Arcidiocesi di Pisa – Commento al Vangelo del 30 marzo 2026

- Pubblicità -

In modo preciso Giovanni narra i sei giorni prima della Pasqua. Siamo nella cena di Betania che prelude l’ultima cena. Nella mentalità del tempo il pranzo, consumato insieme, ha un carattere sacro perché indica una comunione di vita e un rendimento di grazie per la vita stessa.

Questo aspetto è unito alla presenza di Lazzaro che è risuscitato dai morti. La figura di Maria tuttavia risalta in primo piano, con il suo silenzioso gesto di amore, il dono del profumo, senza calcolo e senza misura come deve essere l’amore. Tutta la casa si impregna di quella fragranza.

- Pubblicità -

Ma Giovanni ci presenta due diversi compagni della sequela del Signore: Maria e Giuda. Da una parte l’amore che dilata il cuore, dall’altro la meschinità che lo chiude irrimediabilmente.

Per Riflettere

Alla scena di Betania siamo invitati anche noi, per stare con Gesù in quella atmosfera calda di affetto e di amicizia, carica di presagi e di interrogativi. Sostiamo in quella casa ospitale per tirare le fila della nostra sequela di Gesù: è un cammino di salvezza? È premurosa sollecitudine? Stare con Gesù, ascoltare la sua parola non è tuttavia ancora decisivo. Decisivo è riconoscere e accogliere l’amore che egli ci dona, l’amore che egli è. Così come ha fatto Maria.

FONTE: Ascolta e Medita – Centro Pastorale per l’Evangelizzazione e la Catechesi

Altri Articoli
Related

p. Ermes Ronchi – Commento al Vangelo di martedì 7 aprile 2026

LA PRIMA PAROLA DEL RISORTO CHE INCANTA ANCORA Maria di...

La Parola in centoparole – Commento al Vangelo del 7 aprile 2026

Tutti sono andati via, solo Maria di Magdala è...

don Vincenzo Marinelli – Commento al Vangelo del 7 aprile 2026

"Si recò al sepolcro di mattino"     Svegliarsi...

Don Antonio Mancuso – Commento al Vangelo del 7 aprile 2026

È molto attuale la pagina del vangelo di oggi....