che salva i poveri per primi, proteggendoli dai violenti (cf. Ezechiele). รˆ un giudizio di cui si conoscono i termini per avere la vita fin dโ€™ora. ยซVedi, io pongo oggi davanti a te la vita e il bene, la morte e il male. Oggi, perciรฒ, io ti comando di amare il Signore, tuo Dio, di camminare per le sue vie, di osservare i suoi comandi, le sue leggi e le sue norme, perchรฉ tu viva e ti moltiplichi e il Signore, tuo Dio, ti benedica nella terra in cui tu stai per entrare per prenderne possessoโ€ฆ Prendo oggi a testimoni contro di voi il cielo e la terra: io ti ho posto davanti la vita e la morte, la benedizione e la maledizione. Scegli dunque la vita, perchรฉ viva tu e la tua discendenzaยป (Dt 30,15-16.19).

Commento a cura di padre Roberto Mela scj – Fonte del commento: Settimana News

LEGGI IL BRANO DEL VANGELO

Puoi leggere (o vedere) altri commenti al Vangelo di domenica 26 Novembre 2017 anche qui.

XXXIV Domenica del Tempo Ordinario – Anno A
Nostro Signore Gesรน Cristo Re dell’Universo

Mt 25, 31-46
Dal Vangelo secondoย  Matteo

31Quando il Figlio dellโ€™uomo verrร  nella sua gloria, e tutti gli angeli con lui, siederร  sul trono della sua gloria. 32Davanti a lui verranno radunati tutti i popoli. Egli separerร  gli uni dagli altri, come il pastore separa le pecore dalle capre, 33e porrร  le pecore alla sua destra e le capre alla sinistra. 34Allora il re dirร  a quelli che saranno alla sua destra: โ€œVenite, benedetti del Padre mio, ricevete in ereditร  il regno preparato per voi fin dalla creazione del mondo, 35perchรฉ ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere, ero straniero e mi avete accolto, 36nudo e mi avete vestito, malato e mi avete visitato, ero in carcere e siete venuti a trovarmiโ€. 37Allora i giusti gli risponderanno: โ€œSignore, quando ti abbiamo visto affamato e ti abbiamo dato da mangiare, o assetato e ti abbiamo dato da bere? 38Quando mai ti abbiamo visto straniero e ti abbiamo accolto, o nudo e ti abbiamo vestito? 39Quando mai ti abbiamo visto malato o in carcere e siamo venuti a visitarti?โ€. 40E il re risponderร  loro: โ€œIn veritร  io vi dico: tutto quello che avete fatto a uno solo di questi miei fratelli piรน piccoli, lโ€™avete fatto a meโ€. 41Poi dirร  anche a quelli che saranno alla sinistra: โ€œVia, lontano da me, maledetti, nel fuoco eterno, preparato per il diavolo e per i suoi angeli, 42perchรฉ ho avuto fame e non mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e non mi avete dato da bere, 43ero straniero e non mi avete accolto, nudo e non mi avete vestito, malato e in carcere e non mi avete visitatoโ€. 44Anchโ€™essi allora risponderanno: โ€œSignore, quando ti abbiamo visto affamato o assetato o straniero o nudo o malato o in carcere, e non ti abbiamo servito?โ€. 45Allora egli risponderร  loro: โ€œIn veritร  io vi dico: tutto quello che non avete fatto a uno solo di questi piรน piccoli, non lโ€™avete fatto a meโ€. 46E se ne andranno: questi al supplizio eterno, i giusti invece alla vita eternaยป.

C: Parola del Signore.
A: Lode a Te o Cristo.

  • 26 Novembre – 02 Dicembre 2017
  • Tempo Ordinario XXXIV
  • Colore Verde
  • Lezionario: Ciclo A
  • Salterio: sett. 2

Fonte: LaSacraBibbia.net

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