«VOI STESSI DATE LORO DA MANGIARE»
Con pochi pani Gesù sazia una folla. Portiamo a lui le nostre povertà: ogni nostro pur piccolo dono o rinuncia, posto nelle sue mani, si moltiplica in abbondanza per il bene di tutti.
Il profeta Isaia, in nome di Dio, invita il popolo a un banchetto dove si mangia e si beve in modo abbondante e gustoso, incoraggiandolo a “comprare senza denaro” l’acqua, il vino e il latte, simboli della grazia divina (I Lettura). Certo, decidere di farlo è una scelta personale e non costrizione!
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L’evangelista Matteo descrive la moltiplicazione dei pani, realizzata da Gesù, ma con la collaborazione degli apostoli (Vangelo). All’azione del comprare – suggerito dai discepoli – Gesù preferisce il dare e invita gli stessi apostoli a farlo: «Voi stessi date loro da mangiare».
Dio, dunque, chiede all’uomo di mettersi a disposizione affinché possa agire e compiere il miracolo.
La compassione e l’amore di Gesù verso tutti coloro che attendevano da lui una parola di speranza e un aiuto concreto per la loro vita trovano nei pochi pani e pesci la “materia prima” per il miracolo: senza quei pani e quei pesci Gesù non avrebbe potuto far nulla!
L’apostolo Paolo (II Lettura) ci assicura che «l’amore di Dio, che è in Cristo Gesù» è una forza così travolgente che nessuna avversità, circostanza o creatura potrà separarci da lui perché è un amore donato per grazia e non conseguito per merito o capacità.
don Antonio Sozzo – Fonte Edizioni San Paolo
