Arcidiocesi di Pisa – Commento al Vangelo del 5 Gennaio 2021

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Medita

L’autore che ci racconta questa storia รจ lo stesso che ci ha stupefatto all’inizio con la visione del Verbo: siamo ancora nel primo capitolo di Giovanni, ma qui la storia รจ molto umana.
Filippo era della stessa cittadina di Pietro e Andrea: evidentemente si era saputo della loro adesione al nuovo maestro, forse ne avevano parlato a Filippo stesso. Ed ecco il contagio: Gesรน passa, chiama Filippo e lui molla tutto e lo segue. Evidentemente i primi due, che hanno visto dove il maestro dimora e sono rimasti con lui, hanno contagiato Filippo, gli hanno messo curiositร , anche una certa fretta di vedere Gesรน.

Il contagio prosegue: Filippo a sua volta non sta nella pelle, appena incontra Natanaele lo investe di parole, infila in mezza riga sei informazioni importanti (Mosรจ, la Legge, i Profeti, Gesรน, Giuseppe, Nazaret), lo trascina.
Natanaele ha una perfetta risposta razionale: secondo le Scritture, dalla Galilea non puรฒ venire nessun profeta, quindi l’amico รจ stato troppo precipitoso, ingenuo, forse ha dato retta ad un impostore. Grande contromossa di Filippo: non discutiamo, vieni a vedere. Ed ecco uno spettacolare cambio di prospettiva: lo scetticismo di Natanaele, il puntiglioso custode della tradizione, crolla quando incontra di persona il maestro, quando ha una relazione con lui. Natanaele se ne esce con una confessione di fede (โ€œTu sei il Figlio di Dioโ€), che รจ addirittura la seconda confessione cristologica dopo quella di Giovanni Battista (โ€œEcco l’Agnello di Dioโ€). Prosegue con una espressione eccessiva, un moto del cuore esagerato: โ€œTu sei il Re d’Israele!โ€. Gesรน non manca di rispondere in modo ironico.

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Per riflettere

Se abbiamo ricevuto, come Giovanni ci ha detto, โ€œgrazia su graziaโ€, dovremmo avere familiaritร  con la dinamica di contagio che viene qui descritta. Simone e Andrea che parlano con Filippo, Filippo che parla con Natanaele.
A volte il contagio si trasmette con la parola, con l’annuncio esplicito del Vangelo, a volte con il silenzio delle opere. Ma noi siamo contagiosi?

Preghiera finale

Signore nostro Dio!
Quando la paura ci prende
non lasciarci disperare!
Quando siamo delusi,
non lasciarci diventare amari!
Quando siamo caduti,
non lasciarci a terra!
Quando non comprendiamo piรน niente
e siamo allo stremo delle forze,
non lasciarci perire!
No!, facci sentire
la tua presenza e il tuo amore
che hai promesso ai cuori umili e spezzati
che hanno timore della tua parola.
(Karl Barth)


AUTORE: Consiglio Diocesano di Azione Cattolica di Pisa, Beatrice Granaroli
FONTE: Ascolta e Medita – Centro Pastorale per lโ€™Evangelizzazione e la Catechesi

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