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Arcidiocesi di Pisa – Commento al Vangelo del 30 novembre 2025

Nel Vangelo di oggi Gesù ci dice che la venuta del Signore sarà improvvisa, come ai giorni di Noè. Il rischio è quello di vivere “distratti”, poiché immersi nel quotidiano, senza accorgerci di ciò che veramente conta.

Papa Francesco ci ammonisce: “Dio è sempre il Signore delle sorprese, che ci chiama a uscire dalle nostre sicurezze e ad attenderlo con cuore aperto” (Angelus del primo dicembre 2019).

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La vigilanza non deve essere paura, ma amore attento, ovvero vivere ogni momento come dono, pronti a riconoscere Cristo in chi incontriamo per poter veramente comprendere che “vegliare significa seguire la via della verità, della giustizia e dell’amore; significa accogliere la volontà di Dio ogni giorno” (Benedetto XVI, omelia del 27 novembre 2011).

Il Vangelo ci invita a non rimandare la conversione, poiché non sappiamo l’ora, ma sappiamo che ci è stato annunciato che Lui verrà. Essere pronti non è questione di calcolare tempi, ma di tenere ciascuno sempre la propria lampada accesa, ovvero avere un cuore vigilante, mani operose, sguardo rivolto al Regno. Così, quando il Signore busserà, non sarà uno sconosciuto, ma l’Amico atteso.

Per Riflettere

Questo passo del Vangelo ci richiama a vigilare: il Signore verrà quando meno ce lo aspettiamo. Chi vive con cuore desto e mani operose, senza farsi distrarre dall’ordinario, lo accoglierà come l’Amico atteso, trasformando l’attesa in incontro di gioia.

FONTE: Ascolta e Medita – Centro Pastorale per l’Evangelizzazione e la Catechesi