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Card. Angelo Comastri – Commento al Vangelo del 23 Novembre 2025

Schieriamoci dalla parte del potere della bontà e dell’umiltà

Commento al Vangelo a cura del Card. Angelo Comastri – Vicario Emerito di Sua Santità per la Città del Vaticano – Arciprete Emerito della Basilica Papale di San Pietro.

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Il Card. Angelo Comastri si concentra sul concetto di vero potere in contrasto con le potenze terrene, corrotte e destinate a finire. L’argomento principale è che il potere vincente non risiede nell’orgoglio o nell’egoismo, ma nella bontà e nell’umiltà, che sono la forza di Dio.

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Il Cardinale Comastri spiega, attraverso esempi biblici come il rifiuto di Gesù dell’entusiasmo popolare dopo i miracoli e il suo dialogo con Pilato, che il regno di Cristo non è di questo mondo, sottolineando come le fortune degli empi trionfanti svaniscano rapidamente come l’erba.

La vittoria del bene, sebbene non immediata, è garantita dalla fede e si manifesta pienamente nel momento della Crocifissione, dove il perdono e l’amore dimostrano la supremazia della carità sulla cattiveria umana. La conclusione esorta a schierarsi con il potere della bontà, che è il potere eterno e vincente di Dio.

Trascrizione del video

34ª domenica, ultima domenica dell’anno liturgico: Gesù Cristo Re dell’Universo. L’argomento è questo: schieriamoci dalla parte del vero potere, dalla parte del potere della bontà e dell’umiltà, perché il potere è vincente.

La festa di Cristo Re ci permette di chiarire qual è il vero potere di Dio, qual è la qualità della sua onnipotenza e pertanto ci permette di capire per quali vie Dio si muove per rinnovare e salvare il mondo.

Osserviamo un fatto decisivo: quando Gesù viene applaudito dalla gente dopo il miracolo della moltiplicazione dei pani e dei pesci, Gesù non cavalca l’entusiasmo popolare ma si allontana amareggiato. Perché? Perché la gente era entusiasta solo per il vantaggio materiale, ma non aveva minimamente aperto il cuore al vero miracolo, il miracolo che Dio vuole, cioè il miracolo del distacco decisivo dall’orgoglio e dall’egoismo, il miracolo della conversione alla bontà che ci avvicina a Dio e ci rende quindi felici. Questa è la cosa che più sta a cuore a Dio.

Notate ancora, quando Gesù si trova nelle mani del potere di questo mondo, cioè davanti a Pilato, Gesù apertamente afferma: “Io sono re, ma il mio regno non è di questo mondo”. Affermazione decisa. Gesù sottolinea che c’è un altro mondo. La storia non finisce quaggiù, mettiamocelo bene in testa, non finisce quaggiù.

Non solo, con queste parole pronunciate quando Gesù sembrava senza potere, egli prende le distanze dal potere di questo mondo perché è malato di orgoglio ed è attraversato da continua corruzione e pertanto è destinato a finire. Sì, è destinato a finire. È solo questione di tempo.

Il Salmo 37 dice chiaramente qual è il pensiero di Dio. Ascoltiamolo attentamente. Dice il Signore: “Non adirarti contro l’empio, non invidiare i malfattori. Come fieno presto appassiranno, cadranno come l’erba del prato. Come fieno presto appassiranno”. E aggiunge con divina sicurezza: “Ho visto l’empio trionfante (quante volte se ne vedono in giro anche oggi), ho visto l’empio trionfante ergersi come un cedro rigoglioso. Sono passato e più non c’era, l’ho cercato e non l’ho più trovato”.

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Se ci pensate bene, in questi ultimi decenni anche noi abbiamo assistito alla caduta di tante persone che sembravano cedri rigogliosi e orgogliosi. Oggi non ci sono più, sono soltanto un ricordo coperto di polvere e di ignominia. Potrei fare i nomi, ma siete intelligenti, lo capite.

