Card. Angelo Comastri – Commento al Vangelo del 31 Agosto 2025

Domenica 31 Agosto 2025 - XXII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO - ANNO C
Commento al brano del Vangelo di: Lc 14,1.7-14

Data:

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Discutendo sulle strade non si accorciano le distanze

Commento al Vangelo a cura del Card. Angelo Comastri – Vicario Emerito di Sua Santitร  per la Cittร  del Vaticano – Arciprete Emerito della Basilica Papale di San Pietro.

Link al video

L’Orgoglio Non Innalza Nessuno

Il commento per la prossima domenica del card. Comastri esamina il concetto di orgoglio e umiltร  attraverso una lente cristiana, concentrandosi sugli insegnamenti di Gesรน. Sottolinea come l’orgoglio non eleva nessuno e spesso porti a conflitti e vanitร , come illustrato dagli invitati che cercano i primi posti a tavola.

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Al contrario, l’umiltร  รจ presentata come la via per la grandezza davanti a Dio, un principio esemplificato da figure come Santa Bernadette e da Gesรน stesso che esorta a farsi “il piรน piccolo” e a “servire”. Il testo argomenta che essere umili significa liberarsi dalla ricerca della stima umana, servire gli altri senza aspettarsi ricompense e riconoscere tutto come dono divino.

Viene evidenziata la bellezza del servizio disinteressato e la capacitร  dell’umiltร  di trasformare sia l’individuo che la comunitร , come dimostrato dal gesto di Paolo VI che baciรฒ i piedi al rappresentante del patriarca di Costantinopoli. In sintesi, il messaggio principale รจ che vincendo l’orgoglio si apre la strada all’incontro con Dio e con il prossimo.

Trascrizione del video

Sia lodato Gesรน Cristo. Ventiduesima domenica: “L’orgoglio non innalza nessuno.” Gesรน entra in casa di uno dei farisei per pranzare. Dio non respinge nessuno, Dio dialoga con tutti, Dio non si ferma dinanzi a nessun peccatore. Egli sa che si puรฒ risorgere da qualsiasi situazione. A pranzo, perรฒ, capita una scena di vanitร , una scena di borรฌa, di esibizione: tutti vogliono i primi posti.

Noi ci ridiamo perchรฉ questa scena รจ l’immagine della vita, anche della nostra vita. Quanti arrivismi, quante lotte per i primi posti, quante guerre e litigi causati dall’orgoglio! A parole tutti umili, tutti distaccati, ma prova a pestare un piede, prova a ferire un po’ di orgoglio e vedrai quante sorprese. Diceva l’Angia del Vasto: “Niente รจ piรน comune dell’orgoglio.” E De Luca ha aggiunto: “Sia superbi talvolta anche nel bene e piรน si รจ buoni, piรน รจ forte la tentazione della superbia.”

Gesรน allora mette prontamente in crisi questo atteggiamento per il nostro bene. Infatti, a che serve il primo posto quaggiรน? Quante borรฌe sono finite nel nulla! Imperi grandissimi sono tramontati, imperatori divinizzati ora sono dimenticati. Re e regine e personaggi di gran fama ora non interessano piรน nessuno. Che cosa conta allora? A questo vuole portarci Gesรน e la sua risposta รจ netta: perchรฉ conta รจ cercare il primo posto davanti a Dio.

Ma come, paradossalmente? Il primo posto davanti a Dio รจ proprio il rovescio del comportamento umano. Infatti, il piรน grande davanti a Dio รจ colui che si รจ fatto piรน piccolo. Se riuscissimo a capirlo! Ricordo l’impressione che provai la prima volta che visitai il Cachot di Lourdes. Quando la Madonna apparve a Bernadette Soubirous l’11 febbraio del 1858, Bernadette abitava con la sua famiglia in una cella di prigione abbandonata, chiamata “Cachot”, “catabuia”, si direbbe in italiano. Bernadette era davvero l’ultima di Lourdes eppure venne scelta dal cielo. รˆ la logica di Dio.

