Il brano di oggi ci mostra come avviene la sequela di Gesรน. Il Battista, colui che รจ stato inviato ad annunciare Cristo, indica la via verso il Signore. Suscita la curiositร dei discepoli, che si avvicinano a Gesรน.
Egli intuisce il loro desiderio, ma non si rivolge subito a loro dando insegnamenti. Piuttosto, entra in relazione e fa un invito concreto, a muoversi, a fare un’esperienza personale. Il cammino di fede a cui ci invita Gesรน nasce da una domanda del cuore (โChe cosa cercate?โ) e si sviluppa non tanto sulla base di concetti ideologici e intangibili, ma tramite l’incontro, l’esperienza, l’uscire da sรฉ e il seguire concretamente Cristo.
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Una una volta fatta tale esperienza, una volta โvistoโ dove โdimoraโ Gesรน, non si puรฒ che fare come i discepoli, ossia decidere di rimanere con lui. Il brano potrebbe concludersi cosรฌ, e sarebbe una bella immagine dell’amore per Dio. Eppure nel versetto finale รจ contenuto l’esito inevitabile del cammino di fede.
Una volta fatta esperienza dell’amore e dimorato in esso, siamo chiamati a uscire e raccontare ad altri del nostro incontro, invitare chi incontriamo a fare parte della famiglia cristiana che vuole abbracciare tutta l’umanitร .
Dopo la โvocazioneโ di Andrea a Simone, che prende le mosse da una loro curiositร /ricerca nei confronti di Gesรน, questa volta รจ Gesรน che prende l’iniziativa e โincontrandoโ Filippo, che passava di lรฌ per caso, lo invita risolutamente a seguirlo. Filippo obbedisce senza fare una piega, poi perรฒ incontra Natanaele e fa un po’ quello che aveva fatto il Battista nei confronti di Andrea e Simone, gli parla di Gesรน. Ma sbaglia l’approccio, perchรฉ parla delle origini di Gesรน, provocando in Natanaele un moto di scetticismo sulla possibilitร che un luogo modesto come Nazareth possa aver dato i natali al Messia. Nasce qui una scena simile a quella che leggeremo al cap. 20, quando Tommaso rifiuta di credere alla resurrezione di Gesรน.
โVieni e vediโ dice Filippo a Natanaele, inconsapevole del fatto che Gesรน stesso, poco prima, aveva usato esattamente le stesse parole con Andrea e Simone. Mentre i due si avvicinano a Gesรน, quest’ultimo coglie Natanaele di sorpresa, elogiando la franchezza che lo ha spinto ad esternare i suoi dubbi su quanto Filippo gli andava dicendo. Natanaele interdetto chiede a Gesรน spiegazioni e Gesรน gli risponde che lo aveva visto โsotto l’albero di fichiโ fin da prima che Filippo lo chiamasse. Ora sembra che l’espressione โstare sotto un albero di ficoโ per gli israeliti significasse dimorare in una pace interiore ed esteriore, condurre una vita senza nemici nรฉ esterni e nรฉ interni. Una pace da considerarsi un vero dono di Dio, un frutto dell’alleanza osservata, del patto vissuto, del comandamento messo in pratica. Natanaele, infatti, si pensa fosse uno studioso della Scrittura. La Scrittura era per lui il suo fico, la sua sicurezza, la sua pace. Non desiderava altro, altro non chiedeva.
L’incontro quotidiano con la scrittura, Parola di Dio parlata con un linguaggio comprensibile agli uomini, attraverso cui Dio stesso nel suo immenso Amore parla a noi come ad amici, ci apre nello Spirito Santo all’incontro col Padre rendendoci cosรฌ partecipi della sua stessa divina natura.
FONTE: Ascolta e Medita – Centro Pastorale per lโEvangelizzazione e la Catechesi
I commenti sonoย curati da Marta e Enrico Puglisi



