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Arcidiocesi di Pisa – Commento al Vangelo del 3 settembre 2026

Il brano è un piccolo capolavoro letterario dell’evangelista Luca che inserisce i temi spirituali in una vivacità di racconto quasi cinematografica. Su uno sfondo di lago e di folla rumoreggiante, si staglia la figura di Gesù (“stando”, specifica il racconto!) che proclama la parola di Dio.

Ma non è di questo che Luca ci vuol parlare: l’attenzione del lettore viene coinvolta in un movimento dello sguardo di Gesù che, tralasciando folla e predicazione, si fissa su due barche all’ormeggio. Senza degnare di uno sguardo i pescatori stupefatti che lavano le reti lì accanto, Gesù sale risolutamente su una delle due barche… ed ecco che conosciamo il protagonista del brano: la barca è di Simone, sin da qui scelto per diventare Pietro.

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Il dialogo tra Gesù e Simone si fa subito carico di presagio quando Gesù lo prega (si noti la delicatezza del verbo!) di portarlo un po’ discosto dalla riva per allargare l’orizzonte della sua predicazione. Simone acconsente, Gesù predica alla folla, ma subito dopo riprende il suo dialogo con Simone ed aprendo un gioco di analogia tra pesca e predicazione gli dice (stavolta non lo prega) di gettare le reti. Simone è appena tornato da un’uscita infruttuosa e il pescatore esperto è lui, non questo Maestro.

Tuttavia, senza nascondere il suo scetticismo, si mette a disposizione: sulla tua parola getterò le reti. Ed il risultato della pesca è così abbondante che devono intervenire anche gli altri pescatori e le due barche risultano quasi insufficienti. A questo punto Simone intuisce che c’è ben altro in gioco: cade in ginocchio davanti a colui che da Maestro diventa Signore, ripensa al proprio scetticismo iniziale, ma fors’anche a quello di tutta la sua vita, e la percezione della propria inadeguatezza si fa sofferenza così acuta da indurlo addirittura a chiedere a Gesù di allontanarsi.

Ma per tutta risposta Gesù lo investe della missione di pescatore di uomini, invitandolo a non temere. Il racconto si conclude sulle due barche tirate in secca, abbandonate, che svaniscono in lontananza.

Per Riflettere

Signore, fa’ che risponda alla tua parola come Simone, rinunciando al mio scetticismo e a tutte le mie false certezze. Scaccia i miei timori affinché possa risponderti senza esitazione alcuna.

Leggi la preghiera del giorno

FONTE: Ascolta e Medita – Centro Pastorale per l’Evangelizzazione e la Catechesi