Gesรน un giorno dirร  agli apostoli, che erano in discussione per il primo posto, Gesรน disse: “I re delle nazioni le governano e coloro che hanno potere su di esse sono chiamati benefattori.” E invece spesso sono malfattori. “Voi perรฒ,” aggiunge Gesรน, “non fate cosรฌ, ma chi tra voi รจ piรน grande diventi come il piรน piccolo.” Ma veramente, eh? “E chi governa come colui che serve.”

Ma cosa significa farsi ultimi? Cosa significa farsi piccoli? Certamente non significa sotterrare i propri talenti, non significa fare il viso mesto, non significa fuggire dalle responsabilitร . Tutt’altro! Farsi umili significa liberarsi dall’ansia di ogni stima umana e avere la serena coscienza che ciascuno di noi vale tanto davanti a Dio. Nessun titolo, nessuna stima umana puรฒ aggiungere nulla, come nessun disprezzo o nessuna calunnia puรฒ toglierci nulla. L’umile, quindi, รจ sereno perchรฉ รจ libero.

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Papa Giovanni amava ripetere: “Se non mettessi il mio io sotto i piedi, non sarei mai un uomo libero.” E il curato d’Ars: “Ho ricevuto due lettere della stessa forza: in una si diceva che era un grande santo, nell’altra che era un ipocrita. La prima non mi aggiunge niente, la seconda non mi toglie niente. Davanti a Dio io sono quel che sono, sono nulla, nulla di piรน e mi aggrappo all’unico che conta, il Signore.”

Farci umili significa mettere il primo pensiero nel servire. รˆ grande chi serve, รจ grande chi dona, รจ grande chi si consuma, รจ grande chi entra nel mistero dell’amore. L’umile รจ un instancabile servitore del prossimo. L’umile sente che tutto รจ dono di Dio e si affretta a donare tutto, perchรฉ quel che non si dona si perde. L’esempio di Cristo รจ regola e legge dell’umile. Pertanto, farsi umile significa servire e donare senza attesa.

Ci ha detto Gesรน: “Quando offri un pranzo o una cena, non invitare i tuoi amici, nรฉ i tuoi fratelli, nรฉ i tuoi parenti, nรฉ i ricchi vicini, perchรฉ a loro volta non invitino te anch’essi e tu abbia il contraccambio. Al contrario, quando offri un banchetto, invita poveri, zoppi, storpi, ciechi e sarai beato, perchรฉ non hanno da ricambiarti. Riceverai, infatti, la tua ricompensa alla risurrezione dei giusti.”

Allora l’umile lavora, agisce, serve il prossimo, ma non aspetta ricompensa. Poter servire รจ giร  una ricompensa, anche se nessuno dice grazie, anche se nessuno applaude. Anzi, la mancanza di contraccambio permette di vivere la caratteristica dell’amore di Cristo: la gratuitร .

Se ciascuno di noi fosse umile, come cambierebbero le cose! Avremmo un mondo di gente felice, avremmo una Chiesa amabile e attraente. Qual รจ stato il momento piรน grande del pontificato di Paolo VI? รˆ stato il momento dell’umiltร . Il 14 dicembre 1975, nel decimo anniversario dell’abolizione delle scomuniche tra la Chiesa cattolica e la Chiesa ortodossa, Paolo VI si inginocchiรฒ e baciรฒ i piedi a Melitone, rappresentante del patriarca di Costantinopoli. Un momento che nessuno si aspettava, che rese amabile la Chiesa e rivelรฒ la sua piรน vera natura: servire.

Comprendiamo allora l’affermazione di Gilberto Chesterton, un grande convertito del secolo scorso. Egli disse: “Se nella mia vita io avessi una sola possibilitร  di predicare, io predicherei contro l’orgoglio.” Vinto l’orgoglio, la strada รจ aperta per l’incontro con Dio e per l’incontro con il prossimo. L’orgoglioso, infatti, รจ solo, mentre l’umile รจ amico di Dio e dei fratelli. Cerchiamo di esserlo anche noi, almeno sforziamoci di esserlo. Sia lodato Gesรน Cristo.

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