- Pubblicità -

Arcidiocesi di Pisa – Commento al Vangelo del 7 Agosto 2025

In questo episodio Gesù interroga i suoi discepoli, potremmo dire che Gesù stesso si fa domanda. La prima domanda è indiretta e generica su chi la gente dice che sia il Figlio dell’uomo; dunque, non interpella personalmente e non coinvolge più di tanto i suoi discepoli.

La seconda domanda invece è rivolta proprio a loro e li mette direttamente in discussione: “Ma voi, chi dite che io sia?”. Voi che avete scelto di seguirmi, che avete vissuto con me, che avete ascoltato le mie parole… voi, chi dite che io sia? Chi sono per la vostra esistenza?

- Pubblicità -

Spostandoci su un altro piano, la domanda è rivolta a ciascuno di noi, si fa personale e stringente. Allo stesso tempo, il carattere interpellante di Gesù è vitale e sorprendente. Invita, prima di tutto, noi credenti a metterci in gioco, a non adagiarci e a vivere una fede in relazione con Lui.

Dopo i tentativi di riposta alla prima domanda, è Pietro che risponde all’interpello diretto ai discepoli in modo netto e deciso: “Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente!”. Pietro riconosce in Gesù colui che rende vivente Dio nella sua esistenza, che si è fatto uomo, che ama e che dona la vita.

Gesù approva la risposta di Pietro dicendogli “Beato te!”, e gli affida la missione di edificare la sua Chiesa. Pietro, in effetti, coglie l’essenza della fede dalla conoscenza che viene da Dio: Gesù è la realizzazione piena del regno di Dio ed è amico fedele, compagno di viaggio che dà fiducia.

Per riflettere

Chi è Gesù per me? Quale posizione ha nella mia vita?

FONTE: Ascolta e Medita – Centro Pastorale per l’Evangelizzazione e la Catechesi