Nell’inviare i settantadue discepoli, Gesรน dร loro istruzioni precise, che esprimono le caratteristiche della missione. La prima: pregate; la seconda: andate; e poi: non portate borsa nรฉ saccaโฆ; dite: โPace a questa casaโโฆ restate in quella casaโฆ Non passate da una casa all’altra; guarite i malati e dite loro: โร vicino a voi il Regno di Dioโ; e, se non vi accolgono, uscite sulle piazze e congedatevi (cfr. vv. 2–10).
Questi imperativi mostrano che la missione si basa sulla preghiera; che รจ itinerante: non รจ ferma, รจ itinerante; che richiede distacco e povertร ; che porta pace e guarigione, segni della vicinanza del Regno di Dio; che non รจ proselitismo ma annuncio e testimonianza; e che richiede anche la franchezza e la libertร evangelica di andarsene evidenziando la responsabilitร di aver respinto il messaggio della salvezza, ma senza condanne e maledizioni.
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Se vissuta in questi termini, la missione della Chiesa sarร caratterizzata dalla gioia. E come finisce questo passo? ยซI settantadue tornarono pieni di gioiaยป (v. 17). Non si tratta di una gioia effimera, che scaturisce dal successo della missione; al contrario, รจ una gioia radicata nella promessa cheโdice Gesรนโยซi vostri nomi sono scritti nei cieliยป (v. 20). Con questa espressione Egli intende la gioia interiore, la gioia indistruttibile che nasce dalla consapevolezza di essere chiamati da Dio a seguire il suo Figlio.
Cioรจ la gioia di essere suoi discepoli. Oggi, per esempio, ognuno di noi, qui in Piazza, puรฒ pensare al nome che ha ricevuto nel giorno del Battesimo: quel nome รจ โscritto nei cieliโ, nel cuore di Dio Padre. Ed รจ la gioia di questo dono che fa di ogni discepolo un missionario, uno che cammina in compagnia del Signore Gesรน, che impara da Lui a spendersi senza riserve per gli altri, libero da sรฉ stesso e dai propri averi. (Papa Francesco, Angelus in piazza San Pietro, 7 luglio 2019)
Per riflettere
Penso a quando nella mia vita ho incontrato donne e uomini di pace. In quale occasione mi sono sentita mandata dal Signore per la pace? Penso ad una situazione del mio presente in cui posso decidere di essere uomo o donna di pace, anche senza trovare riconoscimento.
FONTE: Ascolta e Medita – Centro Pastorale per lโEvangelizzazione e la Catechesi