Vale la pena anche ricordare le parole del Salmo 49: “Se un uomo arricchisce, non temere, non temere se aumenta la gloria nella sua casa, non invidiarla. Quando muore con sé non porta nulla, né scende con lui la sua gloria”. Cos’è che resta allora? Cos’è che resta?.

Gesù ci ricorda che c’è un altro potere, ed è il potere che è il sostegno di Dio. Pertanto è il potere vincente. E qual è? È il potere della bontà, è il potere della persona limpida e pura, è il potere della persona mita e misericordiosa, è il potere della carità fin al sacrificio. Questo è il potere di Dio, questa è la forza di Dio e pertanto è il potere vincente. Non appare subito la vittoria del bene, ma noi abbiamo la certezza di fede che questo è il potere che uscirà vincente nella battaglia della storia.

Abbiamo la garanzia della Parola di Dio e la Parola di Dio nessuno potrà mai smentirla. Dove possiamo incontrare questo potere vincente? Come possiamo incrociare la strada dell’onnipotente bontà di Dio?. Soltanto aprendo il cuore a Gesù, perché Gesù, Figlio di Dio fatto uomo, è venuto a collocare questo potere, il potere della bontà, dentro questo mondo che poggia sul falso potere del denaro, dell’arroganza, della menzogna.

E quando Gesù ha compiuto questa coraggiosa operazione, questa inaudita semina nel campo indurito del mondo?. Quando ha fatto questo? Esattamente nel momento in cui veniva aggredito dal falso potere dell’orgoglio, dal falso potere della cattiveria, dal falso potere dell’odio violento e demolitore: è il momento della croce. In quel momento Gesù ha spaccato il muro della nostra cattiveria e ha seminato quaggiù la giovinezza perenne di Dio, ha seminato l’amore che salva il mondo.

Per questo motivo noi cristiani teniamo sempre fisso lo sguardo su Gesù crocifisso. Rivisitiamo brevemente quel momento drammatico e stupendo che dovremmo avere sempre davanti ai nostri occhi. Sul Calvario si scatena tutta la furia della cattiveria umana, si scatena contro Gesù, contro Dio, contro la bontà di Dio. Ma come vince Dio? Dicendo così: “Padre, perdonali perché non sanno quello che fanno”.

Mentre è sulla croce, Gesù sente un gemito di pentimento in uno dei due ladroni crocifissi accanto a lui e subito la potenza dell’amore ribalta la situazione e getta un raggio di speranza. Gesù dice al ladrone pentito: “In verità ti dico, tu oggi sarai con me in paradiso”. È la prima vittoria del crocifisso che si ripete tantissime volte nella storia di coloro che credono in lui e lo sostengono. Documentatevi e vedrete quante volte il perdono ha vinto la forza apparente dell’odio e della cattiveria.

Sempre sul Calvario, mentre Gesù sembra privato di tutto, con un gesto davvero signore regala all’umanità il bene più caro che gli restava: regala alla sua madre. La regala affinché ci guidi nella via della fede e della conversione alla potenza del perdono, alla potenza della carità, alla potenza della bontà.

Per questo San Francesco d’Assisi, nell’ultimo periodo della sua vita, non si stancava di ripetere: “Non voglio altro, non desidero altro: conosco Cristo povero crocifisso”. Questo è tutto. Aveva capito perfettamente la lezione del Vangelo e pertanto è stato un vincitore. Chi è, chi è più vincitore di Francesco d’Assisi?.

Decidiamoci anche noi a rifiutare il potere perdente dell’orgoglio, il potere perdente dell’egoismo, e schieriamoci, schieriamoci dalla parte del potere della bontà e dell’umiltà. È il potere vincente perché è il potere di Dio. Dio sta da questa parte e questo è il tempo per fare la scelta che avrà conseguenze nell’eternità. E ogni giorno noi abbiamo occasioni per affrontare le cattiverie quotidiane con la risposta della bontà. Non dimentichiamolo mai e soprattutto non perdiamo le occasioni per schierarci dalla parte della bontà che è la parte di Dio.

Sia lodato Gesù Cristo.