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Arcidiocesi di Pisa – Commento al Vangelo del 6 Agosto 2024

Gesù ha appena finito di parlare della sua morte e risurrezione, della necessità del cammino della croce per chi vuole essere suo discepolo.

Molte volte era entrato in conflitto con le autorità religiose e civili del suo tempo. Sapeva che prima o poi lo avrebbero catturato. Ma non retrocede: all’orizzonte la croce non appare come una possibilità, ma come una certezza. E con la croce la tentazione di seguire il cammino del Messia Glorioso e non quello del Servo Sofferente. In quest’ora difficile, Gesù sale sulla montagna per pregare, non per manifestarsi ai suoi discepoli. Ha con sé Pietro, Giacomo e Giovanni. Nella preghiera trova la forza per non perdere il cammino della sua missione.

La Trasfigurazione continua ad essere un aiuto per superare le crisi che la sofferenza produce oggi anche a noi. I discepoli assonnati sono lo specchio di tutti noi. La voce del Padre è diretta a loro, come a noi: “Questi è il mio Figlio, il mio eletto, ascoltatelo!”.

Ci sono dei momenti nella vita quando la sofferenza è così grande che arriviamo a pensare: Dio mi ha abbandonato! E d’un tratto scopriamo che Lui non si era mai allontanato, ma eravamo noi ad avere gli occhi bendati e non ci accorgevamo della sua presenza. Allora tutto cambia e si trasfigura. È la Trasfigurazione! Capita tutti i giorni nella nostra vita.

Per riflettere

“Questi è il mio Figlio, l’amato; ascoltatelo”: per stare vicini a Gesù non è necessario costruire delle capanne, ma ascoltarlo, vivere secondo la sua parola.

FONTE: Ascolta e Medita – Centro Pastorale per l’Evangelizzazione e la Catechesi