Cosa c’è di veramente diabolico nella nostra vita? Il pensare e quindi agire, con la mentalità mondana. Quella che è l’opposto del pensiero e dell’agire di Dio.
La mentalità mondana rifugge la sofferenza, il dovere, il dolore… E punta tutto sul benessere, divertimento, potere, successo. La mentalità mondana esorcizza tutto ciò che è fragile e debole: morire senza soffrire, essere eternamente giovani, rompere legami affettivi indeboliti, escludere tutto ciò che non è produttivo, ecc.
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Questa mentalità non è da Dio che la pensa esattamente all’opposto: esalta ogni debolezza e fragilità, rinsalda ciò che è rotto, dà vita ovunque e sempre.
È facile per noi cristiani del XXI secolo essere abitato da questa mentalità, come lo erano i discepoli.
Pietro ,sebbene avesse riconosciuto in Cristo il Figlio del Dio vivente, non è esente da questa mentalità tanto che rimprovera Gesù che parla della sua morte e resurrezione. Pur non capendo cosa volesse dire resurrezione…eppure non ci sta. Il Messia non può fallire! Altrimenti che Messia è?
Il fallimento invece fa parte del percorso di vita cristiano. E se non c’è questo non c’è resurrezione. La conversione è la storia del fallimento del nostro egoismo, vanagloria, ambizione, orgoglio. Senza questo fallimento non “viviamo davvero”.
Quando bla mentalità del mondo ci appartiene? Cosa mi scandalizza della sofferenza, del limite, della fragilità? Eppure proprio lì ha trovato posto l’incarnazione del Figlio di Dio.
Rifletto oggi su questa verità di fede.
Sr Palmarita Guida
A cura di Sr Palmarita Guida della Fraternità Vincenziana Tiberiade
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