Nel consueto incipit, “In quel tempo”, questa volta c’è l’ultima cena che si è appena conclusa. Siamo quindi in un momento di particolare solennità, nel quale Gesù prende commiato dai discepoli, lasciando una sintesi dei suoi insegnamenti.
Parla ai discepoli come un padre in punto di morte davanti ai figli, che dice, un po’ a loro e un po’ anche a sé stesso: quanto vi ho voluto bene! E Gesù vuol dare anche la misura del suo amore per i discepoli, ma non c’è numero che basti; l’unica misura è “come il Padre ha amato me”.
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Poi la raccomandazione che riecheggia più volte in tutti questi versetti: “Rimanete nel mio amore”. Semplice, ma, in prima lettura, anche un po’ strana. Perché il verbo rimanere si appoggia su un complemento di stato in luogo, e l’amore mica è un luogo. Vero, ma questa piccola, deliberata forzatura sintattica ci induce a pensare l’amore di Gesù proprio come un luogo.
Allora ne percepiamo tutta la certezza, la concretezza, la fermezza, proprie di un luogo materiale. Un luogo nel quale possiamo rimanere, ma che continua ad esserci anche se ce ne allontaniamo. Un luogo al quale si può ritornare, perché è sempre lì, come una casa! Un luogo che esiste indipendentemente da tutto. Come rimanere, allora, in un luogo così accogliente, così sicuro? Osservando “i miei comandamenti”, dice Gesù.
E, per essere esplicito fino in fondo, al versetto che sta appena dopo il brano evangelico di oggi, ricorda: “Questo è il mio comandamento: che vi amiate gli uni gli altri, come io vi ho amati” (Gv 15, 12). In altre parole, Gesù ci invita ad essere anche noi, come il Padre e come Lui, luogo d’amore. Perché questo ci fa essere anche luogo di gioia. Gioia per noi e per tutti gli altri.
Per Riflettere
In definitiva Gesù ci chiede di rimanere nel suo amore, abitare nel suo amore, non nelle nostre idee, non nel culto di noi stessi. Chi abita nel culto di sé stesso abita nello specchio: sempre a guardarsi. Ci chiede di uscire dalla pretesa di controllare e gestire gli altri. Non controllare, servirli. Aprire il cuore agli altri, questo è amore, e donarci agli altri. (Papa Francesco, Regina Coeli, 9 maggio 2021)
FONTE: Ascolta e Medita – Centro Pastorale per l’Evangelizzazione e la Catechesi
