Il banchetto lucano
Durante il suo viaggio, Gesรน spesso fa unโevangelizzazione conviviale, domestica. Il genere del convito, del simposio, permette di collegare insegnamenti diversi o disparati. Per i greci il genere del symposion รจ raduno di gente dotta che, dopo aver cenato, si intrattiene in conversazioni e istruzioni. Luca organizza del materiale eterogeneo con unโunitร esterna ed interna.
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Per quanto concerne lโunitร interna, tutti gli episodi o narrazioni gravitano attorno a un banchetto. Lโunitร esterna, invece, รจ puramente redazionale, sempre imperniata sul banchetto. Luca collega le varie parti anche mediante una progressione cronologica artificiosa: i commensali entrano per mangiare (v. 1); scelgono i loro posti a tavola (v. 7); per un pranzo o una cena (v. 12.16). In tutto ciรฒ, Luca segue le norme dello stile greco classico.
Chi partecipa al banchetto
Nel Vangelo odierno (Lc 14,1.7-14), Gesรน non intende dare una lezione di galateo, ma nella prima parte (vv. 7-11), prendendo lo spunto dalle buone maniere della tavola, egli trae conclusioni concernenti il Regno di Dio: la partecipazione al banchetto dipende da un invito da parte di Dio, che invita coloro che riconoscono la loro umile condizione e il loro bisogno di salvezza, come afferma anche la Prima Lettura (Sir 3,19-21.30-31)
Il consiglio che poi Gesรน dร al padrone di casa (vv. 12-14) รจ rivoluzionario, contrario a tutti gli usi abituali. Luca enumera, come invitati, tutte le categorie di emarginati, che non potevano partecipare ad alcune cerimonie religiose del tempio e, a Qumram, non potevano far parte della comunitร religiosa (Lv 21,17-21; 1 Qsa 11,4-8): questo รจ il comportamento nuovo. Di fronte a Dio nessuno รจ emarginato, ma ciascuno รจ prossimo.
Ma per entrare in Paradiso, โal monte Sion, alla cittร del Dio vivente, alla Gerusalemme celeste e a migliaia di angeli, allโadunanza festosa e allโassemblea dei primogeniti i cui nomi sono scritti nei cieli, al Dio giudice di tutti e agli spiriti dei giusti resi perfetti, a Gesรน, mediatore dellโalleanza nuova, e al sangue purificatoreโ, di cui parla la Seconda Lettura (Eb 12,18-19.22-24), lโโesame di ammissioneโ verterร su di unโunica domanda: avremo dato da mangiare agli affamati, da bere agli assetati, casa agli immigrati, vestiti agli ignudi, cure agli ammalati, solidarietร ai carcerati (Mt 25,31-46)?
Scrive Giovanni Crisostomo: โIl padrone e artefice dellโuniverso dice: ยซHo avuto fame e non mi avete dato da mangiareยป (Mt 25,42)… Il tuo Signore รจ lร fuori, morente di fame, e tu ti abbandoni ai peccati di golaโฆ! Lui va in giro intirizzito di freddo, tu ti vesti di seta e non lo guardi neppure, nรฉ gli dimostri compassione, ma anzi tiri diritto spietatamente. Quale perdono puรฒ meritare una simile condotta?โ.
E Basilio: โCosa risponderai al Giudice, tu che rivesti i muri e non vesti gli uomini? Tu che orni i cavalli e respingi il fratello coperto con miseri stracci? Tu che lasci marcire il grano e non dai da mangiare allโaffamato? Tu che sotterri lโoro e non ti preoccupi di chi รจ strozzato dai debiti?โ.
Non solo Cristo si identifica nei poveri, ma essi saranno i giudici di tutti gli uomini: saranno loro che accoglieranno o no nel Regno. Gesรน lo sottolinea nella parabola dellโamministratore disonesto: โSo io cosa fare – pensa lโamministratore – perchรฉ, quando sarรฒ stato allontanato dallโamministrazione, ci sia qualcuno che mi accolga in casa suaโ (Lc 16,4): e la โcasaโ dei poveri della parabola, precisa poi Gesรน, sono proprio โle dimore eterneโ: โProcuratevi amici con la disonesta ricchezza, perchรฉ, quandโessa verrร a mancare, vi accolgano nelle dimore eterneโ (Lc 16,9).
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I cristiani, quando fanno festa, si circondano degli ultimi? Sono questi i loro migliori amici? E i loro banchetti eucaristici, le loro liturgie, sono frequentate dai poveri o dal solito giro di โgente beneโ? Eppure saranno i poveri i โportinaiโ del Paradiso…
Scriveva monsignor Tonino Bello: โNon ci si puรฒ permettere i paradigmi dellโopulenza, mentre i teleschermi ti rovinano la digestione, esibendoti sotto gli occhi i misteri dolorosi di tanti fratelli crocifissi. Le carte patinate delle riviste, che riproducono le icone viventi delle nuove tragedie del Calvario, si rivolgeranno un giorno contro di noi come documenti dโaccusa, se non avremo spartito con gli altri le nostre ricchezzeโ.
Il commento alle letture della domenica a cura di Carlo Miglietta, biblista; il suo sito รจ โBuona Bibbia a tuttiโ.
