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Arcidiocesi di Pisa – Commento al Vangelo del 8 settembre 2026

La genealogia di Gesù è un testo che a prima vista sembra una lista arida di nomi. Eppure, a leggerla con attenzione, si scopre che è uno specchio fedele della storia umana: ci sono patriarchi e re, ma anche adulteri, stranieri, donne dal passato complesso. Matteo le cita esplicitamente, come a voler dire: Dio non lavora con materiali perfetti. La storia della salvezza passa attraverso l’imperfezione degli uomini e delle donne.

Giuseppe è l’uomo al centro del brano. Lo descrive una sola parola: era giusto. Non nel senso di rigido osservante, ma di chi cerca sinceramente la volontà di Dio anche quando si trova di fronte ad una situazione che proprio non riesce umanamente a comprendere. Di fronte all’incomprensibile, la sua prima reazione è la discrezione, non l’accusa pubblica, non la vendetta.

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Sarà l’angelo in sogno a suggerire a Giuseppe di non “credere ai suoi occhi” e andare oltre l’evidenza. Di fidarsi dell’impossibile e “non temere di prendere con sè Maria, perché il bambino che è generato in lei viene dallo Spirito Santo”.

«Ella darà alla luce un figlio e tu lo chiamerai Gesù: egli salverà il suo popolo dai suoi peccati». Il nome aggiuntivo—Emmanuele, Dio con noi—è la promessa che attraversa tutta la Scrittura e trova qui il suo compimento: Dio non osserva da lontano. Viene. Si fa carne. Abita in mezzo noi.

Per Riflettere

Pregare per avere la voglia di seguire la volontà di Dio, per conoscere la volontà di Dio e, una volta conosciuta, per andare avanti con la volontà di Dio. (Papa Francesco)

Leggi la preghiera del giorno

FONTE: Ascolta e Medita – Centro Pastorale per l’Evangelizzazione e la Catechesi