Il male non viene da Dio
A un Dio che riteniamo Onnipotente e Onnisciente spesso tendiamo ad attribuire anche lโorigine del male.
Perchรฉ esiste il male? Se cโรจ un Dio che sia buono, perchรฉ lo permette? Perchรฉ Dio non lo elimina, se ci vuole bene? Perchรฉ la malattia, perchรฉ la sofferenza, perchรฉ la morte? Perchรฉ soprattutto il dolore del giusto, del bambino innocente? Che cosa ho fatto di male per meritarmi questi patimenti? E se Dio cโรจ, perchรฉ non mi guarisce, perchรฉ non ascolta le mie preghiere?
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La rivelazione di Dio al mondo altro non รจ che la risposta al grande interrogativo dellโuomo sul dolore e sulla morte. E la Bibbia ci articola vari aspetti di questa risposta, che tutti concorrono alla meditazione su questo angosciante problema, dalla cui soluzione dipende il senso dellโesistenza.
La teoria del dolore come frutto della colpa umana chiarisce anzitutto che Dio non รจ lโorigine del male, e che invece il dolore spesso deriva dallโumana cattiveria, per i risvolti sociali e cosmici che misteriosamente sempre trascendono anche ogni singolo atto. ร questa la proposta che parte dai libri del Pentateuco, continua nei Libri Storici e che ritroviamo poi in molti scritti neotestamentari, soprattutto paolini.
La teoria della creaturalitร ci ricorda che il dolore, la malattia, la morte fanno parte della finitudine umana: Dio, lโInfinito, volendo creare per amore un altro da sรฉ, ci ha creati finiti; ma egli โsoffreโ per questo, e da sempre progetta lโincarnazione del Figlio per sussumere fino in fondo lโumana finitudine e trascenderla nella sua vita divina. La Scrittura ci rivela che questo piano รจ certamente il migliore per noi, perchรฉ Dio รจ puro Amore. Il dolore, la malattia, la finitudine, non sono una punizione di Dio, ma fanno parte del mio essere creatura, imperfetta e mortale.
Ma soprattutto la Sacra Scrittura ci rivela che Dio non รจ impassibile al grido dellโuomo: Dio รจ Provvidenza, Amore tenero per tutte le sue creature. Pertanto la sua risposta allโuomo che soffre รจ scendere dai cieli e porsi accanto allโuomo, al suo letto di dolore, nella sua prigione, sul suo cumulo di cenere (Gb 42), persino nella sua tomba (1 Pt 3,19-20), per soffrire con lui, per condividerne il dolore e anche la morte.
La Croce di Gesรน รจ la salvezza
Il culto idolatrico raccontatoci nella Prima Lettura (Nm 21,4b-9) vedeva nel serpente di bronzo innalzato nel deserto la guarigione dai morsi dei serpenti. I Cristiani, sullโesegesi di Gesรน nel Vangelo odierno (Gv 3,13-17), vi vedono il simbolo della Santa Croce di Cristo, vera e unica salvezza. La grande risposta al perchรฉ del dolore รจ solo Gesรน Cristo, il Figlio incarnato: la Seconda Lettura proclama: โpur essendo nella condizione di Dio, non ritenne un privilegio essere come Dio, ma svuotรฒ se stesso assumendo una condizione di servo, diventando simile agli uominiโฆ; umiliรฒ se stesso facendosi obbediente fino alla morte e a una morte di croceโ (Fil 2,6-11). La sua Croce รจ il nuovo nome del dolore, il segno della risposta dโamore di Dio alla sofferenza umana. In essa sono assunti tutti i nostri tormenti, tutte le nostre angosce, le nostre ansie, i nostri terrori. E non solo i dolori dellโuomo, ma di tutta la creazione, che โgeme e soffre le doglie del parto fino ad oggiโ (Rm 8,22), e che รจ in โardente aspettativaโฆ, protesa verso la rivelazione dei figli di Dioโ (Rm 8,19).
โCristo non รจ venuto a giustificare lo scandalo del male inquadrandolo in un sistema di pensiero convincente. Egli รจ venuto a condividere il nostro limite, assumendolo in sรฉ. Ma, proprio perchรฉ egli รจ il Figlio di Dio, attraverso il dolore e la morte, ha lasciato in essi un seme di divinitร , di eternitร . Lโamore di Dio non ci protegge da ogni sofferenza ma ci sostiene in ogni sofferenzaโ (G. F. Ravasi).
Preso sulla sua Croce tutto il dolore dellโuniverso, Dio nella Resurrezione del Figlio lo distrugge per sempre, lo annienta, e compie cosรฌ il progetto della creazione e il piano dโamore di renderci addirittura suoi figli, partecipi della sua stessa vita divina. E questo non solo nellโescatologia, alla โfine dei tempiโ: ma giร nellโoggi storico Dio in Gesรน Cristo si pone accanto al sofferente, al morente, con la sua forza guaritrice e di salvezza integrale.
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Solo in โGesรน…, che รจ lโยซimmagineยป di Dio, da scandalo intollerabile qual รจ il male puรฒ trasformarsi in mistero, sia pure insondabile: il mistero di unโOnnipotenza che si presenta alle sue creature come schiavo crocifissoโ (V. Messori). Gesรน non distrugge la Croce: vi si sdraia sopra; e risorgendo diventa โsperanza della nostra gloriaโ (Col 1,27).
Dopo Gesรน Cristo, il grande mistero non รจ piรน il perchรฉ del dolore: lโimmenso, meraviglioso mistero, da contemplare in commossa adorazione, รจ come Dio abbia potuto amarci tanto da farsi uno di noi, da soffrire con noi, da morire con noi e per noi, per farci โfigli; e se siamo figli, siamo anche eredi: eredi di Dio, coeredi di Cristoโ (Rm 8,16-17)!
Il commento alle letture della domenica a cura di Carlo Miglietta, biblista; il suo sito รจ โBuona Bibbia a tuttiโ.
