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Arcidiocesi di Pisa – Commento al Vangelo del 3 Maggio 2025

Questa intensa lunga preghiera, che continua nel vangelo di domani e si conclude dopodomani, è nota dall’antichità come “preghiera sacerdotale” e, più recentemente, come “preghiera dell’unità”, in riferimento alle parole, più volte ripetute nel seguito: «… perché siano una sola cosa come noi siamo una sola cosa».

È l’ultimo capitolo del vangelo di Giovanni, che precede il racconto della Passione: riprende tutti i temi del Vangelo ed è preludio a quella Passione in cui si realizza tutto ciò che qui viene detto.

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Il vangelo di Giovanni non contiene il Padre nostro, ma possiamo dire che questa preghiera è una parafrasi del Padre nostro fatta da Giovanni. Le richieste del Padre nostro, infatti, che contiene tutto ciò che Dio ci vuole donare, ovvero se stesso come Padre, emergono in questa preghiera con un linguaggio diverso, nel dialogo intimo tra il Figlio e il Padre.

Gesù, dopo averci indicato e mostrato con la sua stessa vita il comando dell’amore, che è il cammino che ci porta alla casa del Padre, in questa preghiera ci dice la sorgente di questo amore: è Lui nel suo rapporto col Padre. Mentre Gesù parla al Padre ed esplicita la sua relazione col Padre, introduce noi nella sua relazione col Padre; l’eredità che Gesù ci lascia è la sua identità di Figlio, è la sua stessa conoscenza del Padre: «Questa è la vita eterna: che conoscano te, l’unico vero Dio», è la gloria di Dio di cui veniamo resi pienamente partecipi.

Nella vita di Gesù, la sua intimità col Padre, cioè una connessione di fiducia e di libertà in cui “mio” e “tuo” dialogano in una indissolubile armonia, non è un tesoro geloso, ma è il luogo in cui Gesù fonda la sua libera relazione con noi, che diventa vita eterna per tutti.

Per riflettere

Gesù, nel suo rapporto col Padre, fa spazio a tutti noi, tanto ci ama. Anche noi possiamo allargare le nostre relazioni, le nostre frequentazioni, le nostre comunità, per fare spazio ad altri, che diventeranno partecipi dell’amore vivo, senza confini gelosi, e lo renderanno nuovo.

FONTE: Ascolta e Medita – Centro Pastorale per l’Evangelizzazione e la Catechesi