Filippo portò Natanaele da Gesù (Gv 1, 45–46).
Natanaele aveva esclamato: “Da Nazaret può venire qualcosa di buono?”. Natanaele era di Cana, che si trova vicino a Nazaret. Vedendo Natanaele, Gesù dice: “Ecco un israelita autentico, senza falsità!”. Ed afferma che lo conosceva già quando era sotto il fico. Come mai Natanaele poteva essere un “israelita autentico” se non accettava Gesù messia? Natanaele “stava sotto il fico”.
Il fico era il simbolo di Israele (cf. Mi 4, 4; Zc 3, 10; 1Rs 5, 5). “Stare sotto il fico” era lo stesso che essere fedeli al progetto del Dio di Israele. Israelita autentico è colui che sa disfarsi delle sue proprie idee quando percepisce che queste sono in disaccordo con il progetto di Dio. L’israelita che non è disposto a conversare non è né autentico né onesto. Natanaele è autentico.
Sperava il messia secondo l’insegnamento ufficiale dell’epoca, secondo cui il Messia veniva da Betlemme nella Giudea. Il Messia non poteva venire da Nazaret in Galilea (Gv 7, 41–42.52). Per questo Natanaele resiste ad accettare Gesù messia.
Ma l’incontro con Gesù lo aiuta a rendersi conto che il progetto di Dio non è sempre come la persona se lo immagina o desidera che sia. Natanaele riconosce il proprio inganno, cambia idea, accetta Gesù messia e confessa: “Maestro, tu sei il figlio di Dio, tu sei il re di Israele!”. (da www.qumran2.net, a cura dei Carmelitani)
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Per Riflettere
Filippo che dice “vieni e vedi” non si ferma ad argomentare con Natanaele, ma propone di confrontarsi direttamente con ciò che a Natanaele “non torna”. Quanto sono disposto ad accogliere un Dio diverso da come me lo immagino?
FONTE: Ascolta e Medita – Centro Pastorale per l’Evangelizzazione e la Catechesi
