Arcidiocesi di Pisa – Commento al Vangelo del 9 giugno 2026

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Gesù qui parla dell’identità e della missione dei discepoli. Siamo il sale della terra—il sale è elemento prezioso, conservante, che dà sapore. Ma il sale ha senso solo se rimane salato. Se perde la sua funzione, non serve a nulla.

Questo è un invito profondo all’autenticità: il discepolo che tradisce la sua vocazione, che sceglie la comodità della mediocrità spirituale, diventa inutile. Poi Gesù parla della luce. Non ci chiama a nasconderci, a praticare una fede privata e muta. La luce deve risplendere, deve illuminare le tenebre. E qui sta il paradosso bellissimo: la nostra luce non è nostra, viene dal Padre.

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Le nostre opere buone non hanno scopo se non quello di glorificare Dio. Non siamo chiamati alla notorietà per vanità, ma al testimonianza perché altri vedano e vengano trascinati verso il Creatore. Essere sale e luce significa vivere in modo visibile una fede autentica, mostrare con la vita che il Vangelo è vero, che trasforma, che è una buona novella. Non è facile, soprattutto quando il mondo mette pressione per conformarsi ai suoi valori. Ma Gesù ci chiama a essere diversi, a brillare della sua luce.

Per Riflettere

Come brillo nel mio ambiente? Le mie azioni conducono gli altri verso Dio o li confondono? Dove sto mancando di autenticità?

Leggi la preghiera del giorno

FONTE: Ascolta e Medita – Centro Pastorale per l’Evangelizzazione e la Catechesi