- Pubblicità -

Arcidiocesi di Pisa – Commento al Vangelo del 8 ottobre 2026

Questo Vangelo è allo stesso tempo molto bello e “crudelmente illusorio”; sembra ci suggerisca che qualunque cosa vogliamo basta chiedere per averla; però sappiamo che non è così.

Chiunque leggendo avrà pensato ad un momento difficile della sua vita (una malattia, una perdita importante…) in cui avrà chiesto “un miracolo”, di non dover bere quel calice amaro, eppure non si è risolto nulla. E allora cosa vuole dirci Gesù in questo passo?

- Pubblicità -

Mi viene in mente la domanda che Gesù fece al dottore della Legge: “Tu come la leggi?”. Credo che la chiave di lettura sia nella frase “Almeno per la sua invadenza si alzerà a dargliene quanti gliene occorrono”. Mantenere viva la preghiera e quindi il rapporto con Lui ci garantisce che sicuramente sarà sempre presente e pronto a darci quello di cui abbiamo bisogno, ad esempio forza e sostegno nelle prove della nostra vicenda umana.

Bussare ripetutamente, l’insistenza a cui Gesù ci chiama, non serve infatti a convincere Dio a soddisfare le nostre esigenze, ma a tenerci legati a Lui e a ricordarci della sua Presenza invisibile.

Per Riflettere

“E tu come la leggi?”: siamo chiamati a vivere una Fede matura, che sa stare davanti al mistero del silenzio di Dio senza mai smettere di bussare, certi che il dono più grande che possiamo ricevere è quello intangibilmente invisibile dello Spirito Santo.707:00

Leggi la preghiera del giorno

FONTE: Ascolta e Medita – Centro Pastorale per l’Evangelizzazione e la Catechesi