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Arcidiocesi di Pisa – Commento al Vangelo del 4 settembre 2026

I farisei faticano proprio a capire Gesù. Non perché siano intrinsecamente cattivi, anzi sono persone devote che si sforzano davvero di onorare Dio. Ma è proprio qui il problema: hanno costruito un sistema di osservanze così preciso e sistematico da non lasciare più spazio alla sorpresa, alla novità.

L’accusa che muovono a Gesù e ai suoi discepoli ha in sé una nostalgia: si rimpiange un’austerità perduta. Gesù risponde loro con un’immagine, quella degli invitati a nozze. Lo sposo è adesso presente, verrà il momento del dolore e del digiuno. La gioia è la risposta giusta alla presenza dello Sposo, di Dio.

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Poi Gesù prosegue con altre due immagini: la pezza nuova sull’abito vecchio, il vino nuovo negli otri vecchi. Cosa sta provando a dirci metaforicamente? Che la novità del Vangelo non si lascia imbrigliare in forme “vecchie”. Non è possibile accogliere Gesù senza lasciarsi un po’ “rompere” nei modi di pensare, di pregare e di giudicare che credevamo ben definiti e immatubili.

La domanda che questo Vangelo ci lascia è scomoda: siamo ancora capaci di meravigliarci? O ci siamo abituati alla fede fino al punto da non attenderci più nulla di nuovo da Dio?

Per Riflettere

Dove nella mia vita di fede si è insinuata la routine? Cosa impedirebbe al “vino nuovo” di trovare posto in me?

Leggi la preghiera del giorno

FONTE: Ascolta e Medita – Centro Pastorale per l’Evangelizzazione e la Catechesi