Pietro ama sinceramente Gesù, lo vuole seguire e sa che lo condurrà alla salvezza.
Ma continua a ragionare secondo le sue vie e non quelle di Gesù; ha ben chiaro il modo in cui il Signore lo dovrà salvare, è disposto a fare qualsiasi cosa perché Gesù sia accolto e riconosciuto. Perché gli vuole bene. Ma l’affetto umano non basta per la Salvezza, anzi, come dimostra Pietro, facilmente può diventare un impedimento a compiere la Volontà di Dio.
Ecco che Gesù lo tratta molto duramente in questo ottavo capitolo del Vangelo di Marco, fino a chiamarlo Satana. Lo deve fare perché sa che Pietro gli vuole bene ma ha ancora per lui un affetto “umano”, una stima che si fonda sui suoi sentimenti e su ragionamenti limitati perché umani: perché il mio Maestro dovrà soffrire? Perché Lui, senza peccato, giusto tra gli ingiusti, deve essere rifiutato, schernito, umiliato?
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Sono le domande eterne, che ancora oggi interrogano anche noi nel cammino di fede: “Perché i malvagi prosperano e i buoni sono provati?”, si interroga anche il Salmista, che continua “… portavo invidia ai vanagloriosi, vedendo la prosperità dei malvagi” (Salmo 73).
C’è un disegno di Salvezza che appartiene a Dio, che passa attraverso strade inaspettate, non calcolate sui nostri piani: questo avviene non solo nella vita di Gesù ma anche nella nostra. Per questo se le nostre sofferenze, le ingiustizie che subiamo, i tradimenti, sono vissuti alla luce dell’Amore di Cristo divengono tesori, caparra di vita eterna, perché ci fanno simili a Lui. E tante volte il Signore ci preserva da strade di perdizione e di follia, attraverso fatti apparentemente negativi.
Perché il padre corregge i suoi figli, mentre abbandona gli empi per le loro strade di “vanagloria”: “Il Signore veglia sul cammino dei giusti” (Salmo 1).
Il giusto, nella Scrittura, non è il perfetto, ma è l’uomo che cerca la Volontà di Dio.
Don ANTONIO INTERGUGLIELMI – Cappellano Rai – Saxa Rubra (Roma)
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LEGGI IL BRANO DEL VANGELO
XXIV DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – Anno B
Puoi leggere (o vedere) altri commenti al Vangelo di domenica 16 Settembre 2018 anche qui.
- Colore liturgico: Verde
- Is 50, 5-9; Sal. 114; Gc 2, 14-18; Mc 8, 27-35
Tu sei il Cristo… Il Figlio dell’uomo deve molto soffrire.
Dal Vangelo secondo Marco
Mc 8, 27-35
27Poi Gesù partì con i suoi discepoli verso i villaggi intorno a Cesarèa di Filippo, e per la strada interrogava i suoi discepoli dicendo: «La gente, chi dice che io sia?». 28Ed essi gli risposero: «Giovanni il Battista; altri dicono Elia e altri uno dei profeti». 29Ed egli domandava loro: «Ma voi, chi dite che io sia?». Pietro gli rispose: «Tu sei il Cristo». 30E ordinò loro severamente di non parlare di lui ad alcuno.
31E cominciò a insegnare loro che il Figlio dell’uomo doveva soffrire molto ed essere rifiutato dagli anziani, dai capi dei sacerdoti e dagli scribi, venire ucciso e, dopo tre giorni, risorgere. 32Faceva questo discorso apertamente. Pietro lo prese in disparte e si mise a rimproverarlo. 33Ma egli, voltatosi e guardando i suoi discepoli, rimproverò Pietro e disse: «Va’ dietro a me, Satana! Perché tu non pensi secondo Dio, ma secondo gli uomini».
34Convocata la folla insieme ai suoi discepoli, disse loro: «Se qualcuno vuol venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua. 35Perché chi vuole salvare la propria vita, la perderà; ma chi perderà la propria vita per causa mia e del Vangelo, la salverà.
C: Parola del Signore.
A: Lode a Te o Cristo.
- 16 – 22 Settembre 2018
- Tempo Ordinario XXIV
- Colore Verde
- Lezionario: Ciclo B
- Anno: II
- Salterio: sett. 4
Fonte: LaSacraBibbia.net
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